Intesa Sanpaolo presenta "Progetto Cultura"

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Intesa Sanpaolo presenta “Progetto Cultura”

Un intervento nell’ambito della cultura di ampio respiro, destinato all’intero territorio nazionale, al servizio della crescita culturale e civile del Paese.
Una pluralità di iniziative quali contributi alla conoscenza, al progresso della società civile e alla riflessione sull’identità nazionale, che trova le sue radici nel comune e prezioso patrimonio culturale italiano.
Poli museali: 1.000 opere d’arte, selezionate dalle 10.000 di proprietà della Banca e distribuite su 12.000 mq di superfici espositive tra Milano, Napoli e Vicenza.
Tre sedi museali messe a disposizione della collettività, degli studiosi e degli appassionati d’arte Futura apertura di altri poli museali, per prima Torino Restituzioni: oltre 600 le opere, appartenenti al patrimonio artistico e architettonico del Paese, restaurate e restituite alla pubblica fruizione Mostre temporanee, cicli di conversazioni e convegni, laboratori e altri progetti
culturali e scientifici innovativi Milano, 22 giugno 2011: Intesa Sanpaolo da sempre riconosce nel principio di “responsabilità sociale” il riferimento prioritario dei propri interventi in ambito culturale, e i progetti realizzati negli anni hanno rappresentato un modo concreto per assicurare la partecipazione attiva dell’Istituto alla vita del Paese, contribuendo al suo sviluppo non solo economico.
Attraverso le iniziative a carattere culturale, infatti, la Banca esprime la convinzione di poter intervenire e incidere in modo positivo non solo sui classici motori economici della competitività delle imprese e del sistema Paese – dove l’attività bancaria svolge un ruolo chiaro e tradizionalmente riconoscibile –, ma anche sul piano del sostegno alla coesione e alla vitalità delle comunità, motori di crescita sostenibile ai quali la Banca riserva sistematicamente ambiti di impegno e investimento, in un continuo dialogo con i territori in cui opera.
Tale impegno in campo culturale e sociale si è attuato coniugando costantemente iniziative progettate e realizzate dall’Istituto – per il perseguimento di autonomi obiettivi – con altre sviluppate in partnership con le principali istituzioni formative e scientifiche per il sostegno e la promozione delle loro attività.
Con PROGETTO CULTURA, piano di interventi elaborato da un comitato scientifico composto da Gianfranco Brunelli (direttore della rivista “Regno”, consulente culturale di importanti istituzioni), Fernando Mazzocca (già professore ordinario di Storia della critica d’arte presso l’Università degli Studi di Milano, massimo esperto dell’arte italiana dell’Ottocento) e Aldo Grasso (professore ordinario di Storia della radio e della televisione presso l’Università Cattolica di Milano, collaboratore storico del “Corriere della Sera”), Intesa Sanpaolo si è posta due obiettivi: da un lato la condivisione con la collettività dell’ampio e prestigioso patrimonio storico, artistico, architettonico e archivistico del Gruppo, che sarà messo al servizio della crescita culturale e civile del Paese, divenendo strumento di sviluppo, inclusione e dialogo sociale, dall’altro una mirata programmazione di proposte culturali e scientifiche innovative che arricchiranno le potenzialità del Progetto.
Intesa Sanpaolo, banca italiana fortemente radicata sul territorio nazionale, ispirandosi al 150° anniversario dell’Unità del Paese, ha previsto inoltre una serie di iniziative – di carattere permanente alcune, altre straordinarie – quale contributo alla riflessione sull’identità nazionale.
PROGETTO CULTURA Poli museali In alcune grandi città italiane sono stati identificati edifici della Banca da adibire a spazi espositivi e culturali. Veri e propri poli museali dove rendere fruibili al pubblico le collezioni d’arte dell’Istituto, riflesso delle atmosfere culturali, delle tradizioni figurative e del gusto che hanno caratterizzato le regioni e i periodi storici di origine e di formazione delle singole Banche confluite per fusione in Intesa Sanpaolo. Un patrimonio artistico che si distingue per ricchezza e varietà, singolare risultato di diversificate vicende collezionistiche, ciascuna collegata in modo esemplare alla storia e alla tradizione mecenatizia della banca originaria.
La collezione della Banca vanta 10.000 opere, dai reperti archeologici alle testimonianze dell’arte contemporanea.
Una parte di esse è già esposta al pubblico, nelle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza e nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli, che in futuro accoglieranno un numero ancora maggiore di opere in seguito a importanti progetti di ampliamento delle aree museali e di riorganizzazione delle collezioni permanenti. Ai musei già aperti si affiancherà un nuovo polo museale, le Gallerie di Piazza Scala, che sarà inaugurato nell’autunno di quest’anno nel cuore del centro storico di Milano.
Entro il 2012, quindi, saranno offerte alla pubblica fruizione circa 1.000 opere, distribuite su una superficie espositiva di circa 12.000 mq. Di futura apertura altri poli museali, a partire da Torino.
Gallerie di Piazza Scala a Milano 8.300 mq di spazi espositivi nel cuore del centro storico di Milano, tra via Manzoni e Piazza della Scala, in fase di restauro e allestimento secondo il progetto dell’architetto Michele De Lucchi. Il complesso architettonico, unico nel suo genere, si compone di quattro palazzi: il settecentesco Palazzo Anguissola, opera di Carlo Felice Soave, semplice ed elegante, capolavoro del gusto neoclassico, così riccamente decorato negli interni da essere definito da Luigi Zucoli nel 1841 “la casa forse la più ammirata di Milano”; l’ottocentesco Palazzo Canonica, dal nome dell’architetto Luigi Canonica che lo ha progettato nella prima metà del secolo, con una bella corte colonnata centrale e le alte lesene di facciata; Palazzo Brentani, con i bei medaglioni di uomini illustri allineati sulla facciata; il monumentale Palazzo Beltrami, con la poderosa facciata su Piazza della Scala e il grande portone, realizzato da Luca Beltrami tra il 1906 e il 1911.
Presso le Gallerie di Piazza Scala sono in corso di allestimento due musei, uno dedicato all’Ottocento (la cui inaugurazione è programmata per l’autunno del 2011) e l’altro al Novecento (la cui apertura è prevista entro il 2012).
Il Museo dell’Ottocento, che celebrerà il capoluogo lombardo quale città protagonista del secolo del romanticismo e dell’industrializzazione, in Palazzo Anguissola e nei Palazzi Canonica e Brentani, sarà inaugurato nell’autunno 2011 e vi saranno ospitate 200 opere del XIX secolo provenienti non solo dalle collezioni di Intesa Sanpaolo ma anche e soprattutto dal patrimonio della Fondazione Cariplo, partner del progetto.
I confini cronologici entro cui si dispiega il percorso espositivo sono segnati da due grandi stagioni dell’arte italiana, il Neoclassicismo – con i bassorilievi di Antonio Canova – e il Futurismo – rappresentato da quattro capolavori di Umberto Boccioni –.
Ampiamente documentato è l’Ottocento lombardo, attraverso numerose e importanti opere pittoriche che testimoniano come Milano sia stata nel XIX secolo il più vivace e fecondo centro artistico italiano. La stagione del Romanticismo, attraversata dal fervore risorgimentale, è rappresentata dai quadri storici di Francesco Hayez, Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis, mentre altri generi pittorici (come le vedute o le scene di genere) sono documentati dai dipinti di Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara, Luigi Bisi, Giuseppe Canella, Luigi Premazzi, Angelo Inganni. Il Naturalismo è rappresentato da Domenico e Gerolamo Induno, Mosé Bianchi, Eugenio e Lorenzo Gignous, il Divisionismo da Giovanni Segantini, Filippo Carcano, Giovanni Sottocornola, Angelo Morbelli , mentre le opere di Giovanni Boldini, Telemaco Signorini, Lorenzo Delleani, Federico  Zandomeneghi, Vincenzo Irolli, Antonio Mancini permettono un confronto con le esperienze elaborate in altri centri italiani quali Firenze, Torino, Napoli. Infine, di particolare rilievo è la sezione dedicata al Simbolismo, con dipinti di Luigi Rossi , Emilio Gola, Leonardo Bazzaro, Angelo Morbelli, Filippo Carcano, Gaetano Previati, e di Giulio Aristide Sartorio, che coniuga l’esperienza simbolista con quella classicista.
Entro il 2012 sarà inaugurata a Palazzo Beltrami, sede storica della Banca Commerciale Italiana con accesso da Piazza della Scala, l’esposizione permanente di una selezione di opere dalla ricchissima collezione d’arte del Novecento di Intesa Sanpaolo.
Le 2.700 opere della raccolta, realizzate nelle tecniche più diversificate e sperimentali, delineano un percorso artistico e culturale che attraversa tutto il secolo, testimoniando significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra storia recente.
Tendenze e protagonisti dell’arte italiana del XX secolo sono ampiamente rappresentati, dalle opere eseguite nel primo Novecento e tra le due guerre (Balla, Carrà, Depero, De Chirico, De Pisis, Rosai, Tosi, Funi, Mafai, Spadini, Zanini) fino alle testimonianze del secondo Novecento, che costituiscono la parte più cospicua della raccolta: sono documentati i movimenti dell’immediato secondo dopoguerra (l’Informale con Burri, Corpora, Scanavino, Scialoja, Tancredi, il Movimento Arte Concreta con Dorfles, Munari, Reggiani, Soldati, il Gruppo degli Otto con Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova), le avanguardie degli anni Sessanta e Settanta (il Gruppo T, il Gruppo N, Dadamaino, la “Poesia Visiva ”, l’Arte Povera con Paolini, Boetti, Merz, l’Arte Concettuale con Agnetti e La Pietra, la Pop Art italiana con Ceroli, Festa, Schifano, Rotella, e la cosiddetta Nuova Figurazione). Appartengono alla collezione anche numerosi lavori delle più giovani generazioni (i protagonisti della Transavanguardia e autori come Vanessa
Beecroft, Silvio Wolf , Stefano Arienti, Alberto Garutti), che completano con una visione vivace e aperta a sorprese il ricco scenario dell’arte prodotta negli ultimi decenni del secolo.
Di grande rilevanza sono inoltre il gruppo di sculture di Martini, Marini, Arnaldo e Giò Pomodoro, Consagra, Colla, Pascali, Spagnulo, Staccioli, Carrino e il nucleo di oltre 3.000 opere grafiche di primissimo piano, di artisti quali Afro, Burri, Capogrossi, Santomaso, Fontana. Infine, la presenza nella collezione Intesa Sanpaolo di opere di autori della scena internazionale, da Picasso a Kandinsky, a Riopelle, Matta e Warhol, indicano l’apertura verso orizzonti che vanno anche oltre il panorama dell’arte contemporanea di ambito italiano.
Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza Il Palazzo, sede storica della Banca Cattolica del Veneto, prestigiosa dimora di fine Seicento caratterizzata dall’esuberanza decorativa tipica dell’estetica barocca, viene adibito a museo nel 1999, con una sede espositiva di 2.500 mq. Le Gallerie custodiscono circa 130 icone russe, una selezione delle oltre 400 tavole che formano la più importante collezione conservata in Occidente, sia per il numero complessivo di opere, sia per la presenza di rarissimi capolavori, sia perché si compone di reperti che coprono un arco cronologico amplissimo, dal XIII sino al XIX secolo. Il Palazzo ospita anche una preziosa raccolta di pittura veneta del XVIII secolo, espressione dell’ultima, splendida stagione pittorica della Serenissima. Una collezione di circa 30 opere, tra cui si segnalano un nutrito corpus di tele di Pietro Longhi, oltre a vedute urbane e “capricci” architettonici di Canaletto, Luca Carlevarijs, Francesco Guardi, Michele Marieschi. In futuro la raccolta di pittura veneta del Settecento sarà arricchita e riorganizzata, concentrando a Vicenza numerosi dipinti attualmente collocati in diverse sedi del Gruppo.
Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano a Napoli Il Palazzo che si affaccia su via Toledo, descritta da Stendhal come la strada “più popolosa e allegra del mondo“, diviene nel 2007 la seconda sede museale della Banca. Vi è esposto il celebre dipinto raffigurante il Martirio di sant’Orsola di Caravaggio, opera della stagione estrema del grande maestro lombardo, unitamente alla più preziosa testimonianza cartografica della città di Napoli del Seicento, opera di Alessandro Baratta, a una veduta di Gaspar van Wittel raffigurante l’attuale Piazza Plebiscito e a una serie di paesaggi e quadri di genere di ambito partenopeo di Anton Smink Pitloo.
Anche Palazzo Zevallos Stigliano sarà oggetto di ampliamento – passando da 900 a circa 4.000 mq di superficie espositiva – e di riorganizzazione, finalizzati a concentrare in città le opere d’arte di Intesa Sanpaolo che appartengono al contesto culturale del Meridione d’Italia: la collezione di ceramiche attiche e magnogreche, 522 reperti provenienti per la quasi totalità dal territorio di Ruvo di Puglia, prodotte da grandi artisti che operavano nelle botteghe ceramiche d’Atene e dell’Italia meridionale nel V-III secolo a.C., attualmente conservata nel deposito delle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza; circa 150
opere di ambito partenopeo dal XVII al XIX secolo, che comprendono due nuclei fondamentali, quello che raccoglie i dipinti del XVII e XVIII secolo (di autori come Bernardo Cavallino, Giovan Battista Ruoppolo, Luca Giordano, Francesco Solimena, Gaspare Traversi) e l’altro, più numeroso, formato da dipinti, disegni e sculture del XIX secolo (di Vincenzo Gemito, Antonio Mancini, Vincenzo Migliaro, Domenico Morelli e altri); il presepe napoletano del XVIII secolo, eccellente testimonianza dell’artigianato artistico locale, attualmente conservato nel Palazzo Reale di Napoli.
Casa Manzoni a Milano
Sarà avviato un progetto relativo a Casa Manzoni, che prevede di concentrare una pluralità di sforzi da parte di soggetti istituzionali, sia pubblici, sia privati, per riqualificare e valorizzare questo importante luogo di cultura della città.
Restituzioni Prosegue l’ormai ventennale progetto che, avviato nel 1989, si impegna sul fronte della salvaguardia e della valorizzazione dei beni storico-artistici e architettonici del Paese. Un collaudato programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico nazionale sostenuto, promosso e curato da Intesa Sanpaolo e gestito in collaborazione con gli organismi
pubblici competenti, le Soprintendenze archeologiche e storico-artistiche, che ha permesso il restauro e la restituzione alla collettività di oltre 600 opere d’arte: una sorta di ideale museo, con testimonianze che spaziano dall’archeologia fino alle soglie dell’età contemporanea, dalla pittura, alla scultura, all’oreficeria, alle manifatture tessili.
L’iniziativa, avviata in cooperazione con le sole Soprintendenze venete, ha gradualmente ampliato il proprio raggio d’azione – di pari passo con la crescita della Banca – raggiungendo dimensioni e importanza nazionali. Parallelamente all’allargamento del territorio interessato dal progetto, policentrico è diventato l’appuntamento espositivo: oltre alla consueta sede di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, dove la mostra è appena stata inaugurata, le opere restaurate sono state esposte anche a Firenze, nel prestigioso Palazzo Pitti e nel Museo di San Marco con il Tabernacolo dei Linaioli di Beato Angelico, raccogliendo un grande
riscontro sia di critica, sia di pubblico.
Archivi Storici e identità italiana Progetto di valorizzazione degli Archivi Storici del Gruppo in termini di contributo all’approfondimento della storia italiana e dell’identità nazionale. L’iniziativa tende alla promozione di eventi culturali specificamente indirizzati allo studio delle radici economiche e sociali del Paese e, in parallelo, a una maggiore divulgazione del ricco patrimonio documentale e fotografico ereditato dalle Banche confluite nel Gruppo, per consentirne la fruizione non solo da parte del mondo accademico, ma anche di un pubblico più ampio.
Nell’ambito del progetto di valorizzazione degli Archivi Storici, si intende avviare una serie di collaborazioni permanenti con Poli universitari specializzati in discipline storiche, economiche e archivistiche, per la realizzazione di analisi, studi, ricerche, da svilupparsi in modo organico e sistematico nel tempo, finalizzati alla valorizzazione del “giacimento” rappresentato dagli
Archivi delle Banche del Gruppo.
Nel 2011 il progetto Archivi Storici e identità italiana si declina in una serie di iniziative che si inseriscono nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia:
Vincitori vinti. L’Italia del Risorgimento
Conversazioni di storia, tenute da studiosi e storici di fama internazionale, in programma dal 15 ottobre al 26 novembre 2011 e realizzate in collaborazione con il Comune di Milano e il Centro San Fedele. Le conferenze, ispirate dalle celebrazioni per l’anniversario dell’unità nazionale, intendono indagare con una prospettiva di taglio storico-critico i fatti che hanno portato all’unificazione, guardando il Risorgimento dalla parte di coloro che all’epoca furono certamente tra i vincitori, salvo trovarsi nel giro di pochi anni tra i “vinti”.
La tesi è che molti problemi attuali del Paese, dal processo di modernizzazione all’identità, siano ancora aperti a partire dai troppi sentieri interrotti del Risorgimento.
L’ Italia e gli italiani. I fotografi della Magnum nel 150° dell’Unità Mostra fotografica che, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, consente un’operazione unica a livello nazionale: fermare l’immagine dell’Italia di oggi, creando una “testimonianza” che si collegherà, idealmente, all’eredità degli Alinari, proiettandosi, a sua volta, verso il futuro. Un istante di contemporaneità, che lega elementi statici ed elementi dinamici.
L’esposizione, che avrà una formula itinerante e sarà ufficialmente inaugurata a Torino nell’autunno 2011, sarà dedicata agli ambienti, ai soggetti, alle eccellenze dell’Italia contemporanea: 150 anni dopo l’unificazione del Paese.

 

[Dal lancio-stampa ricevuto: segnalazione di Maurizio Vitiello.]