Dal 2026 Mondiali extra-large a 48 squadre, è polemica. Club europei in rivolta

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C’era una volta un Mondiale di calcio a 13 squadre, tutte invitate. Il viaggio in Uruguay, nel 1930, costava troppo e la formula era obbligata. Quasi cento anni dopo, per la Coppa del Mondo del 2026, tutti potranno sognare. Nell’edizione a 48 squadre anche Nuova Zelanda o Tahiti possono sperare di arrivare alla fase finale, e ne è quasi certa la Cina – il mercato del futuro – che anzi diventa anche una più che probabile candidata all’organizzazione di una prossima edizione. Eletto presidente della Fifa grazie al voto di molte federazioni di piccoli paesi, Gianni Infantino aveva promesso l’allargamento dei Mondiali e così è stato. Ieri a Zurigo il Consiglio dell’ente calcistico internazionale ha varato la Coppa del Mondo taglia XXL, con l’allargamento da 32 a 48 squadre a partire dal 2026. Nei 16 gruppi da tre squadre ciascuno passano le prime due, poi eliminazione diretta dai sedicesimi di finale, con sfide in cui appare certa l’abolizione dei supplementari per dare spazio ai calci di rigore dopo l’eventuale pari al 90’. L’extra-time rimarrebbe solo per semifinali e finale. Invariati il numero massimo di partite per chi arriva in finale, sette, e la durata complessiva, 32 giorni. Ovviamente il discorso del maxi-Mondiale è anche commerciale: uno studio discusso a Zurigo indica che il supermondiale varrebbe 605 milioni di euro in più rispetto a Russia 2018. Cruciale il discorso sui criteri di ripartizione dei posti. Il progetto della Fifa è di 16 per l’Europa, 9/10 per l’Africa (dove il mezzo punto sta per uno spareggio per un posto con altre confederazioni), 8/9 per l’Asia, 6/7 per il Sudamerica e altri 6/7 per il Nordamerica/Concacaf e uno per l’Oceania: gli aumenti più consistenti sarebbero per Asia (+4) e Africa (+4). Sarà fissa la presenza dell’Oceania. Nutrito il gruppo dei contrari all’allargamento, soprattutto in Europa. L’Associazione europea club presieduta da Rummenigge, di cui fa parte anche il Napoli di De Laurentiis, ribadisce: «Il Format andava bene così, non c’era urgenza». Pronto a chiedere subito l’assegnazione del Mondiale 2026, invece, il Canada. (Alessandro Castellani – Il Mattino)