De Laurentiis attacca Sarri: «In troppi non giocano mai. È mancata la cazzimma»

0

Di umore nero a fine partita De Laurentiis, la sconfitta proprio non la digerisce il presidente azzurro che si attendeva un Napoli ben diverso al Bernabeu nel match di andata degli ottavi di Champions League, un appuntamento storico per il suo Napoli cresciuto a vista d’occhio nel ranking europeo. Ottimismo parzialmente ritrovato dal presidente con un tweet pubblicato più tardi sul sito del club azzurro: «Nulla è perso, possiamo giocarci la qualificazione al ritorno». De Laurentiis elogia solo Insigne, l’autore del gol dell’illusione azzurra: riserva critiche invece soprattutto a Sarri, critiche che hanno scatenato la protesta di molti tifosi azzurri sui social che invece hanno assunto una posizione molto più morbida con il tecnico toscano. Critiche rivolte anche alla squadra. Non gli è piaciuto l’atteggiamento del Napoli troppo arrendevole di fronte ai campioni del Mondo e d’Europa: Napoli che ha interrotto a 18 partite consecutive la serie positiva tra campionato e coppe. Il patron azzurro aveva chiesto cazzimma alla sua squadra alla vigilia per poter superare l’ostacolo Real Madrid e non l’ha vista o meglio l’ha vista solo in un interprete del Napoli e cioè Insigne. Si chiude male una giornata lunga per il presidente che ha più volte sottolineato a Madrid la grande passione dei napoletani con l’invasione dei diecimila al Bernabeue in mattinata all’hotel Sierra madre aveva avuto una lunga conversazione con Valter Veltroni, riportata per intero sul sito del club azzurro, durante la quale ha parlato di passato, presente e futuro del club azzurro. Poi il pranzo di gala con i dirigenti del Real Madrid, in compagnia di Diego Maradona. Grande entusiasmo nelle ore di avvicinamento alla partitissima del Bernabeu che si è trasformato in una delusione enorme. «Credo che questa sera alla squadra sia mancata la famosa cazzimma napoletana, l’unico che l’ha dimostrata è il napoletano Insigne. Solo lui e non solo per il gol ma per come ha gestito la gara ha avuto la giusta cazzimma». Cosa non le è piaciuto contro il Real? «Gli altri proprio non c’erano, sono spariti dal campo. Diciamo che ci è andata di lusso perché potevamo perdere anche 5-0 per la nostra confusione». La qualificazione è ancora aperta? «Magari al San Paolo, quando segneremo il primo gol, anche i nostri avversari andranno in confusione nella nostra bolgia. Sono convinto che a Napoli sarà tutta un’altra storia». Cosa non ha funzionato al Bernabeu? «Si può parlare di tante cose, poteva giocare Tizio o Caio ma queste valutazioni le lasciamo all’allenatore. Quando si è giovani bisognerebbe avere umiltà, però stasera vedevo che proprio non ci stavamo. Evidentemente si pretende troppo da chi è stato spostato in un ruolo non suo, forse se non avessimo avuto l’incidente di Milik stasera avremmo visto un’altra gara». Le scelte tecniche non l’hanno convinta? «Non voglio entrare nel merito delle scelte, spettano ad altri. Posso non condividerle ma lo tengo per me, non le dico nemmeno a chi è competente. Si devono cercare delle alternative non alla vigilia della Champions, ma prima. Si vuole evitare la sperimentazione che in realtà è utile in una rosa così lunga non come ai tempi di Mazzarri. A me non interessa vincere sempre in campionato, perché alcune sconfitte mi permettono di capire gli acquisti e di moduli. Perché altrimenti arriverò alla fine del campionato con gente che non ha giocato». Cioè? «Si cerca di difendere troppo le proprie posizioni quando l’unica che conta è quella del Napoli. I tifosi non sono stupidi, capiscono che certe sconfitte possono arrivare per testare i nuovi acquisti. Io ho investito dei soldi su alcuni calciatori e non saprò se ho fatto bene perché non giocano». La differenza nasce dal valore delle rose? «Con Aronica e Grava affrontavamo il Chelsea ed il Manchester City: non credo che ci sia questa grossa differenza di qualità perché valgono centinaia di milioni o stipendi milionari». Ma il monte ingaggi tra Napoli e Real Madridr e sta molto differente. «Il nostro monte ingaggi, dai tempi di Mazzarri è cresciuto del 100 per cento». Cosa è mancato? «Credo sia mancata precisione ed aggressività. Se noi pensiamo che giocando con la linea alta possiamo battere tutti esageriamo, forse in certe gare bisogna adottare una tattica diversa. Queste sconfitte ci fanno crescere e maturare. Abbiamo giocatori che ci invidiano tutti quanti, già ci stanno sollecitando con delle offerte che io rispedisco al mittente. Ricordiamoci sempre che siamo partiti da zero, ho preso le carte in Tribunale». (Il Mattino)

Lascia una risposta