MILANO: ARRESTATO LELE MORA PER BANCAROTTA

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 MILANO – Lele Mora, l’agente dei vip, amico del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e implicato, come quest’ultimo e insieme ad Emilio Fede, Nicole Minetti e decine di ragazze, nell’inchiesta sul caso Ruby, è stato portato in carcere per ordine del giudice per le indagini preliminari Fabio Antezza nell’ambito dell’inchiesta di Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci sul fallimento della LM Management. L’arresto in viale Monza. Secondo l’accusa, Mora avrebbe distratto 3 milioni e 381 mila euro attraverso fatture per operazioni inesistenti, soldi che venivano poi retrocessi in contanti. Inoltre avrebbe distratto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, oltre 5 milioni che sono stati poi versati a Diana Immobiliare, altra società della holding del talentscout dichiarata fallita, e impiegati per acquistare case a Milano e nella Costa Smeralda intestate alla stessa Diana Immobiliare.

FEDE: “FIDIAMOCI DELLA GIUSTIZIA” «Vedremo: la giustizia farà il suo corso, fidiamoci della giustizia»: con questa chiosa Emilio Fede ha chiuso l’edizione delle 19 del Tg4 dopo aver dato notizia dell’arresto di Lele Mora. «Quanto un albero è caduto tutti vanno a fare legna, come dice un vecchio proverbio», ha commentato il direttore del Tg4. «Mora è stato un grande manager dove tutti andavano e faticavano per essere ricevuti. Prima la storia di Ruby, poi questa della bancarotta che si trascina da tempo hanno portato a una condizione molto triste».

GIP: “PROFESSIONALITÀ CRIMINALE” Per il gip di Milano, Fabio Antezza, Lele Mora, l’agente dei vip arrestato nel pomeriggio per bancarotta fraudolenta, è una persona «dalla professionalità criminale». Per il giudice inoltre «è appena il caso di rilevare -si legge nell’ordinanza d’arresto- che le dichiarazioni rese da Mora non sono in concreto tali da attenuare il grado delle esigenze cautelari stante le descritte professionalità criminali e capacità economica di origine illecita ‘doppiate’ dall’attività di drenaggio di denaro anche successiva alla dichiarazione di fallimento» delle sue società.

“PERICOLO DI FUGA”. Un pericolo probatorio «di rilevante intensita». È quanto scrive il gip di Milano Fabio Antezza in relazione all’arresto di Lele Mora, il talenscout finito sotto inchiesta anche per il caso Ruby e che ora è finito in carcere con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Secondo il giudice sussiste anche un rilevante pericolo di fuga in quanto l’impresario vive tra Milano e Lugano e inoltre sussiste anche un rischio di reiterazione del reato. Tra i vari sospetti è che dei circa 3 milioni ricevuti da Silvio Berlusconi, come era emerso nell’inchiesta sul caso Ruby, invece di essere impiegati per salvare la Lm Management siano stati depositati in qualche conto svizzero. Lele Mora è stato arrestato nei suoi uffici di viale Monza a Milano.

FATTURE PER OPERAZIONI INESISTENTI Fatture per operazioni inesistenti e pagamenti verso un’altra società per investimenti immobiliari. Queste le modalità con cui Lele Mora si sarebbe reso responsabile di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, per oltre 8,5 milioni di euro, in relazione alla gestione della LM Management, società fallita di organizzazione e gestione di eventi. A quanto si apprende, l’agente avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 5 milioni e avrebbe distratto 3 milioni e 381mila euro drenandoli su Diana immobiliare, un’altra sua società poi fallita, come pagamenti per l’acquisizione di immobili. In sostanza, Lm Management acquistava case intestate a Diana immobiliare, che a sua volta le affittava alla Lm management come beni strumentali

fonte:leggo                      scelto da michele de lucia