AMALFI SOMMERSA DALLA ” MONNEZZA”

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Amalfi sommersa dalla “monnezza”-

Primo fallimento per il neo-assessore al ramo.

 

Sono bastati pochi giorni di problemi alla discarica dell’impianto STIR di Battipaglia per mettere in crisi il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nella nostra città.

Amalfi si è presentata per molti giorni, ed in parte ancora oggi, sommersa da cumuli di rifiuti sul centralissimo piazzale della darsena, lungo le  principali vie cittadine, nei vicoli storici e nelle frazioni.

E proprio mentre la città offriva agli sguardi ed all’olfatto dei numerosissimi ed increduli  turisti, in arrivo via mare e via terra, un indecoroso spettacolo di squallore e di fetore, l’assessore all’Igiene, dott.  Matteo Bottone, si distraeva tranquillamente, con scarso senso di responsabilità, tra qualche festicciola paesana ed una distensiva gita a Venezia.

Egli è il responsabile politico della delega all’Igiene affidatagli dal Sindaco dr.Del Pizzo ed a lui spetta in particolar modo il compito di coordinare l’organizzazione di un efficiente servizio di nettezza urbana, specie nelle situazioni di emergenza, a doverosa tutela dell’immagine turistica della Città.

E’ vero che non si è trattato solo di un fatto locale, giacché è dipeso dalle difficoltà di conferimento dei rifiuti indifferenziati nell’impianto STIR di Battipaglia, dove gli autocompattatori comunali sono rimasti in coda per giorni interi prima di poter scaricare.

Ma una gestione politica intelligente ed efficiente dei servizi comunali di raccolta e smaltimento dei rifiuti deve prevedere innanzitutto le modalità per far fronte a possibili situazione di emergenza.

Invece, il risultato della improvvisata gestione del neo-assessore alla “monnezza” è stato per giorni sotto gli occhi di tutti:  Case, negozi e pubblici esercizi hanno dovuto trattenere al proprio interno notevoli quantità di rifiuti per molti giorni, mentre vistosi cumuli di “monnezza”, degni del più degradato hinterland napoletano, hanno “rallegrato” la vista e l’olfatto di cittadini e turisti lungo le principali vie della città.

Eppure la soluzione per fronteggiare, in buona parte, la crisi c’era ed era piuttosto semplice.

Sarebbe bastato procedere, per ovvi motivi di tutela della salute pubblica e di ordine pubblico, alla requisizione dell’area di parcheggio adiacente all’ex ospedale di Pogerola e depositarvi, seenza imbrattare il suolo, una buona parte dei 18 cassoni scarrabili acquistati dal Comune di Amalfi per fronteggiare la prima grande emergenza rifiuti del 2001, con una spesa  di oltre 100 milioni di lire (vedi delibere nn. 30-41 e 56 di febbraio e marzo del 2001).

Di quei 18 costosi cassoni scarrabili, di proprietà comunale, 6 sono già in possesso della ditta L’igiene Urbana,   2 dovrebbero trovarsi ancora nella disponibilità del Consorzio Comuni Bacino SA 2 e ben 10 dovrebbero essere ancora in possesso della ditta Gerardo Bifolco da Pagani, già appaltatrice dei servizi comunali di igiene ambientale all’epoca dell’emergenza rifiuti del 2001.

Se il dott. Bottone, neo assessore amalfitano all’Igiene, fosse stato a conoscenza di queste notizie, come avrebbe dovuto, oppure avesse sentito il bisogno di informarsi presso chi di queste cose era  certamente a conoscenza, non avrebbe avuto alcuna difficoltà ad  organizzare immediatamente un idoneo servizio di raccolta e stoccaggio dei rifiuti indifferenziati per fronteggiare l’emergenza, evitando l’indecoroso spettacolo di una città sommersa per giorni dai rifiuti.

Invece, la presunzione di  poter fare tutto da solo ha messo a nudo la sua totale incapacità organizzativa, esponendo lui ad una vergognosa figuraccia per la dimostrata inefficienza ela Città di Amalfi ad una immeritata ed indecorosa immagine di squallore dinanzi agli sguardi increduli di folle di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

A tal proposito, basti osservare solo alcune foto-simbolo per valutare il notevole disagio avvertito dagli Amalfitani in questa situazione ed il grave danno prodotto all’immagine turistica della Città ed alla stessa credibilità dei suoi colleghi di Amministrazione.

Speriamo che questo spiacevole inconveniente possa servire di lezione all’assessore all’Igiene nel malaugurato caso di nuove possibili situazioni di emergenza.

Amalfi, 15 giugno 2001                                                                          Andrea Amendola