CLAN CASALESI, SEQUESTRATI 13 MLN DI BENI A IMPRENDITORI

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NAPOLI – Beni per oltre 13 milioni di euro sono stati sequestrati, anche a Sulmona (L’Aquila), dagli uomini della Direzione investigativa antimafia di Napoli nei confronti dei fratelli Elio, Generoso e Raffaele Roma di Trentola Ducenta, nel Casertano, nonchè del figlio di Elio, Francesco. Il provvedimento è stato attuato in esecuzione di un decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) in seguito alle proposte avanzate dal direttore della Dia, il generale di corpo d’armata dei carabinieri, Antonio Girone. I fratelli Roma sono imprenditori attivi nel settore dei rifiuti e ritenuti dalla Dia contigui al clan dei Casalesi. Secondo la Dia i fratelli Roma erano in rapporti d’affari con Gaetano Cerci, nipote del capo cosca Francesco Bidognetti soprannominato ‘Cicciotto e mezzanottè e già condannato con sentenza irrevocabile per il reato associativo di tipo mafioso, e Cipriano Chianese, altro imprenditore del settore rifiuti di recente destinatario di analogo provvedimento di sequestro. Secondo l’accusa, i Roma avevano il ruolo di intermediari, trasportatori, depositari e smaltitori dei rifiuti illecitamente conferiti nel territorio campano, nell’interesse patrimoniale del clan dei casalesi. Tali rifiuti venivano poi smaltiti illegalmente, anche con l’utilizzo di falsi documenti di identificazione e con l’esecuzione di truffe ai danni di pubbliche amministrazioni.

Già in passato gli imprenditori al centro dell’inchiesta sono stati al centro di indagini relative alla società Siser di Villa Literno, di Generoso e Francesco Roma (padre e figlio), dalle quali è emerso che recepivano fittiziamente concimi e compost per l’agricoltura ma, in pratica, grazie anche ad alterazioni e alla formazione di falsi certificati di analisi di rifiuti, realizzavano lo smaltimento illecito di una impressionante quantità di rifiuti pericolosi, caratterizzati dalla presenza di elementi fortemente inquinanti, che sono stati nel tempo assorbiti dall’ambiente cagionando la tossicità delle produzioni agricole esistenti nella ampia zona d’interesse, con conseguente pericolo per la salute degli ignari consumatori. I beni sottoposti a sequestro di prevenzione – alcuni dei quali già colpiti da sequestro penale emesso dall’autorità giudiziaria di Napoli – sono 10 società, una quota societaria, una ditta, 22 terreni, 13 fabbricati, 31 autovetture e 10 motocicli, aventi sede o ubicati nella provincia di Caserta, nonchè Sulmona (L’Aquila), Pisa e Napoli, nella disponibilità diretta e indiretta degli imprenditori, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro

Fonte.leggo                   scelto da michele de lucia