PER UNA LINEA DI MODA PESTANA LA KORE COL PEPLO

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E’ di qualche giorno fa la notizia riportata da tutti i giornali che Atene ha rifiutato la proposta di Gucci di utilizzare il Partenone per una sfilata di moda. Agrigento ha colto la palla al balzo è si è proposta per l’utilizzazione della Valle dei Templi, il cui monumento più conosciuto ed apprezzato è Il Tempio della Concordia. Si è subito levata qualche voce anche da casa nostra (cito quella dell’amico Enzo Di Sirio e quella del candidato sindaco Franco Palumbo)che lancia nella competizione l’area archeologica di Paestum, con la monumentalità dei templi dorici.. L’idea non è peregrina,Ne scrissi per la prima volta circa 30 anni fa. E ci sono tornato spesso nel corso degli anni. Ho ripescato un mio articolo di dieci anni fa, che, tra l’altro, è inserito in una pubblicazione edita da Plectica nel marzo del 2007 con il titolo “PAESTUM DA PASSATO AL FUTURO. Lo ripropongo qui di seguito, come contributo per un eventuale dibattito/confronto sul tema,Conosco ed apprezzo l’apertura mentale,l’intelligenza creativa ed il taglio manageriale del prof. Gabriel ZUCHTRIEGEL, direttore del Museo e dell’Area Archeologica di Paestum, ed ho motivo di ritenere che potrebbe prendere in seria considerazione la mia idea, che nel futuro auspica addirittura una L

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La storica Casa Editrice Adelphi ha ristampato di recente il bel trattato di Porfirio “Sui simulacri” a cura di Mino Gabriele.Il tema centrale è, come si sa, la validità della rappresentazione del divino in statue e figure: in altri termini, la efficacia della comunicazione, anche sacra, dei simboli e dei simulacri, appunto .Mi ha colpito la rappresentazione di Afrodite “Lei si copre i seni e il sesso, perchè questa forza è causa di procreazione e di nutrimento. Viene dal mare, elemento umido e caldo, in grande movimento e schiumoso a causa dell’agitazione, con allusione al potere seminale” Le notazioni dello scrittore greco, nato a Tiro nell’Asia Minore e morto a Roma (233-305 d.C), hanno un grande fascino di affabulazione, tipico dei miti, perchè vi si intrecciano, fondono e sovrappongono il pudore, la nascita, il desiderio Ho riletto, e mi ha intrigato,anche il mito di KORE, dea della bellezza, della grazia, dell’eleganza, della seduzione, uno dei tanti nomi e forme del visibile dell’umano di Persefone/Proserpina, morte e resurrezione, letargo dell’inverno e rinascita nello scialo dei fiori della primavera e della succosità dei frutti dell’estate .E la deformazione professionale degli studi classici e il recupero d’amore delle mie radici di “greco pestano” hanno fatto tambureggiare le maree del sangue .E mi si è figurata, bella e seducente, nella statuaria stilizzazione, LA KORE DEL PEPLO. La fantasia creativa ha galoppato, così, a prefigurare eventi di caratura internazionale nella cornice magica, unica ed irripetibile dell’Area Archeologica dell’Antica Poseidonia, sull’onda della teatralizzazione dei Grandi Miti
E, tra gli altri, quello di KORE, appunto. Con questo termine gli antichi greci indicavano la ragazza, bella, elegante, perfetta nell’armonia delle forme e per lo più vergine. Le ragazze con queste qualità veneravano la omonima dea’, conosciuta anche come Proserpina e Persefone, nella cui bellezza si identificavano. Nella nostra società che privilegia l’apparire ed i clamori pubblicitari gli stilisti creativi hanno eletto Kore a dea/simbolo della moda e nel suo nome organizzano sfilate che accendono i riflettori su modelle bellissime, elegantissime e perfette nell’armonia delle forme e delle movenze . E molte di loro gareggiano in bellezza, eleganza e seduzione con la dea Kore/Persefone E Paestum ha tutti i titoli per eventi del genere; e quando, nel passato più o meno recente, se ne è organizzato qualcuno, ha avuto successo. Ma dirò di più:Paestum può offrire nome e punto di riferimento per una linea di moda- Tuniche e pepli e tutto il ricco e vario abbigliamento di fanciulle e matrone che arabescano pitture vascolari, metope e lastre tombali offrono ampia materia di ispirazione e realizzazione di una “linea pestana” della moda e della cosmesi (e penso anche all’appeal che avrebbe una linea di profumo che si ispiri alla “rosa di Pesto”) da far impallidire i più estrosi stilisti italiani e stranieri (Ci stanno provando le Sorelle Marino)
Ci provò Palinuro con i “pareo” che furoreggiavano nel Club Mediterranée negli anni sessanta ed invasero spiagge e coste di mezzo mondo. Ci ha provato Positano e con le “pezze” ha creato un cult ed architettato un business di enormi proporzioni. Perchè non può farlo Paestum, che può spendere sui mercati un nome che da solo vale un tesoro attingendo allo scrigno inesauribile dei costumi dei padri antichi? Potrebbe collegarsi con le Scuole Nazionali e con le Accademie di Moda o, molto più semplicemente, istituire una sezione staccata di uno qualsiasi degli Istituti Professionali del settore (ce ne sono di buoni anche nelle vicine Salerno e Napoli e si sta imponendo all’attenzioneanche quello di Vallo della Lucania) Di certo non manca nel territorio il materiale umano, le ragazze, cioè, vivaci di intelligenza e sveglie di fantasia, che vogliano tentare strade nuove ed originali ed inserirsi con serietà e professionalità nel mondo del lavoro, realizzandosi, anche, nella orgogliosa riscoperta delle proprie radici.
Forse manca, però, una classe politica fecondata dal desiderio e dall’ambizione di volare alto in sintonia e sinergia con la grande storia del territorio. Sarei felice di ricredermi. Oggi ho parlato di KORE. A breve scriverò di ASSTEAS, il Maestro ceramista pestano, la cui anfora con la rappresentazione del RATTO D’EUROPA vale da sola l’orgoglio di identità di un inestimabile valore mondiale.E sono convinto che anche la pittura vascolare di Assteas può offrire spunti di ideazione e creazione di una LINEA PESTANA NELLA MODA

Giuseppe Liuccio
liucciogiuseppe@gmail. com

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