Pistola in pugno terrorizzava i turisti «Ma lo facevo per divertirmi»: preso

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NAPOLI – «Brigadie’ e che fate, mi arrestate? Io volevo solo pariare (scherzare, ndr)». Questa la giustificazione che Luigi Campanile ha fornito al sottufficiale dei carabinieri che lo stava ammanettando, in via San Giovanni a Carbonara, dopo un inseguimento iniziato in piazza Cavour. Già perché Campanile, fino a qualche minuto prima si stava “divertendo” a terrorizzare i turisti diretti o provenienti dal museo archeologico Nazionale. Una ragazzata? No, sia perché Campanile utilizzava una pistola con la quale minacciava gli increduli ospiti della città, sia perché a 43 anni avrebbe potuto pensare a forme di divertimento senza conseguenze che si sono poi rivelate spiacevoli anche per lui. Perché, prima di essere ammanettato, Campanile ha rischiato di diventare lui stesso bersaglio, ma di proiettili veri, quelli dei carabinieri contro i quali Campanile, a bordo di uno scooter guidato da un complice al momento sfuggito alla cattura, nella sua lunga fuga, ha puntato varie volte la sua pistola giocattolo. Gesto che avrebbe giustificato l’uso delle armi in dotazione da parte dei militari della radiomobile, intervenuti con urgenza in piazza Cavour, dopo ripetute segnalazioni di raid armati contro i turisti: solo per l’esperienza e la saggezza dei carabinieri si è evitata una possibile tragedia: le modalità dell’azione e la folla presente in strada hanno indotto i militari a evitare l’uso delle proprie armi. Le segnalazioni sono giunte al 112 proprio dagli stessi turisti presi di mira i quali, poi, hanno capito anche loro che c’era qualcosa di anomalo e quasi sono sembrati divertiti da tutto il caos che ne è nato. Campanile, che abita al vico Pergola all’Avvocata, a ridosso del borgo sant’Antonio Abate, è stato inseguito a lungo e, in via San Giovanni a Carbonara è stato raggiunto e bloccato. Non contento Campanile a opposto resistenza, ingaggiando con i carabinieri una violenta colluttazione. Alla fine i carabinieri sono riusciti a ridurlo all’impotenza. I militari si sono fatti medicare alcune ferite escoriate riportate durante l’aggressione. IL MATTINO DI NAPOLI di Maurizio Cerino