BERLUSCONI RIFIUTI? CI PENSO IO. DE MAGISTRIS HA FALLITO

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NAPOLI – A Napoli è ancora emergenza rifiuti, e il premier lo ribadisce ancora: a risolvere la situazione, ci penserà lui. Berlusconi ha infatti incontrato, oggi a Montecitorio, le principali istituzioni napoletane, dal coordinatore del Pdl della Campania Nicola Cosentino ai presidenti delle province di Napoli e Avellino, Brunbo Cesaro e Cosimo SIbilia, oltre al senatore Carlo Sarro, e durante l’incontro, avrebbe approfittato per sottolineare l’emergenza ancora non risolta dal neosindaco Luigi De Magistris. «Vedo che de Magistris non ce l’ha fatta in cinque giorni. Come sempre dovrò intervenire io», avrebbe detto Berlusconi.
Nel corso della breve riunione si sarebbe discusso dell’emergenza rifiuti in Campania e della necessità di attivare al più presto una discarica per sgomberare Napoli dai cumuli di spazzatura. Tra le ipotesi al vaglio si sarebbe prospettata la riattivazione della discarica di Macchia Soprana, in provincia di Salerno.

DE MAGISTRIS: “BERLUSCONI HA ABBANDONATO NAPOLI” «Fa sorridere quanto dichiarato oggi dal presidente del Consiglio che, più di tutti, porta il peso di una colpa antica: quella di aver abbandonato Napoli a se stessa, imponendo solo stagioni emergenziali che non hanno prodotto alcun miglioramento sul fronte rifiuti, escluso quello del forziere economico delle cricche dell’incenerimento e dello smaltimento illecito». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris risponde alle dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi su un suo possibile intervento in prima persona sulla crisi rifiuti di Napoli e provincia. «In materia di rifiuti – aggiunge de Magistris – ci siamo già assunti, come amministrazione, responsabilità che altri, in vent’anni, non si sono mai assunti. La prima delibera approvata dalla Giunta è una delibera rivoluzionaria che prevede un’accelerazione della raccolta differenziata porta a porta e il massimo protagonismo dei cittadini. Adesso la priorità, però, è togliere dalle strade la spazzatura».

CUMULI DI SPAZZATURA Sacchetti riversati nelle strade, cassonetti ancora pieni e il cattivo odore che aumenta: si presenta così Napoli nel giorno in cui scade il tempo indicato dal sindaco Luigi de Magistris per vedere pulita la città. La scorsa settimana, il primo cittadino aveva parlato di un tempo di «4 o 5 giorni» per svuotare le strade, ma così non è stato: per de Magistris, quel piano è stato boicottato. Nella periferia nord di Napoli, tra Scampia, Marianella e Miano, oggi però si respira. I cassonetti sono vuoti anche se restano a terra i sacchetti abbandonati fuori dai contenitori e per i quali occorrono i bobcat.

Il centro della città ancora soffoca tra cattivo odore e sacchetti sui marciapiedi. Sacchetti abbandonati in via Toledo, cumuli a piazza Municipio, a pochi metri dalla sede del Comune. In via Santa Brigida, il muro di rifiuti su uno dei marciapiedi, che ieri aveva scatenato una delle numerose proteste da parte dei cittadini, è stato rimosso, ma i cassonetti sono ancora colmi. Nella cosiddetta city la situazione non migliora e continuano ad esserci cumuli davanti alla sede di Equitalia, in via Bracco. Lo stesso vale per via Ferdinando del Carretto, dove il ragazzo che lavora per uno dei parcheggi privati della zona indirizza le auto e intanto si copre la bocca con una mascherina.

Altri sacchetti sono ammassati in via Depretis e i pedoni sono costretti a fare slalom per poter passare, stando attenti a non finire in strada dove passano le auto. Stessa scena in corso Umberto dove il traffico aumenta anche a causa dei lavori. Ai lati della strada i cumuli maleodoranti fanno mostra di sè, davanti ai negozi e sotto gli occhi di cittadini e turisti che, per il cattivo odore, storcono il naso quando passano. Anche in piazza Garibaldi la situazione non è delle migliori e lo stesso vale per via Don Bosco, la strada che poi conduce all’aeroporto di Capodichino. Meglio, invece, corso Garibaldi dove i cassonetti sono vuoti e i cumuli sono più piccoli rispetto ad altre parti della città

Fonte:leggo