Disabilità, secondo l’ OMS colpisce più di un miliardo di persone

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Rapporto dell’OMS sulla disabilità: le persone colpite sono più di un miliardo.

Troppa discriminazione e assistenza inadeguata

 

Impressionante nei numeri e nelle questioni affrontate il recente rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e della Banca Mondiale sulla disabilità sviluppato con il contributo di ben oltre 380 esperti. Così lo giudica Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti.

Secondo l’indagine, infatti, sono più di un miliardo le persone che nel globo vivono una situazione di disabilità, non avendo, peraltro, un adeguato accesso ai servizi.

Peraltro, l’indagine punta l’attenzione anche sulla circostanza che la gran parte degli Stati non ha predisposto meccanismi capaci di rispondere ai bisogni delle persone colpite da disabilità.

Tra i problemi più in evidenza: al primo posto la discriminazione unitamente alla mancata assistenza sanitaria e di riabilitazione, per passare poi alle barriere architettoniche: trasporti pubblici, edifici e tecnologia informativa inaccessibili.

Le conseguenze di queste difficoltà che accompagnano la vita dei disabili riguardano una salute generalmente più precaria rispetto alla media, scarse possibilità formative e professionali, povertà ed un livello d’istruzione minore, proprio per le difficoltà di accesso agli studi superiori.

Il rapporto non si limita ad analizzare i dati ma pone delle utili raccomandazioni agli stati e che sono tutte finalizzate ad ottenere un impegno maggiore da parte delle istituzioni locali per combattere questi problemi.

Non tutti gli stati hanno ancora firmato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (CRPD). Il numero è fermo a meno di 150 paesi e organizzazioni regionali, e solo 100 l’hanno poi ratificata. La Convenzione pone degli impegni nei confronti dei firmatari a rimuovere le barriere in modo che le persone con disabilità possano partecipare pienamente alla loro società.