Intercettazioni, il Pdl accelera Stop dell´Anm: «Non sono una priorità»

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Schifani: la misura è colma, si trovi un’intesa Di Pietro: una legge c’è già, si vuole nascondere la verità

ROMA – «Dobbiamo ribadire il no alla strumentalizzazione da parte di taluni esponenti della politica», che in risposta all’inchiesta napoletana sulla P4, ha riportato in agenda il tema delle intercettazioni. Questa la posizione dell’Associazione nazionale magistrati che reputa «inaccettabile che il tema più rilevante diventi nuovamente quello delle intercettazioni». «Siamo favorevoli – ha spiegato Giuseppe Cascini, segretario dell’Anm – a un intervento che regoli le modalità di diffusione di intercettazioni non rilevanti». Ma l’associazione ritiene, ha aggiunto Cascini, «in contrasto con il diritto di informazione qualunque intervento che limiti la libertà di stampa». Lo stop delle toghe arriva dopo la nuova accelerazione del governo sulle intercettazioni. La legge arriverà entro l’estate, prima della pausa di chiusura delle Camere, ma non sarà un decreto legge, ha assicurato ieri il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, bensì un disegno di legge come quello stoppato giusto un anno fa alla Camera. Un ddl che potrebbe ricalcare il testo Mastella, come ha annunciato il premier Silvio Berlusconi. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha aperto al confronto con la maggioranza dicendo di essere «favorevole a una riforma delle intercettazioni» e contrario alla pubblicazione di quelle penalmente non rilevanti. Bersani ha però chiesto di discutere sul testo presentato dal Pd. «Non è affatto vero che la politica in senso generico, per usare la stessa terminologia di Giuseppe Cascini, non abbia provato a regolamentare le intercettazioni. C’è stato chi ha voluto e provato a farlo e chi invece si è opposto col coltello fra i denti, cavalcando sia settori della magistratura, sia ambienti giornalistici poco inclini», ha affermato in una dichiarazione Fabrizio Cicchitto. «Prendiamo oggi atto – aggiunge il presidente dei deputati del Pdl – del fatto che anche Cascini ammette, come abbiamo più volte denunciato, che la situazione è insostenibile. La scelta dello strumento legislativo per affrontare questo tema certamente merita ulteriori riflessioni». «La priorità – ha spiegato il presidente dell’Anm Luca Palamara – non può essere questa, ma deve essere mettere al centro la drammatica situazione degli uffici giudiziari». «Altro che riforma epocale – ha aggiunto Palamara – di questo passo non se ne dovrà parlare più perché molti uffici chiuderanno». «È davvero singolare che anzichè occuparsi dei contenuti» dell’indagine della procura di Napoli sulla presunta P4 «la politica si preoccupi di modificare la disciplina delle intercettazioni», ha detto ancora il presidente dell’Anm. «Non vorrei – ha sottolineato Palamara – che ci preoccupassimo della pagliuzza anziché considerare la trave». Secondo il presidente dell’associazione delle toghe, «i fatti che stanno emergendo sono gravi» ma «ancora una volta si strumentalizzano le indagini penali e si rilanciano temi che poco hanno a che vedere con le riforme urgenti della Giustizia». Palamara ha ricordato che l’Anm «ha espresso in più occasioni la necessità di selezionare e stralciare il materiale irrilevante, ma in questo momento penso che debba prevalere tutto quello che sta emergendo la cui valutazione deve essere stabilita da un giudice e non dalla politica o da un ministro». «Ormai la misura è colma e credo che con un grande gesto di volontà da parte di tutte le forze politiche si possa trovare una mediazione sulle intercettazioni senza che si gridi alla legge bavaglio», ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, che ha auspicato che si possa trovare un’intesa vista anche l’apertura del Pd sulla questione della pubblicazione delle intercettazioni sui giornali. Apertura che Schifani definisce «un segnale importante». «Le intercettazioni sono un indispensabile strumento investigativo ma aver consentito la diffusione del loro contenuto, vieppiù se totalmente privo di rilevanza penale, è indegno di un paese civile e merita una ricerca, senza se e senza ma, dei colpevoli di tale esecrabile comportamento, quale sia il loro livello istituzionale: su questa strada sarebbe bene si mettessero anche il dr. Palamara e il dr. Cascini», ha affermato Maurizio Paniz, membro della Consulta Giustizia del Pdl e capogruppo Pdl della Giunta per le autorizzazioni a procedere. «Una nuova legge sulle intercettazioni non è opportuna, perché esiste già una norma iperselettiva che ne regola l’uso. L’Italia dei Valori è a favore della libertà d’informazione e del diritto dovere di chi svolge le indagini e che, con tutti i mezzi, deve combattere la criminalità», ha commentato il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «All’interno della legge attuale già ci sono gli strumenti per verificare e valutare quando un’intercettazione può essere fatta, depositata, utilizzata o pubblicata. A me sembra che si voglia fare una legge per cercare di fermare le indagini e per bloccare l’informazione. È un modo per favorire la criminalità e per nascondere la verità agli italiani».

IL MATTINO DI NAPOLI