Costa Diva i film in Costiera amalfitana che fine ha fatto

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«I posti dove si è stati bene e che si ama» . Così Roberto Rossellini, padre del neorealismo italiano, definiva la Costiera amalfitana, che per essere stata set di svariate pellicole cult del regista di «Roma città aperta» , è stata considerata dai critici dei Cahiers du Cinéma una vera e propria «regione rosselliniana». Rossellini (Renzo) ha creato il Premio che si tiene a Maiori, un premio inutile vista la partecipazione popolare, sarà la mancanza di comunicazione o l’ignoranza popolare ma siamo stati presenti a vari eventi dove la partecipazione popolare (al Pietra di Luna, ndr) era praticamente assente) eppure la qualità era interessante e la esttima arte e diffusa da Positano a Ravello fino ad Amalfi, Atrani, Praiano, CetaraMa è su tutto il territorio che si estende da Vietri sul Mare a Positano che la settima arte dal dopoguerra in poi ha fatto incetta di panorami mozzafiato sì da poter compilare un catalogo di luoghi location ideale per turisti cinefili. Del Progetto ne parla il Corriere del Mezzogiorno  Nel 2000 il progetto «Costa Diva-Le vie del cinema» voluto dal presidente della Comunità Montana Amalfitana, Raffaele Ferraioli, con la supervisione artistica del filmaker Michele Schiavino, sembrava essersi incamminato verso una concreta realizzazione. E invece oggi di quella geniale intuizione, che in altre parti d’Italia meno ricche di riferimenti cinematografici ha prodotto business turistico, non è rimasto nulla. A parte qualche pannello sistemato qua e là per ricordare set di indimenticabili film. allora, prendendo spunto da una riflessione di Ingrid Bergman («Se una persona dovesse scegliere un tratto di costa selvaggia e unica, dalla storia antica, destinata dalla natura a stupire l’occhio e affascinare il cuore, non potrebbe che optare per la Costa Amalfitana» ) proviamo a ricostruire questo set da sogno, località per località. Partenza da Vietri sul Mare e già ci sembra di sentirlo qualche fiction-dipendente che balza su per ricordarci che Villa Guariglia, a Raito, sede del Museo provinciale della ceramica, ha prestato i suoi fastosi ed eleganti interni alla serie tv di successo «Capri» . IL DEBUITTO DI CLAUDIA MORI – Molti anni prima, era il 1959, proprio qui, tra spiagge, uno stabilimento balneare, che sarebbe diventato il preferito per le vacanze estive da Nanni Moretti, e un borgo di vecchie case, il regista Raffaello Matarazzo ambientava «Cerasella» con l’esordiente Claudia Mori e Mario Girotti, non ancora Terence Hill. Quattro anni dopo su un altro set non molto distante, quello di Amalfi, del film «Uno strano tipo» , la Mori incontrava l’amore della sua vita: Adriano Celentano. Proseguendo sui tornanti della Statale amalfitana tappa obbligata a Cetara, spiaggia e piazzetta Grotta, dove nel 1953 si fermò la troupe de «L’uomo, la bestia, la virtù» di Steno con Totò Mario Castellani, la spalla di sempre. Da come è montato il film si capisce che Orson Welles, che interpreta capitano di marina che appare agli occhi della gente con la maschera della bestia, quasi certamente a Cetara non ha mai messo piede. Al contrario di Gianni Morandi che qui c’è stato nel 1970 per «Le castagne sono buone » di Pietro Germi. L’EPOPEA ROSSELLINIANA – Ma è a Capo d’Orso, alle porte di Maiori, che si rafforza l’epopea rosselliniana iniziata nel convento di San Domenico e alla Torre Normanna, location e quartier generale di «Paisà» 1946): un viandante (un giovanissimo Federico Fellini insolitamente biondo) incontra una povera pastorella, un po’ matta, interpretata da Anna Magnani, che crede di vedere in lui un’improvvisa apparizione di San Giuseppe. È il 1948, anno che conferma l’infatuazione del grande regista per il territorio che si allunga da Capo d’Orso a Furore attraverso Maiori, Atrani e Amalfi. Il film è «Il miracolo» , straordinaria prova d’attrice di Nannarella. I «pellegrinaggi» , come li definisce Rossellini, si susseguono: «La macchina ammazzacattivi» , ambientato tra la spiaggia e la piazza di Atrani, la casa comunale di Maiori, la festa di San Andrea ad Amalfi, la torre del Capo di Conca , il corso Reginna di Maiori, su soggetto di Eduardo De Filippo, con Marylin Buferd, miss America. E poi «Viaggio in Italia» del 1953, girato in viale Reginna a Maiori (la processione dell’Addolorata fuori stagione che coinvolse tutto il paese) e interpretato da Ingrid Bergman con cui in quegli anni Rossellini ebbe una scandalosa relazione. LE STAR DI HOLLYWOOD – Anni in cui sembrava che Hollywood e Cinecittà si contendessero la Costiera: mentre il regista italiano lavorava al suo film, a Ravello, tra piazza Duomo e il belvedere Principessa di Piemonte, John Houston girava come se fosse in vacanza «Il tesoro dell’Africa» con un cast stellare: Humphrey Bogart, Jennifer Jones e Gina Lollobrigida. «Don Roberto — dicevano i pescatori maioresi — ha fatto qui casa e puteca. E gli vogliamo veramente bene anche se paga le comparse a trecento lire invece delle cinquecento che ci dà Houston, ma proprio perché è Don Roberto il paese intero si mette a disposizione» . L’itinerario merita ancora due fermate: all’hotel Luna Convento di Amalfi dove la leggenda vuole che Anna Magnani, rosa dalla gelosia per la Bergman, lanciò un piatto di spaghetti al pomodoro in faccia al fedifrago Rossellini, e a Villa Cimbrone di Ravello, dove nel 1938 convennero i gossipari dell’epoca per curiosare nella dorata permanenza di Greta Garbo e Leopold Stokowski. A Positano termina il nostro viaggio: sulla spiaggia, a Li Galli, alla Buca di Bacco e al Sirenuse Vittorio Caprioli ambienta «Leoni al sole» (1961), film sul pappagallismo italico. Dieci anni dopo, usufruendo della stessa scenografia naturale, Roman Polanski gira «Che?» con l’esordiente Sydne Rome e Marcello Mastroianni. Altre pellicole in anni recenti, come «Sotto il cielo della Toscana» e molta della produzione di spot pubblicitari si sono avvalsi degli scorci della Costiera. Ma la stagione d’oro del cinema italiano resta unica e irripetibile.