ragazza bulgara segregata e violentata da una coppia di etnia rom

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Comprata per 2mila euro e obbligata a partorire un maschio
La Squadra Mobile ha arrestato la famiglia Casamonica-Di Silvio per tratta di esseri umani e riduzione in schiavitù. La madre e i due figli, di etnia rom, avevano comprato per 2mila euro una 28enne bulgara, segregandola in casa e costringendola a partorire un maschio che avrebbe dovuto proseguire la stirpe.La vittima, sottoposta a minacce e violenze, era arrivata in Molise cn il miraggio di un lavoro, ma era stata fatta prostituire dal suo “padrone”, ancora ricercato, e successivamente venduta a Luigi Di Silvio, rinchiuso nel carcere di Larino.

 

Santa Croce di Magliano. Una famiglia di etnia rom residente a santa Croce di Magliano compra per duemila euro una giovane donna e la tiene segregata, obbligandola a concepire un figlio maschio.

E’ una vicenda da brividi quella portata alla luce dalla Squadra Mobile di Campobasso, che oggi ha divulgato i risultati investigativi di una operazione avviata qualche mese fa, arrestando tre persone con le pesantissime accuse di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani. Una madre di 57 anni, Rosaria Casamonica, e i suoi due figli Luigi e Emilia Stefania di Silvio, 27 e 23 anni, sono stati ammanettati e portati in carcere su decisione del giudice per le indagini preliminari Giovanni Falcione, che ha accolto la richiesta presenta dalla Direzione distrettuale antimafia di Campobasso.

Avrebbero comprato una ventottenne originaria della Bulgaria per duemila euro. Sarebbe stato Luigi Di Silvio, il figlio maschio ossessionato dal desiderio di diventare padre di un bambino per continuare la stirpe, l’acquirente. La vittima, M.P, era stata attratta in Italia nel settembre dello scorso anno con il miraggio di un buon posto di lavoro. Un inizio come tanti, fatto di speranze e illusioni. Portata in Molise da una persona tuttora ricercata, di nazionalità straniera, è stata invece sbattuta sulla strada e obbligata a prostituirsi. Fino a quando il suo “padrone”, l’uomo che di fatto si è impossessato del diritto a gestire l’esistenza della ragazza, non l’ha ceduta ai di Silvio in cambio di duemila euro.

Segregata nell’abitazione della famiglia, senza nessun parente o amico vicino, la giovane è stata costretta a ripetuti atti di violenza sessuale il cui risultato, secondo il degenerato piano dei suoi carcerieri, doveva essere il parto di un maschio da consegnare ai suoi aguzzini in cambio della libertà. Una schiava a tutti gli effetti,con un compito terrificante e sottoposta a minacce costanti.

Centro Sannicola

Gli investigatori della Polizia, che hanno raccolto nel corso degli ultimi mesi pezzi di una storia che sembra rubata a un film, mettendone insieme i tasselli fino a comporre un disegno incredibile, hanno appurato che la 28enne è stata tenuta in una condizione di schiavitù e minacciata a di continuo con la promessa di tornare libera solo dopo aver reso Luigi Di Silvio padre di un figlio maschio.

Nei confronti di Rosaria Casamonica ed Emilia Di Silvio è scattata anche l’accusa di violenza, resistenza, minacce e lesioni a pubblico ufficiale, per quanto accaduto all’interno del municipio di Santa Croce di Magliano nello scorso mese di marzo: qui la ragazza era stata attirata dai poliziotti con uno stratagemma per poter raccogliere la sua testimonianza. Le due donne sono ora recluse nel carcere di Chieti, mentre l’uomo si trova nel carcere di Larino.