Migranti a Capri. L’annuncio del prefetto scatena i proprietari di seconde case: «Sono clandestini, non li vogliamo»

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Capri. La querelle sull’eventuale arrivo di migranti annunciato dal prefetto di Napoli ai due sindaci dell’isola ha raggiunto le città in cui vivono molti habitué e e vacanzieri oltre che proprietari di seconde case che sentono minacciata la tranquillità della loro villeggiatura estiva. Ieri una lettera sul caso è stata pubblicata su Capri News, testata online locale, firmata da nove persone tra docenti, ingegneri e medici, che a loro detta hanno scritto in rappresentanza di molte altre persone che hanno espresso «il loro fermo dissenso per il progetto di insediare a Capri i gruppi di migranti in arrivo» che nella nota vengono definiti «per la maggior parte clandestini». Il dissenso espresso dai firmatari, che sottolineano di avere da sempre a cuore le sorti dell’isola di Capri, non tiene conto che la richiesta arriva dal prefetto, così come accaduto in tanti altri comuni d’Italia, e che i migranti che l’isola dovrebbe ospitare sono 23 per Capri e 22 per Anacapri, tutti con lo status di rifugiati politici, accertato e certificato dagli organi di polizia, per cui non classificabili come clandestini. La nota però degli habitué (molti di loro hanno casa a Capri) non si ferma solo al dissenso contro il progetto, ma esprimono severi giudizi sull’impatto sulla storia dell’isola e sull’economia turistica. Infatti, è scritto nella lettera commentando l’arrivo dei migranti: «Si tratta di distruggere la storia la civiltà e la bellezza dell’isola più famosa del mondo e infine – conclude la nota – mortificando i cittadini e causando danni al turismo». La lettera è subito rimbalzata in rete, dando il via a una nuova ondata di polemiche, questa volta però pro migranti. Infatti molti frequentatori della rete non hanno gradito l’ingerenza esterna di chi vive l’isola solo per brevi periodi. Qualcuno rilancia con ironia: «Potremmo scrivere a lungo su chi e come abbia la civiltà la storia e la bellezza di un’isola», seguito da qualche dubbio «ma i firmatari sono tutti residenti oppure tutta questa schiera di dr., prof. e ing. potrebbe scegliere un altro posto per le proprie vacanze qualora Capri non dovesse più esser loro congeniale». Il battibecco sul web si conclude con un’amara constatazione da parte di un internauta: «… e nascono dibattiti che mortificano noi isolani tutti, i poveri migranti e chiama veramente quest’isola almeno quanto noi». (Anna Maria Boniello – Il Mattino)

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