Meta di Sorrento molestie sessuali sulla spiaggia a ragazzini processo a commerciante

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Meta di Sorrento Penisola sorrentina Molestie sessuali su alcuni ragazzini: a processo un commerciante 38enne che l’anno scorso finì in manette. A raccontare l’episodio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata sono stati gli stessi protagonisti di questa brutta storia, andata in onda sulla spiaggia pubblica di Meta, dove ogni estate si riversano centinaia di persone che vengono da tutta la provincia. Due diciassettenni di Acerra hanno ricostruito come una tranquilla giornata al mare, insieme agli amici, si trasformò in una pagina da dimenticare. “Eravamo arrivati a Meta con la Circum. Ero sugli scogli insieme ai miei compagni- ha raccontato una delle due vittime delle attenzioni particolari- A un certo punto ci siamo avvicinati a questa persona, che già avevamo notato per il suo abbigliamento particolare”. V.S., oggi imputato e difeso dagli avvocati Alfonso Vozza e Paola Astarita, è un commerciante di Catania che l’anno scorso si trovava in vacanza in penisola sorrentina. Aveva scelto la spiaggia libera di Meta per un bagno e un po’ di relax. “Mi ha toccato nelle parti intime- ha raccontato il primo ragazzo che ha deposto- stringendomi forte e facendomi anche un po’ male. Io lo scostai con un calcio”. Il racconto delle vittime ha ridimensionato la ricostruzione effettuata in un primo momento dai carabinieri. “Non ci siamo mai abbassati il costume”- ha assicurato il 17enne di Acerra. Mentre nella prima versione dell’episodio, il gioco erotico in spiaggia appariva ben più particolare: quattro ragazzi minorenni in cerchio insieme all’adulto, tutti con il costume abbassato, impegnati a palpeggiarsi. Così venne descritta la scena in un primo momento. Molto meno evidente appare così com’è stata ricostruita nell’aula ‘Giancarlo Siani’ del Tribunale di Torre Annunziata. Fatto sta che a notare quegli strani movimenti fu un carabiniere che era in spiaggia per uno dei consueti controlli sul territorio. Anche lui era in costume, proprio per confondersi tra la folla di bagnanti e rendere meno evidente la sua attività investigativa. Il militare intervenne mentre V.S. si stava intrattenendo con i ragazzi arrivati da Acerra. Per lui scattarono le manette e accuse pesanti: molestie sessuali nei confronti di minorenni. Quelle carezze potrebbero costargli care. (Alessandra Staiano Metropolis)