NAPOLI BRUCIA FOTO: PER COLPA DEI RIFIUTI INDAGINI EPIDEMIA COLPOSA

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NAPOLI – È stata un’altra giornata di proteste per l’emergenza rifiuti che sta travolgendo Napoli mentre la Procura della Repubblica ha deciso di avviare una indagine per epidemia colposa. Per il procuratore Giovandomenico Lepore quella di Napoli è una situazione ‘impossibile« mentre il sindaco Luigi De Magistris, ritiene che la »città non può attendere«. Al momento nell’inchiesta della magistratura già ci sono alcuni indagati. I miasmi che si levano dai cumuli di immondizia ammorbano l’aria e rappresentano una minaccia per la salute, così hanno denunciato alcuni esperti. Ma sarà la magistratura ad accertare se questa situazione poteva essere evitata. L’unica certezza è che con il caldo di questi giorni il disagio cresce in misura esponenziale. Ormai non si fa neanche più il conto delle giacenze perchè il vero pericolo è costituito dai roghi. Cinquantacinque la notte scorsa appiccati un pò dappertutto. Ma non solo. Anche oggi non sono mancati i blocchi e le proteste da parte di persone che si dicono esasperate e che non trovano di meglio che spargere i rifiuti lungo la sede stradale. È avvenuto poco prima dell’alba di oggi in via Foria. Poi la protesta è stata inscenata in via Monteoliveto mentre qualche ora più tardi nel quartiere Agnano il traffico è stato paralizzato, con i manifestanti che hanno bloccato anche l’accesso alla tangenziale. I mezzi dell’Asia – l’azienda di igiene urbana del Comune di Napoli – sono stati impegnati tutto il giorno con gli operai mandati a fronteggiare le situazioni più critiche. Ma non è bastato: le cifre delle giacenze lungo le strade parlano di una crisi legata soprattutto alla fase dello smaltimento. Insomma, la spazzatura resta per strada perchè i camion, che oggi si sono mossi sotto la scorta della polizia, non hanno dove sversare. L’unica discarica cittadina – quella di Chiaiano – che una volta accoglieva fino a 800 tonnellate al giorno ormai è verso la saturazione. In piazza oggi sono scesi anche i precari Bros. Hanno protestato e non con il rituale corteo. Si sono recati in via Caracciolo dove hanno avviato la pulizia del lungomare, raccogliendo carta, plastica e vetro. Anche dinanzi alla sede della Regione Campania hanno realizzato delle simboliche isole ecologiche per dire che loro sono pronti a fare il lavoro per il quale sono stati formati. Ai quartieri Spagnoli i cittadini si sono attrezzati per impedire che i sacchetti possano bloccare il traffico. Strade troppo strette e per questo lungo il dedalo di vicoli non si possono formare i cumuli. In alcuni punti sono scomparsi anche i cassonetti. Per questo i rifiuti si tengono in casa e si scende a depositarli solo quando arriva il camioncino dell’Asia. C’è sempre qualcuno che di vedetta sorveglia i vicoli ed è pronto a dare l’allarme: è il meccanismo antico e solidale della ‘chiamatà. La stessa utilizzata dalle massaie in caso di pioggia per invitare la vicina a ritirare il bucato. Insomma, quello che non manca, anche nei momenti più difficili, è la fantasia.

GIORNATA DI PROTESTE È stata un’altra giornata di proteste. Da un quartiere all’altro di Napoli non si allenta la morsa dell’emergenza rifiuti e ormai, come ha detto il sindaco Luigi De Magistris, si sta vivendo una situazione drammatica e la «città non può attendere». Ormai non si fa neanche più il conto delle giacenze perchè il vero pericolo è costituito dai roghi. Cinquantacinque la notte scorsa appiccati un pò dappertutto. Ma non solo. Anche oggi non sono mancati i blocchi e le proteste da parte di persone che si dicono esasperate e che non trovano di meglio che cospargere i rifiuti lungo la sede stradale. È avvenuto poco prima dell’alba di oggi in via Foria. Poi la protesta è stata inscenata in via Monteoliveto mentre qualche ora più tardi nel quartiere Agnano il traffico è stato paralizzato, con i manifestanti che hanno bloccato anche l’accesso alla tangenziale. I mezzi dell’Asia – l’azienda di igiene urbana del Comune di Napoli – sono stati impegnati tutto il giorno con gli operai mandati a fronteggiare le situazioni più critiche. Ma non è bastato: le cifre delle giacenze lungo le strade parlano di una crisi legata soprattutto alla fase dello smaltimento. Insomma, la spazzatura resta per strada perchè i camion, che oggi si sono mossi sotto la scorta della polizia, non hanno dove sversare. L’unica discarica cittadina – quella di Chiaiano – che una volta accoglieva fino a 800 tonnellate al giorno ormai è verso la saturazione. In piazza oggi sono scesi anche i precari Bros. Hanno protestato e non con il rituale corteo. Si sono recati in via Caracciolo dove hanno avviato la pulizia del lungomare, raccogliendo carta, plastica e vetro. Anche dinanzi alla sede della Regione Campania hanno realizzato delle simboliche isole ecologiche per dire che loro sono pronti a fare il lavoro per il quale sono stati formati. Ai quartieri Spagnoli i cittadini si sono attrezzati per impedire che i sacchetti possano bloccare il traffico. Strade troppo strette e per questo lungo il dedalo di vicoli non si possono formare i cumuli. In alcuni punti sono scomparsi anche i cassonetti. Per questo i rifiuti si tengono in casa e si scende a depositarli solo quando arriva il camioncino dell’Asia. C’è sempre qualcuno che di vedetta sorveglia i vicoli ed è pronto a dare l’allarme: è il meccanismo antico e solidale della ‘chiamata’. La stessa utilizzata dalle massaie in caso di pioggia per invitare la vicina a ritirare il bucato in caso di pioggia. Insomma, quello che non manca, anche nei momenti più difficili, è la fantasia… Non va meglio certamente in provincia. A Giugliano, secondo una stima del sindaco Giovanni Pianese, ieri c’erano oltre 2000 tonnellate di rifiuti, con una situazione di particolare disagio lungo la fascia. Disagi si registrano anche nella zona flegrea

GELO PREMIER-LEGA SUL DECRETO Silvio Berlusconi annuncia per giovedì prossimo il decreto sui rifiuti, la Lega lo gela e Giorgio Napolitano chiede un impegno duro e non di breve durata. Il presidente della Repubblica da Lubiana dove è in visita ufficiale per i 20 anni della giovane repubblica di Slovena lancia un monito per «liberare Napoli dalla monnezza». Quasi un grido di dolore, dopo la lettera inviata al ‘Mattinò, che stavolta sembra immediatamente raccolto dal governo. Da Bruxelles, infatti, il premier Silvio Berlusconi annuncia un decreto legge straordinario nel prossimo Consiglio dei ministri. Ma il Cavaliere non ha fatto i conti con la dura presa di posizione della Lega Nord che, ben lungi dal mettersi di traverso nei confronti del Quirinale, se la prende proprio con lui: il ministro Roberto Calderoli poche ore dopo l’annuncio di Berlusconi pone rigidi paletti all’azione del governo. «Non abbiamo visto alcun testo – avvisa – ma niente truffe o voleranno le sedie». Sono parole forti che mettono in apprensione parte dell’esecutivo ed allo stesso tempo determinano la reazione di parte del Pdl. In serata, è lo stesso Berlusconi a dover intervenire e spiegare che anche sul versante dei rapporti con il Carroccio sui rifiuti «sta lavorando». La questione rischia di mettere in serie difficoltà l’esecutivo. La nuova emergenza a Napoli difficilmente potrà essere risolta senza il contributo esterno di altre Regioni.

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo rivela che proprio su questo versante il governo si sta impegnando con «misure straordinarie e temporanee», ovvero «un trasferimento dei rifiuti fuori dalla regione Campania» in modo da «liberare le strade di Napoli dai cumuli a terra». Ma è proprio questo il punto sul quale la Lega già la scorsa settimana aveva fatto saltare l’accordo nel primo Consiglio dei ministri straordinario di martedì e poi in quello ordinario di giovedì. «Stiamo lavorando», ha detto Berlusconi. Il Cavaliere dovrà infatti trovare una mediazione non facile non solo con la Lega ma anche all’interno del suo partito. Nel Pdl la «sudditanzà nei confronti dei ‘lumbard’ ha creato non pochi malumori. Il Carroccio, infatti, viene indicato come il colpevole dell’aggravamento della situazione a Napoli. E dal capoluogo partenopeo fa sentire la sua voce il neosindaco Luigi de Magistris che si dice soddisfatto per l’incontro con la Prestigiacomo e torna a chiamare in causa Berlusconi per il ritardo nel decreto sui rifiuti: »Ora le responsabilità sono sue«, spiega . Ma, a sorpresa, contro l’esponente dell’Idv si schiera il Pd. I senatori dei democratici lo accusano: »Con la sua promessa di ripulire Napoli in 5 giorni ha voluto fare il Berlusconi«.

Fonte:leggo