P4, L´IMPRENDITORE A CENA CON GALLIANI E UFFICIALI GDF

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NAPOLI – I gemelli per gli uomini e dei foulard per le signore. È il regalo che l’imprenditore Luigi Matacena ha fatto ad una serie di alti ufficiali della Guardia di Finanza e all’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani nel corso di un pranzo avvenuto a Napoli in occasione dell’incontro tra Napoli e Milan di quest’anno. A rivelarlo è lo stesso Matacena nel corso dell’interrogatorio davanti ai pubblici ministeri napoletani Francesco Curcio ed Henry John Woodcock che lo hanno sentito lo scorso 21 marzo nell’ambito dell’inchiesta sulla P4.

Matacena è uno degli imprenditori che, secondo l’accusa, avrebbe subito le «pressioni» del parlamentare del Pdl Alfonso Papa (nei confronti del quale è stato chiesto l’arresto alla Camera) affinchè rivelasse il contenuto dell’interrogatorio davanti ai Pm. L’imprenditore ha anche ammesso di aver pagato 4mila euro di conto per il soggiorno all’hotel de Russie di Papa e di una sua amica. E Matacena è uno dei nominativi che compare nell’elenco dei 5.439 correntisti italiani della filiale di Ginevra della Hsbc, sottratto dall’ex dipendente della holding Hervè Falciani, su cui indagano numerose procure italiane. «Il mio nome compare nella lista – dice ai magistrati nel verbale che è stato secretato – ho ‘scudato’ nel dicembre 2009 circa 2 milioni e mezzo di euro che avevo su due conti alla Hsbc di Lugano e poi su un conto acceso presso la Banca Zanardelli presso la quale ho fatto lo scudo, facendo rientrare i soldi».

Per il procedimento relativo alla lista Falciani, prosegue Matacena, «ho avuto anche accertamenti da parte della Guardia di Finanza… mi hanno dato una lista di documenti che entro 15 giorni io ho prodotto. Ad oggi la procedura è chiusa». È in questo quadro che si inserisce il pranzo. «Effettivamente ho pagato – spiega Matacena ai magistrati – nell’autunno di quest’anno un pranzo al ristorante Mattozzi di via Filangeri a cui hanno partecipato il generale Bardi (comandante interregionale della Campania, ndr), il generale Adinolfi (capo di stato maggiore, ndr) con la moglie, il generale Grassi (comandante provinciale di Napoli, ndr), il generale Zafarana (comandante del primo reparto del comando generale, ndr), l’ex ufficiale della Guardia di Finanza Stefano Grassi, oggi alle Poste, il dottor Galliani con un’accompagnatrice e un suo amico». Tale pranzo, prosegue, «fu pagato da me che chiamai il generale Bardi per andare alla partita del Napoli». In quell’occasione «ho regalato a tutti i signori menzionati (ufficiali della guardia di finanza e non) dei gemelli comprati da Marinella e per le signore un foulard sempre di Marinella. Pagai io il conto che venne a costare meno di mille euro».

Dall’interrogatorio non risulta se i generali fossero a conoscenza che l’imprenditore era inserito nella lista Falciani ma, dice Matacena con i generali Bardi e Adinolfi «mi do del tu». Subito dopo però precisa: «non ho mai chiesto alcuna cortesia nè con riferimento allo scudo fiscale nè per altro ai miei amici della Gdf, anche perchè per lo scudo fiscale non mi sarebbe servito alcun aiuto dal momento che è previsto dalla legge e basta pagare la sanzione». Matacena dice di aver conosciuto alcuni dei generali a Ischia e anche in quell’occasione «io e il Gallo (altro imprenditore coinvolto nell’inchiesta, ndr) abbiamo offerto, a turno, due cene a distanza di un anno… ad una di queste c’erano i generali Adinolfi e Spaziante (con le signore), compresi Flavio Cattaneo (ad di Terna) e Sabrina Ferilli». Nel corso dell’interrogatorio, l’imprenditore affronta anche il discorso relativo al parlamentare del Pdl Alfonso Papa che «a proposito della Gdf mi disse che lui era a disposizione per tutto ciò e per tutti i problemi che io e la mia società avremmo potuto avere che avrebbe potuto risolvere grazie alle sue conoscenze…mi ha più volte detto che a Napoli, soprattutto, in ambito giudiziario, ‘là comandava luì ».

C’è un episodio in particolare che Matacena racconta ai pm. Avviene il 17 marzo di quest’anno, quando incontra Papa in centro a Napoli. «In tale circostanza il Papa mi ha letteralmente seguito e braccato, si Š avvicinato a me e mi ha detto che sapeva che ero stato sentito dalla Procura della Repubblica di Napoli…voleva sapere che domande mi avessero fatto e se mi avessero fatto domande anche su di lui…gli ho detto bruscamente che non volevo parlare con lui e che a causa sua avevo gi… avuto abbastanza problemi». A quel punto, conclude Matacena, «mi ha risposto che sarebbe andato tutto a posto e che Bisignani con le sue dichiarazioni stava ‘prendendo per il culò i pm e che comunque si stava ‘chiudendo tuttò, lasciando intendere che tutto si stava ‘apparandò. Il Papa aggiunse che lui ‘gli amici non li lascia mai solì e che non mi sarei dovuto preoccupare. Confesso e ribadisco di aver molta paura del Papa».

Fonte:leggo

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