PIANO DI SORRENTO. RIPRESO IL PROCESSO ALLA MADRE PADRONA E L´ORCO‏

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Riceviamo e pubblichiamo

Piano di Sorrento-Vico Equense. E’ ripreso il processo a porte chiuse al Tribunale di Torre Annunziata nei confronti di C.D.A. (53enne originaria di Piano ma residente a Vico Equense) e di C.M. (50enne di Torre del Greco) per i reati commessi fino al 2007 nei confronti della figlia di C.D.A., M. 16enne all’epoca della prima coraggiosa confidenza alla PS Sorrento, che poi scaturì nell’allontanamento della stessa minorenne dal nucleo familiare d’origine e il rinvio a giudizio per gli odierni imputati, di cui C.D.A. già schedata agli archivi della PS per stessi reati su altra figlia fino al 2004 e confermati da un “orco” dell’epoca alla PS Sorrento. Nell’udienza di oggi gli imputati erano ambedue contumaci, mentre nell’udienza di maggio era comparso in aula per la prima volta C.M. La ragazza, nonostante i problemi psico-fisici dovuti a 16 anni di violenze materne, è riuscita pian piano a ricostruire quegli anni bui, in cui la madre la faceva da padrona. Ha ricostruito gli abusi sessuali cui la costringeva la madre dal 2005 e in particolare quelli subiti nel 2007 dall’amico-complice-amante di C.D.A., C.M.di Torre del Greco, che la madre conobbe nel 2002-2003 in Penisola Sorrentina. Poi la ragazza ha mostrato i numeri di cellulari che la madre usava per parlare con C.M. fino all’intero 2007; poi ha mostrato il numero in uso a C.M. in quegli anni, nonché il numero in uso alla sorella sempre in quegli anni. Nei momenti più duri non è riuscita a trattenere qualche lacrima, specie nel ricordare i danni subiti dalla violenza materna e un rapporto violento subito dai due imputati a Faito; poi ha mostrato un contratto firmato dalla madre relativo ad una casa fittata in località corso Caulino, fraz. Seiano di Vico Equense; inoltre esibiva a tutti anche il proprio cellulare in cui in mattinata le era giunto un sms dal cellulare di uno strettissimo parente che la invitava a vedersi stamane con lei, cioè in pratica, bonariamente, le voleva impedire di andare al processo. Ha poi mostrato un altro sms giuntole in inverno sempre da un parente strettissimo che la invitava lì il lunedì successivo, cosa che faceva per curiosità, apprendendo notizie significative; diceva anche che C.M. non viene più in Penisola dal 2008, mentre la madre lo raggiunge fuori Penisola ogni tanto, mentre al cellulare lo sente ancora. Poi le venivano mostrate numerose foto, nelle quali riconosceva senza dubbio due foto, di cui una relativa a C.M.; poi dava informazioni su C.M. e famiglia di cui aveva appreso da discorsi tra lui e la madre alla sua presenza; e finiva di decifrare un calendario del 2006 che aveva iniziato a decifrare nella scorsa udienza. Infine ricostruiva la registrazione fatta alla madre nel novembre 2007 mentre era a telefono con C.M., nonché la conversazione tra lei e la madre negli stessi minuti. Così la Corte e il PM decidevano di ascoltarla, notando che la ragazza se la ricordava davvero bene, nonostante quasi 4 anni trascorsi. Dopo aver risposto alle domande del PM, della Corte e di due avvocati (Alfano e Panariello), il processo veniva rinviato a luglio. L’avv. Alfano rende ancora una volta noto che il suo sportello gratuito antistalking e antiviolenza su minori e donne è aperto il giovedì a Sorrento e invita sempre a non tacere e denunciare sempre, anche se l’orco o l’orca è in famiglia, anche se è insospettabile: oggi lo Stato vi tutela,c’è.