L´entusiasmo dei giovani di Arti di Maggio

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Salerno conquistata dai duecentocinquanta coristi ospiti del Meeting Internazionale dei cori che ha chiuso la IV edizione della kermesse promossa dalla SeventhDegree

 

 “Ti ho riferito queste cose per dimostrarti quanto alti sarebbero gli slanci dei novizi verso le cose più alte, se qualcuno li esortasse, se qualcuno li infiammasse”, scrive Seneca e la IV edizione di Arti di Maggio – Zapping ‘900, realizzata dall’Associazione Seventh Degree dell’ Università di Salerno, presieduta da Liberato Marzullo, unitamente al direttore artistico Antonello Mercurio e dall’ Assessorato ai Beni Culturali e Portualità Turistica dell’amministrazione comunale, iniziata con le quattro giornate dedicata alla musica elettronica dalla mini-rassegna “Terra delle Risonanze” che ha inaugurato la kermesse, che ha accolto all’interno di due settimane intensissime più di trentacinque eventi, in una inimitabile gesamtkunstwerk, latrice di infinite nascite, scintille, per riflessioni, approfondimenti, iniziazioni, o solo puro estroso gioco, tale da lasciare qualche volta anche l’amaro in bocca per non esser riusciti a seguire proprio tutto, si è chiusa con una festosa Marchin’choir realizzata dagli oltre duecentocinquanta coristi che hanno partecipato al IV Meeting Internazionale dei Cori Universitari, prima del galà finale che ha sigillato la lunga Kermesse, infiammando la città. Seguendo la banda di ragazzi al ritmo di un Tourdion francese e de’ “La fanfare du printemps” di Joseph Bovet, ci sono passati come in un trailer un po’ tutti gli eventi, a cominciare dalle impegnative quattro giornate dedicate alla musica elettronica coordinate da Silvia Lanzalone, che attraverso “La porta del Paradiso” dei Giardini di Linneo e Matteo Silvatico, ci ha permesso d’incontrare la ricerca musicale svedese con Andersson e Brunson, concludendo con un omaggio al clarinetto, (sempre elettrico), in una serata in cui si è toccata con mano la validità e gli alti traguardi già raggiunta dalla neo-nata classe di musica elettronica del conservatorio Statale di Musica di Salerno “G .Martucci”. Due i grandi eventi che hanno dimostrato come il Mare Nostrum sia da sempre un crocevia incrostato e impastato di diverse culture, con i concerti di Enzo Gragnaniello e Nour Eddine, quest’ultimo protagonista di un sabato infernale con gli allievi del conservatorio sguinzagliati per l’intero centro storico e la filosofia d’attesa, atemporale, della lontana India con i seguitissimi spettacoli di Kalaripayatthu e di Kathakali, che hanno segnato il debutto dell’Associazione Culturale Centro Studi Yoga Salerno. Alfonso Amendola ha firmato due appuntamenti di rilievo, quali l’omaggio a Nino Rota e l’estetica del Glitch con il suo ArttàPart , e ancora il reading concert dedicato a Carosello, il finissimo concerto lisztiano di Marco Pasini, il quale ha regalato l’integrale degli studi trascendentali, la mostra che ha inaugurato la kermesse “Ma quale tra tutti i mondi, è il più esclusivo?” curata da Antonello Tolve con ospiti Fabrizio Cotognini, Pierpaolo Lista, Carmen Laurino, Massimo Lovisco ed Enrica Rebeck, con due performance di Maria Crispal ed ElleplusElle. Coralità come centro della manifestazione, come voce e linguaggio della persona, che diventa voce nella collettività di un cartellone, in cui sono stati rappresentati tutti i continenti e un po’ tutte le epoche e i generi musicali. Simbolo ne è stato certamente il galà del IV Meeting Internazionale dei Cori Universitari svoltosi nella Chiesa dell’Addolorata, inaugurato dal “De brevitate vitæ” conosciuto  come “Gaudeamus igitur”, l’inno internazionale della goliardia, elevato da tutti coristi riuniti sul palcoscenico e concluso dall’intonazione dell’inno americano, in omaggio agli eccellenti ragazzi del Rutgers University Glee Club, rappresentanti della nazione ospite. Concerto corale che ha salutato l’esibizione di ben otto cori, con lo schiacciante dominio per bellezza di voci, preparazione, alta professionalità, fin anche negli spostamenti, e assoluta simpatia del direttore Patrik Gardner del coro americano del New Jersey, simbolo del melting pot americano che raccoglie un po’ tutte le lingue del mondo. Scambi di dono con i direttori degli otto cori intervenuti, in compagnia del presidente della Seventh Degree, Liberato Marzullo, nella doppia veste di professore e cantore, del direttore artistico Antonello Mercurio postosi alla testa del Marchin’ Choir , della docente Maria Giovanna Riitano responsabile del tutorato della nostra università e dell’Assessore Enzo Maraio, i cui occhi, essendo ancora capaci di esprimere gioia e meraviglia, senza alcun fine, riusciranno a far “ri-cominciare” il romanzo dell’ Arte. Scroscio di applausi sulle note del canto degli Italiani, per lo sciogliete le righe, appuntamento alla V edizione, primo traguardo prestigioso di Arti di Maggio, e ancora un’allegra invasione del nostro centro storico, insieme ai ragazzi, i quali sciamando per la discesa del duomo, si sono lanciati più consapevoli e sicuri a caccia della vita.

 

Amadeus