La lettera al blog di Grillo, vittime sangue infetto

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“Caro Beppe,
chi ti scrive è il “Comitato vittime sangue infetto”, realtà nata spontaneamente da un gruppo eterogeneo di persone colpite dalla vicenda scandalosa del sangue infetto, la pagina più nera di Tangentopoli: quella scritta sulla pelle della gente.
Plasma umano, reperito a basso costo negli Stati Uniti (nei ghetti delle grandi metropoli e nelle carceri di Arkansas e Alabama) così come in alcuni Paesi centro-africani, fu introdotto in Italia a partire dagli anni Settanta in modo del tutto illegale. Sangue di provenienza illecita o non certificata, che, senza essere sottoposto ad alcun controllo, veniva trasfuso nei corpi ignari di cittadini in cerca di aiuto e improvvisamente affetti da nuove, impreviste malattie. Vittime non di un errore medico, ma di un piano premeditato fondato sulla connivenza tra la (mala) politica prezzolata (te li ricordi Poggiolini & co.?) e una ristretta cerchia di aziende farmaceutiche specializzate nel trattamento e nel commercio di emoderivati.
Da allora, quasi 4.000 morti e più di 80.000 infettati, una vera e propria strage “silenziosa” veicolata attraverso l’operato di “persone” prive di scrupoli il cui delitto, ancora impunito, è stato quello di utilizzare – senza i dovuti controlli e con la complicità di funzionari corrotti – sangue infetto reperito a basso costo.
Aids, epatite B e C, sono le malattie che hanno colpito le persone sottoposte a trasfusione di sangue infetto; vittime che ancora oggi, a distanza di più di vent’anni sono in attesa di quella giustizia che porti alla condanna dei responsabili di questa strage, causata dalla logica del profitto, nonché ad un equo risarcimento civile.
Dopo anni di estenuanti battaglie andate a vuoto, il nostro gruppo ha realizzato un sito www.vittimesangueinfetto.com nato dall’esigenza di tutte le vittime di avere un punto di riferimento, di discussione, di consulenza e di informazione reale su questa vicenda. Il sito è rivolto anche a tutte quelle vittime che una volta colpite, si sono chiuse in solitudine, per vergogna e per timore dell’isolamento sociale. Ma ti sembra possibile che dobbiamo anche vergognarci della nostra condizione? Non dovrebbero essere i responsabili di questi “delitti” a provare vergogna?
Un’ulteriore vergogna è rappresentata dal fatto che non è mai stato dato seguito a quanto previsto dalla legge 222/07, di cui alla finanziaria del 2008, con la quale sono stati stanziati 180 milioni di euro dal 2008 in un piano pluriennale, per chiudere tutto il contenzioso in essere con chi ha diritto al risarcimento. Contenzioso che all’epoca investiva 7.356 contagiati, che rappresentano solo una piccola parte del numero degli infettati che chiedono giustizia! Di quei soldi, nemmeno un centesimo ci è stato dato!
Non avendo avuto alcun riscontro dalle Istituzioni, relativamente alle nostre più che legittime richieste, lo scorso anno abbiamo organizzato, per un mese consecutivo, un presidio davanti Montecitorio con l’intento di sensibilizzare coloro che dovrebbero tutelarci e dare delle adeguate risposte; presidio sospeso a distanza di 30 gg, in attesa e con la speranza che tutte le azioni di sensibilizzazione alla nostra causa sortissero gli effetti desiderati.
Durante il presidio siamo venuti a contatto con giornalisti, politici, giudici, avvocati e persone implicate direttamente o indirettamente in questa vicenda, purtroppo fino ad oggi abbiamo ricevuto solo promesse mai mantenute. Anche le Associazioni preposte alla tutela dei nostri diritti hanno dimostrato poca trasparenza nei nostri confronti. Non possiamo più accettare di essere presi in giro! Ma in fondo, cos’è che abbiamo chiesto? E’ forse troppo pretendere che i responsabili di questo scempio vengano puniti? E’ forse troppo chiedere che la nostra storia venga messa a conoscenza dell’opinione pubblica? E’ forse troppo pretendere il riconoscimento di un risarcimento economico uguale per tutti? Chi ci ripaga per le nostre vite distrutte? Chi ci ripaga per l’isolamento sociale cui siamo soggetti, perché considerati degli appestati? Chi ci ripaga per il fatto che nessuno ci prende a lavorare? Chi ci ripaga per lo “scippo” della nostra dignità? Se Tremonti intende mantenere i “conti puliti” con il sangue infetto dei malati, se lo può scordare! Oggi 21 giugno siamo stati sotto il Ministero dell’Economia e Finanza, nonché sotto Montecitorio e dopo molte insistenze, siamo stati ricevuti dalla d.ssa Piga alla quale abbiamo nuovamente rappresentato le nostre richieste.
Beppe, ti scriviamo per chiederti di darci voce, una voce per troppi anni rimasta inascoltata. Aiutaci ad abbattere il muro di omertà oramai ventennale riguardo a questa strage nascosta e “dimenticata” perché troppo scomoda! Hanno deciso di seppellirci ancor prima di morire ma non glielo permetteremo, siamo cittadini di questa Italia che traballa sotto il peso delle ingiustizie! Il nostro motto è “ADESSO E’ ORA DI DIRE BASTA” e, come dici sempre tu, loro non si arrenderanno mai, noi neppure!”. Vittime del sangue infetto.