Parco del Cilento, la Cisl esprime solidarietà al sindaco di Centola e chiede il rilancio dell´Ente

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SALERNO – “Sono solidale con il sindaco di Centola, Romano Speranza, ma abbandonare il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano non è la cosa giusta da fare. Per far funzionare meglio l’Ente bisognerebbe creare delle forme di autofinanziamento, snellire la burocrazia e dare pari dignità ad ognuna delle municipalità”. Sono solo alcuni dei punti che, secondo il segretario della Cisl Salerno, Giovanni Giudice, dovrebbero assolutamente comparire nel programma di rilancio per i prossimi anni per il Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Dopo l’ondata del fiume Mingardo, venerdì scorso è arrivata la provocazione del sindaco di Centola, che ha dichiarato di voler abbandonare l’area protetta più grande d’Italia. Una dichiarazione che ha fatto scalpore e per questo la Cisl è scesa in campo per dimostrare solidarietà al primo cittadino cilentano ma allo stesso tempo non ci sta a vedere fuori dall’Ente una delle più belle località turistiche della provincia di Salerno. Secondo il sindacato di via Zara lo sfogo di Speranza dovrebbe essere il campanello d’allarme che dia il via all’operazione di rilancio del Parco, ridisegnando un nuovo programma politico. “In primo luogo penso che bisogna alleggerire la burocrazia – ha affermato Giudice. Il segretario generale della Cisl Salerno crede anche nella necessità di «eliminare i campanilismi tra le varie Amministrazioni comunali, valorizzando veramente il sistema Parco, sfruttando tutto il territorio e ogni sua risorsa, senza far emergere sempre e solo quelle eccellenze che però rappresentano una porzione minima dell’area protetta. In questa vasta area abbiamo numerosi ettari coltivati ad uliveti e viti. L’Ente per valorizzare questi territori dovrebbe dare vita ad un brand che possa ben inserirsi nel sistema delle eccellenza agroalimentari. Far produrre olio, vino e altri prodotti della nostra terra ai giovani di questo comprensorio, magari attraverso l’istituzione di cooperative sociali. Oltre a questo non dimentichiamoci il turismo religioso e vacanziero e l’opportunità che molti borghi, se restaurati, possono dare dando vita ai cosiddetti paesi albergo”. Insomma, secondo il segretario generale della Cisl provinciale, se un marchio «Parco del Cilento e Vallo di Diano» deve esistere, almeno che vada a beneficio di tutti. Il programma “ideale” dovrà prevedere per la Cisl la revisione anche la rivalutazione dei percorsi ciclabili che a parer di molti sono sottoutilizzati, il rivalorizzazione dei sentieri abbandonati ed il recupero di efficienza ed efficacia dell’Ente.