MELANIA:PAROLISI SI E´ AVVALSO DELLA FACOLTA´ DI NON RISPONDERE IN SILENZIO DAVANTI AI MAGISTRATI VIDEO

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ASCOLI PICENO – Non ha praticamente aperto bocca Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, che si è presentato oggi ai magistrati della procura di Ascoli Piceno. Assistito dagli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, si è avvalso della facoltà di non rispondere, dopo che i pm Umberto Monti e Ettore Picardi gli avevano contestato vari elementi a suo carico per oltre un’ora. Parolisi è arrivato in perfetto orario a Palazzo di Giustizia, quando mancavano appena pochi minuti alle 16:30. Sempre curato nell’abbigliamento, non ha dimenticato neanche in questa occasione la sua predilezione per i colori vivaci: pantaloni arancione spento, camicia intonata a righine avorio, verde e arancione, sul volto i grandi occhiali da sole che Melania indossava il giorno della scomparsa il 18 aprile e che il vedovo ha voluto mettere per i funerali della giovane donna. La Jeep condotta dall’avv. Gentile non è potuta entrare da un ingresso riservato e così il militare è entrato nel Tribunale fendendo una folla di curiosi e soprattutto giornalisti, fotografi e operatori tv, con il volto teso, tra qualche grido «vergogna», oppure «bravo» (in senso ironico). Poi una lunga fase preliminare e infine l’elenco degli elementi di prova a suo carico, le tante contraddizioni e incongruenze emerse nei tre interrogatori già avuti come parte offesa, ma anche nelle dichiarazioni rilasciate durante svariate trasmissioni televisive. A partire da due elementi ormai dati per acquisiti dagli inquirenti, sulla scorta di decine di testimonianze: il 18 aprile Melania non è mai stata a Colle San Marco, dove Parolisi sostiene invece sia misteriosamente sparita mentre andava alla toilette del ristorante Il Cacciatore, e il caporalmaggiore è arrivato sul pianoro solo alle 15:30, e non alle 14:20, come ha sempre sostenuto. A quel punto l’annuncio della scelta di non rispondere (per altro in parte prevedibile). «In due mesi Salvatore ha risposto a domande per oltre 40 ore» ha poi spiegato l’avv. Biscotti ai giornalisti. Rispondere sarebbe quindi stato «ripetere le stesse cose. Quando avremo elementi meno fluidi per quello che riguarda il capo di incolpazione – ha concluso – saremo noi a chiedere un nuovo interrogatorio».

Diversa, ovviamente, l’opinione dell’avv. Mauro Gionni, che assiste i familiari di Melania Rea come parte lesa. «Avvalersi della facoltà di non rispondere è un atteggiamento giuridicamente legittimo – ha commentato -, ma umanamente incomprensibile per un vedovo che dice di voler fare tutto il possibile per scoprire gli assassini della moglie». Intorno alle 18:30 Parolisi è uscito da un varco posteriore della Procura, e si è subito infilato nell’auto dei legali. Ora per gli inquirenti si apre una breve fase di riflessione: la prossima settimana verrà depositata la relazione finale sull’autopsia della vittima condotta dal medico Adriano Tagliabracci. Un quesito riguarda in particolare la dinamica dell’aggressione a Melania. Se, come sembra, il perito confermerà che la donna è stata uccisa nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo), dove è stata ritrovata cadavere il 20 aprile, la competenza dell’inchiesta dovrebbe passare alla procura di Teramo. Anche se tecnicamente questo non esclude che la magistratura ascolana possa comunque adottare eventuali provvedimenti, per poi dichiararsi incompetente. Prima dell’incontro in procura, Parolisi e i suoi legali hanno pranzato nella zona di Colle San Marco e hanno effettuato un sopralluogo nell’area e a Ripe di Civitella.

UCCISA CON TECNICA MILITARE 
Spunta un nuovo elemento sull’omicidio di Melania Rea. Secondo quanto riporta oggi Il Messaggero, che riporta le carte dell’autopsia effettuata sul corpo della madre 29enne trovata morta nel bosco delle Casermette, Melania sarebbe stata «assassinata con una tecnica militare», chiamata in gergo ‘assalto alla sentinella’, qualcosa di più vicino ad un film d’azione di Hollywood che alla realtà. Melania sarebbe stata messa a tacere con una mano sulla bocca, poi le sarebbe stata procurata una forte torsione del capo e successivamente sarebbe partita la prima delle 32 coltellate che le sono state inferte. Questa ricostruzione della tecnica usata per uccidere Melania sarà al centro dell’interrogatorio previsto per questo pomeriggio del marito Salvatore Parolisi, indagato per omicidio volontario. Ad avvalorare la tesi della tecnica militare un altro particolare: i pantaloni della donna furono trovati abbassati fin sopra ai piedi, per renderle impossibile qualsiasi tentativo di fuga. Secondo quanto rivela il quotidiano, durante l’interrogatorio di questo pomeriggio i pm Monti e Picardi sembrerebbero inoltre intenzionati a utilizzare alcune intercettazioni nuove, ovvero non ancora conosciute


LA MAMMA: “NON PERMETTO A SALVATORE DI DIRE CHE L’AMAVA”
 «Non gli permetto di dire che amava mia figlia. Chi ama non tradisce». Lo dice la madre di Melania Rea, Vittoria, alla trasmissione di Mediaset ‘Quarto Gradò parlando del genero Salvatore Parolisi, indagato per l’ omicidio della figlia. A proposito del fatto se Melania sapesse o no dei tradimenti la donna afferma: «Certo, se Melania avesse scoperto qualcosa me l’avrebbe detto. Ma io mi chiedo la notte che Melania ha partorito 2 anni fa Salvatore dov’era? Lo abbiamo cercato tutta la notte». La madre di Melania ha concluso concluso tra le lacrime: «Ho molta rabbia ed Š per questo che non crollo».

MICHELE REA: “DELUSI DA SALVATORE” «Ci siamo rimasti male, malissimo, sono veramente arrabbiato, deluso». Michele Rea, il fratello di Melania, in collegamento in diretta con la trasmissione Quarto Grado da Somma Vesuviana (Napoli) ha commentato così la scelta del cognato Salvatore Parolisi, indagato per l’omicidio di Melania, di non rispondere alle domande dei pm di Ascoli Piceno. «Non me l’aspettavo: se voleva difendersi, questa era l’occasione giusta», e del resto «facendo così non si discolpa neppure». «Questo era il momento giusto per fare chiarezza, sui tanti punti oscuri, sulla storia del telefonino, ma lui non l’ha colta al volo…anzi». «Deluso» da Salvatore anche lo zio di Melania, Gennaro.

LO ZIO: “TRADIMENTO POSSIBILE MOVENTE” «A questo punto, possiamo pensare che il tradimento potrebbe essere stata la causa della morte di mia nipote». Salvatore Rea, zio di Melania, ha commentato in diretta con Quarto Grado gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte della nipote, che secondo la procura di Ascoli Piceno sarebbe stata uccisa dal marito Salvatore Parolisi. Rivolto alla sorella di Parolisi, secondo la quale Melania aveva perdonato la relazione extraconiugale del marito con la soldatessa Ludovica, Salvatore Rea è sbottato: «perdonato? aveva perdonato una scappatella», ma la relazione «è durata due anni». In alternativa, l’ipotesi dello zio è che «Salvatore sta coprendo qualcuno: ma perchè ha detto tutte queste bugie..

Fonte:leggo