REFERENDUM: I 4 QUESITI. COMINCIATA LA GUERRA AL QUORUM. GUIDA AL VOTO.

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ROMA – Le votazioni cominceranno domani dalle 8 alle 22 e proseguiranno lunedì dalle 7 alle 15. Coinvolti, sul territorio nazionale, 47.118.784 elettori, di cui 22.604.585 maschi e 24.514.199 femmine. Le sezioni saranno 61.601. Il corpo elettorale della circoscrizione estero interessato alle consultazioni referendarie è di 3.299.905 elettori. Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali anche nei giorni della votazione (domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno) per tutta la durata delle operazioni di voto. Tutti i risultati elettorali e i dati relativi all’affluenza alle urne saranno consultabili in tempo reale sul sito: www.interno.it. BATTAGLIA PER QUORUM,SINISTRA IN PIAZZA GOVERNO A CASA Centrosinistra in piazza al fianco di movimenti e associazioni, ministri e parlamentari del centrodestra a casa o, come nel caso del premier Silvio Berlusconi a Portofino per il compleanno del nipote, già immersi nel riposo del fine settimana. La battaglia per il quorum è nella presenza o nell’assenza della politica dalla scena pubblica nel giorno di chiusura della campagna referendaria. “Il quorum è a portata di mano”, suona la carica Pier Luigi Bersani, a piazza del Popolo insieme a Di Pietro e ai Verdi ma non sul palco per evitare di dare colore politico all’evento allontanando dalle urne gli elettori del centrodestra. E’ il quorum il vero scoglio che i sostenitori del referendum puntano a superare con una mobilitazione che ammette ogni forma espressiva, dagli striscioni srotolati sui monumenti simbolo, alle tradizionali manifestazioni di piazza fino ai concerti serali in molte città. Un obiettivo difficile, ammettono centrosinistra e Terzo Polo, usando metafore per descrivere l’impresa ardua. “E’ come scalare una montagna ma sono convinto che basta allungare la mano per afferrarlo”, afferma Bersani che chiama tutti a mettere la sveglia presto domenica mattina proprio per mandare un segnale agli indecisi. “Siamo come quelli – è l’immagine usata da Antonio Di Pietro – che stanno per arrivare alla riva del risultato e quando qualcuno gli chiede se si sta per arrivare, io rispondo: ‘Nuota, fratello, nuota”. E per convincere alle urne Massimo D’Alema cita due figure super partes: “Sono d’accordo con il presidente della Repubblica e con il Papa”. La maggioranza sceglie, invece, il basso profilo per depotenziare l’appuntamento referendario. Dopo aver difeso il diritto al non voto, il premier Silvio Berlusconi, così come Umberto Bossi, oggi restano in silenzio. Ma respingono la rappresentazione, che arriva dal centrosinistra, che chi non vota non fa il proprio dovere. “Il non voto è un diritto costituzionale”, rivendica il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. E il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto parla di “tendenza alla demonizzazione” verso chi non voterà a favore, replicando a Bersani e Franceschini che avevano definito “disdicevole” e come “un segno di degrado” la decisione di Berlusconi di non votare. In realtà, sotto traccia, la vera battaglia politica nei due fronti va al di là del quorum e della vittoria dei sì. Per convincere al voto anche gli elettori di centrosinistra, il segretario Pd ribadisce che non “é l’ora X” ed il referendum non è la spallata al governo. Ma in realtà, come spiega Rosy Bindi, l’obiettivo è indebolire la maggioranza dopo la sconfitta alle amministrative, “dare un’altra botta al governo”. Una sfida che però la maggioranza, già alle prese con un difficile rilancio, non raccoglie. Da giorni Berlusconi assicura che l’esito non avrà alcun effetto sul governo e, come dice oggi Cicchitto, “le chiacchiere stanno a zero per quello che riguarda il confronto politico in corso sul governo e sulla sua tenuta”. REFERENDUM NUMERO 1 Scheda di colore rosso. Il quesito prevede l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati. REFERENDUM NUMERO 2 Scheda di colore giallo. Il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore. REFERENDUM NUMERO 3 Scheda di colore grigio. Il quesito propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. REFERENDUM NUMERO 4 Scheda di colore verde. Il quesito propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale. COME SI VOTA All’elettore saranno consegnate quattro schede di colore diverso: una scheda di colore rosso per il referendum popolare n. 1; una scheda di colore giallo per il referendum popolare n. 2; una scheda di colore grigio per il referendum popolare n. 3; una scheda di colore verde per il referendum popolare n. 4. Su ogni scheda vengono riportati il numero del referendum nonchè la rispettiva denominazione e il quesito così come approvato dall’Ufficio Centrale per il referendum presso la Corte Suprema di Cassazione. Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto, con la matita copiativa, tracciando un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta [«SI» o «NO»]. Votando SÌ, il cittadino esprime la volontà di abrogare le norme sottoposte a referendum; votando NO esprime la volontà di mantenere in vigore le norme sottoposte a referendum. È possibile ritirare, e quindi votare, anche solamente la scheda per uno o per alcuni dei quesiti referendari. Affinchè il referendum sia valido, deve recarsi alle urne il 50% più uno degli aventi diritti al voto. Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedì 13 giugno subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti per ciascun referendum. TESSERA ELETTORALE PERSONALE Il ministero dell’interno ricorda che gli elettori residenti in Italia, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale. Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali anche nei giorni della votazione (domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno) per tutta la durata delle operazioni di voto. Tutti i risultati elettorali e i dati relativi all’affluenza alle urne saranno consultabili in tempo reale sul sito: www.interno.it. I TESTI DEI QUATTRO QUESITI Quattro referendum, due sulla cosiddetta privatizzazione dell’acqua, uno sul ritorno all’energia nucleare, l’altro sul legittimo impedimento. Questi i quattro quesiti su cui voteranno gli italiani domenica e lunedì prossimo: – QUESITO UNO: ACQUA – scheda di colore rosso. Gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008. Il decreto, come spiegano i promotori del referendum, stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%. La norma prevede che entro il 2011 le società di gestione a totale capitale pubblico cessino o si trasformino in società a capitale misto. Inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015. – QUESITO DUE: ACQUA – scheda di colore giallo. Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato. Si propone «l’abrogazione dell’art.154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’ »adeguatezza della remunerazione del capitale investito«. Si chiede, insomma, di cancellare la norma che prevede la sicurezza dei guadagni da parte delle società private alle quali sono stati affidati i servizi idrici, quindi la possibilità di aumentare le tariffe. Il gestore privato con la legge in vigore può caricare sulla bolletta fino al 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a un miglioramento qualitativo del servizio. – QUESITO TRE: NUCLEARE – scheda di colore grigio. Il quesito per come è stato riformulato dalla Corte di Cassazione recita così: »Volete che siano abrogati 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31/03/2011 n.34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n. 75?«. Il titolo è il seguente: »Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare«. Chi vota sì, cancellando le leggi in materia (argomento di referendum), impedisce che possano essere costruite nuove centrali nucleari in Italia. Chi vota no, decide di mantenere l’attuale legge. – QUESITO QUATTRO: LEGITTIMO IMPEDIMENTO – Scheda di colore verde. Ecco il quesito: »Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonchè l’articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante ‘Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienzà?«. La norma introduce la possibilità per chi è impegnato in attività di governo di non comparire nelle aule di giustizia. BLITZ DI GREENPEACE Hanno scalato il Colosseo per lanciare il loro messaggio. Gli attivisti di Greenpeace hanno calato dal monumento un enorme striscione giallo con la scritta «Italia ferma il nucleare vota sì». Il messaggio si riferisce all’ormai prossimo referendum del 12-13 giugno, in cui gli italiani saranno chiamati a votare sì o no all’atomo. Solo una decina di giorni fa, gli ambientalisti si erano resi protagonisti di un altro blitz, sempre a Roma, in quel caso allo stadio Olimpico, quando durante la finale di coppa Italia tra Inter e Palermo era stato dispiegato dalla copertura della Tribuna Tevere un altro grande striscione con la scritta «Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare». Ma non è stato il solo Colosseo l’obiettivo del blitz degli ambientalisti: striscioni gialli contro il nucleare sono infatti apparsi anche a Firenze, sul Pontevecchio, e a Venezia.

LEGGO

SCELTO DA MICHELE PAPPACODA