Raccolto l’appello del sindaco di Anacapri. Caremar smantella la sala slot, pendolari a rischio ludopatia

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Il sindaco di Anacapri Franco Cerrotta ha messo a segno un altro colpo importante nella battaglia che sta portando avanti da ormai sei anni contro le slot machine, diaboliche macchinette mangiasoldi che hanno messo a serio rischio la tenuta della comunità. Accogliendo il suo appello, in questi giorni la Caremar – la compagnia di navigazione passata di recente dalla mano pubblica a quelle di una cordata di imprenditori privati – sta provvedendo a smantellare questo tipo di apparecchi dalla sua flotta. Navi veloci e traghetti che assicurano ogni giorno i collegamenti tra la terraferma e le isole saranno i primi mezzi pubblici «no slot» d’Italia, così come Anacapri è il primo comune «no slot» del Paese dopo l’esito plebiscitario (il 90 per cento dei consensi alla linea dura decisa dal Comune) del referendum che sul territorio cittadino si è svolto due anni fa. «Non posso che complimentarmi con i due amministratori delegati della società che hanno accettato la richiesta del Comune, affiancando la nostra lotta alle slot machine, e nei tempi previsti hanno rimosso le apparecchiature dai traghetti della flotta Caremar che arrivano a Capri», ha detto ieri il sindaco Cerrotta commentando la decisione dei manager di Snav e Rifim, le due società che si dividono ciascuna con il 50 per cento delle azioni il pacchetto del’ex partecipata regionale. Per il sindaco anacaprese quella «zona franca» rappresentata dalle salette giochi a bordo delle navi costituiva un autentico cruccio: tra andata e ritorno, sulle navi trascorrono almeno due ore al giorno centinaia di pendolari del mare. Un piccolo esercito di studenti e lavoratori che durante il tragitto erano inesorabilmente indotti in tentazione dalla presenza di macchinette che invece, per effetto del regolamento adottato dal Consiglio comunale nel 2014, ad Anacapri sono al centro di un ostracismo totale. Da qui la lettera-appello alla Caremar,cui adesso viene dato seguito. Nel 2013 ben 600 euro al giorno venivano «ingoiati» da videpoker e slot di ogni genere installati in bar e circoli dell’isola, contro una media nazionale di 250 euro: a evidenziarlo fu una verifica della Guardia di finanza, a conferma della gravità di un fenomeno che già da tempo aveva cominciato a dare preoccupanti segni di sé. Madri e mogli esasperate, coppie in crisi, famiglie sull’orlo della disperazione che sempre più spesso chiedevano l’aiuto del primo cittadino e del parroco. Da qui la decisione di mettere a punto un regolamento molto restrittivo, poi sottoposto al giudizio della cittadinanza. Che ha risposto con il 90 per cento dei «sì» alla sua adozione. Dall’ottobre 2015 è così vietato, ad Anacapri, installare macchinette mangiasoldi a meno di 150 metri da scuole, chiese, sedi di associazioni, oratori, impianti sportivi, centri giovanili, locali frequentati da giovani, stabilimenti balneari e spiagge, e persino dal cimitero: in pratica non esiste angolo dove si possa sfuggire al divieto. Restava la «fuga» via mare. E anche quella, adesso, si è chiusa. La decisione dei manager della «nuova» Caremar è arrivata non appena scaduti i contratti con le compagnie che gestiscono le slot machine. «Questa iniziativa – spiega il comandante Raffaele Aiello, amministratore delegato della Snav – rientra nel nuovo corso che la Caremar sta portando avanti attraverso cospicui investimenti nel rinnovo della flotta. Un restyling che è già ben visibile agli occhi dell’utenza nella prospettiva di offrire sempre i migliori servizi e che pensiamo di concludere nell’anno in corso». La flotta della Caremar consta di quattro motonavi tradizionali, due traghetti veloci e, sulla rotta per Ischia, anche di un catamarano e una unità veloce: mezzi che trasportano giornalmente fino a 4.800 passeggeri e circa 300 veicoli nei sette porti del golfo di Napoli: Capri, Ischia, Procida, Sorrento e Napoli Calata di Massa. (Anna Maria Boniello – Il Mattino)