Juve,Allegri voglio la Coppa – I bianconeri l’hanno già vinta due volte

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ALBO D’ORO (ultimi anni)
2010/2011 INTER
2011/2012 NAPOLI
2012/2013 LAZIO
2013/2014 NAPOLI
2014/2015 JUVENTUS
2015/2016 JUVENTUS

VITTORIE (prime posizioni)
Juventus 11 Coppe Italia
Roma 9
Inter 7
Fiorentina 6
Lazio 6

TORINO, Juventus Stadium ore 20.45  Juventus -Atalanta

Allegri, torna Pjaca E Max se lo coccola:«È il vero rinforzo»

Con l’Atalanta in Coppa Italia un tempo per il talento croato, ai box dal 2 ottobre. Il tecnico:
«È proprio bello vederlo giocare»

Le ultime 10 volte che la Juve ha giocato gli ottavi di Coppa ha poi passato il turno, incluse tutte le 8 edizioni disputate da quando c’è  la formula della gara secca

Via alla coppa Italia, via alla corsa a un altro traguardo. La Juve vuole tutto e Massimiliano Allegri interpreta al meglio questo pensiero. I bianconeri sono reduci da due successi consecutivi nel trofeo nazionale e ora puntano al tris, impresa mai riuscita a nessuno. Così il tecnico lancia un messaggio chiaro: «Non è tanto per il record, ma noi entriamo nella competizione e quindi dobbiamo arrivare in fondo». La vittoria come un dovere da inseguire sempre e in qualunque manifestazione si affronti. Se poi questo significa stabilire nuovi primati, tanto meglio.

CAMMINO DIFFICILE. Il cammino non è dei più semplici: l’Atalanta nel debutto di questa sera agli ottavi di finale («Sta facendo grandissime cose, merito di Gasperini e di una società molto solida, complimenti»); Milan o Torino negli eventuali quarti, e magari Napoli o Fiorentina in una possibile semifinale. Una road map non facile. E se sul format del torneo si potrebbe discutere («Magari con la serie A a 18 squadre si potrebbe fare una formula diversa, ma al momento bisogna andare avanti così a meno di non strutturare diversamente tutta la stagione» dice l’allenatore livornese), i bianconeri ci vogliono in ogni caso provare. Per questo «andrà in campo la formazione migliore, non ci sarà grandissimo turn over» assicura Max.
La grande novità sarà Marko Pjaca. Scocca l’ora del croato, che ritorna in campo dopo tre mesi di assenza per l’infortunio al perone. «Farà sicuramente uno spezzone, devo decidere se dall’inizio o a gara in corso». Allegri punta tantissimo su di lui: «Può giocare da esterno o nei due trequartisti dietro la punta. È un giocatore forte, ha entusiasmo, sta bene fisicamente e sarà un ottimo acquisto di gennaio. Marko ha potenzialità straordinarie, domani sarà l’inizio della sua crescita».

SCELTE. Ecco Pjaca, dunque. Marko verrà impiegato a gara in corso verosimilmente in una staffetta con Cuadrado, che sarà certo titolare domenica a Firenze per la squalifica di Lichtsteiner. Lo svizzero stasera quindi giocherà a destra, in una difesa a quattro completata da Rugani-Barzagli (Chiellini è squalificato) al centro e Asamoah a sinistra. Contro la Fiorentina, poi, torneranno a disposizione sia Bonucci, sia Alex Sandro. «Dani Alves invece farà gli esami di controllo e poi valuteremo i tempi di recupero». Pochi cambi in generale, ma a centrocampo qualcuno rifiaterà. Sicuri titolari sono Hernanes e Rincon, che farà l’esordio dal primo minuto in bianconero. L’ultimo posto è in gioco tra Marchisio, Khedira e Sturaro, ieri influenzato e quindi non al meglio.
Allegri dovrà scegliere tra il tridente e il modulo con il trequartista, magari doppio come con il Bologna. Pjanic potrebbe riposare quindi con Dybala, che «ha bisogno di giocare per trovare continuità», partirà Cuadrado. Il riferimento avanzato sarà Mandzukic, favorito su Higuain. Non convocato di nuovo invece Evra, a un passo dall’addio: «Ci siamo parlati, Patrice è stato chiaro con me e io con lui – spiega Allegri – Si è preso del tempo per decidere se andare via o rimanere».

MERCATO E CINA. Max ribadisce il suo pensiero sul mercato: «Non ho chiesto nulla alla società e non mi aspetto niente a gennaio, perché alla Juve bisogna prendere giocatori utili a migliorare la qualità tecnica della rosa, altrimenti è meglio rimanere con quelli che abbiamo che sono molto bravi». Sulla possibilità di allenare qualsiasi squadra, senza preclusioni, Allegri la pensa come Spalletti: «Siamo professionisti, ha ragione Luciano. L’importante è che in ogni club si lavori con grande serietà e grande rispetto verso tifosi, società e giornalisti. Poi può capitare di andare da una parte o dall’altra. Io sono alla Juve e sto bene qui, vediamo cosa succederà in futuro». Una telefonata dalla Cina è arrivata? Allegri non toglie i dubbi. «Lasciamo perdere, pensiamo all’Atalanta…».

fonte:corrieredellosport

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