IO AMO HITLER GALLIANO DAVANTI AL GIUDICE -VIDEO

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ROMA – È arrivato in abito scuro e volto tirato, passando dalla porta laterale per evitare fotografi e giornalisti accalcati fuori dal tribunale di Parigi: lo stilista britannico John Galliano si è presentato all’udienza contro di lui per insulti antisemiti, riconoscendo, in sua difesa, una dipendenza da farmaci e alcol. Bisognerà aspettare diverse settimane prima della sentenza, mentre proprio oggi nella capitale francese, probabilmente per puro caso, si aprono anche le sfilate della moda maschile e la griffe Galliano, che resta sotto il controllo della Maison Dior, sfilerà senza il suo fondatore. Per i reati contestati da tre persone, l’ex direttore creativo di Dior rischia 6 mesi di carcere e 22.500 euro di multa. Tutti lo accusano di insulti razzisti, ma alla sbarra davanti ai giudici, in un’aula gremita, lo stilista ha detto di non ricordare nulla. La colpa è della sua dipendenza, ha spiegato, di alcol, valium e sonniferi che lo hanno «aiutato» mentre il lavoro lo sommergeva. «Il mio corpo – ha detto – si abituava ai farmaci. Dovevo dormire, allora prendevo i sonniferi, certe volte anche di giorno». Per due mesi ha seguito una cura di disintossicazione tra gli Stati Uniti e la Svizzera. Ha ricordato poi due momenti difficili della sua vita, la morte del padre nel 2005 e la scomparsa, due anni più tardi, del suo braccio destro e amico. Due eventi che lo hanno portato a bere sempre di più. La brillante carriera dell’enfant prodige dell’alta moda si è oscurata il 24 febbraio scorso quando, ubriaco, è stato fermato al bistrot La Perle, nel centro di Parigi, dopo aver aggredito verbalmente una coppia seduta ad un tavolino. Si trattava di insulti «gratuiti» ed «ingiusti», ha detto la querelante, Geraldine Bloch.

Lo stilista le avrebbe detto «sporca ebrea» a più riprese. Il suo amico Philippe Virgitti sarebbe stato trattato a sua volta da «bastardo asiatico». Ma non ci sono testimoni a confermare i fatti: Galliano avrebbe parlato a voce molto bassa, proprio come ha fatto sempre in tribunale. Contro di lui pesa anche una seconda denuncia, scattata lo scorso 26 febbraio, da parte di una donna di 48 anni che ha affermato di essere stata a sua volta vittima di insulti antisemiti da parte dello stilista, in quello stesso ristorante parigino, l’8 ottobre 2010. E poi c’è un video ad aggravare la posizione: diffuso sulla scia dello scandalo dal sito del tabloid britannico The Sun, mostra lo stilista, sempre ubriaco, mentre dichiara «I love Hitler». «Ho combattuto i pregiudizi, l’intolleranza e la discriminazione per tutta la vita», si è difeso, dopo che il filmato è stato visionato in aula. Ma a febbraio è stato quel filmato la goccia a far traboccare il vaso: Galliano fu licenziato in tronco da Dior ed espulso dalla sua stessa griffe. Classe 1960, l’eccentrico, geniale stilista, a capo di Christian Dior per 15 anni, ha sbalordito l’universo dell’haute couture per il suo estro, il suo stile spericolato, i suoi travestimenti. Oggi Dior è sempre senza direttore artistico: tra i successori i nomi più ricorrenti sono quelli dell’italiano Riccardo Tisci e del belga Haider Ackermann.

Il servizio di Euronews

Fonte:leggo