Ravello oggi consiglio comunale di insediamento di Vuilleumier. Intervista

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Ravello costiera amalfitana oggi alle 19 primo consiglio comunale del neosindaco Paolo Vuilleumier pubblichiamo una intervista uscita su Fatti Italiani il 25 maggio scorso

Con 776 preferenze per la Lista N. 1 Insieme per Ravello, dallo scorso 16 maggio la ridente e rinomatissima cittadina della costiera amalfitana ha il suo nuovo sindaco, Paolo Vuilleumier, del Pd, alla guida di un gruppo variegato anche politicamente. Per Vuilleumier non si tratta affatto della prima esperienza politica:  “Sono stato in consiglio comunale dal 1995 fino ad ottobre 2010, dice a Fattitaliani: dal ’95 al ’98 consigliere di opposizione, dal ’98 al 2006 vicesindaco e dal 2005 al 2008 assessore alla comunità montana della penisola amalfitana con delega alle politiche sociali e giovanili, alla protezione civile, e poi ho continuato come consigliere di opposizione fino al 2010 per poi candidarmi e diventare sindaco”.

 

 

 

Quale esigenza l’ha portata a candidarsi come primo cittadino di Ravello?
Dare una risposta alle esigenze dei cittadini: i cittadini hanno bisogno di essere ascoltati, di avere la soluzione ai loro piccoli problemi che possono essere grandi in una realtà come la nostra che è una realtà turistica rinomata a livello mondiale, quindi ho messo a disposizione dei miei concittadini la mia esperienza, il mio contatto con loro per interpretarne al meglio le esigenze e cercare di porre soluzioni.

 

Nello specifico, quali sono le piccole e grandi esigenze degli abitanti di Ravello?
Nel piccolo una vivibilità quotidiana, delle piccole cose, di avere i servizi che funzionano, il servizio dell’igiene urbana, un paese pulito, accogliente e trovare lavoro per i giovani, proposte culturali, formazione: sono queste le esigenza cui tentiamo di dare delle risposte.

 

Una novità è il vicesindaco donna: perché ancora oggi in Italia deve costituire una novità?
Infatti, io non l’ho posta come tale: nella mia lista sono entrate due donne ma non perché dovessi rispettare delle quota rosa, ma semplicemente avevo due donne del gruppo valide, che stavano intorno a noi e per cui ho ritenuto giusto e indispensabile inserirle in lista. Ritengo che le donne possano svolgere un ruolo, il vicesindaco donna è una novità per Ravello perché prima di me nessuno è riuscito a farlo: Teresa Pinto è una persona capace, competente, che ha molta buona volontà, è una giovane donna, quindi abbiamo anche dato quest’apertura che è molto importante per riavvicinare i giovani alla politica in quanto la considerano qualcosa di non bello, di non pulito e non è vero. È un’esperienza bellissima che consiglio a tutti e quindi ho pensato di lanciare dei segnali, però sono stato facilitato nella scelta perché era un percorso già segnato.

 

In che senso?
In campagna elettorale ai nostri elettori ci siamo presentati come la squadra di governo: la legge ha previsto prima la riduzione del numero dei consiglieri, un grande danno perché c’erano altri elementi validi che potevano entrare in squadra e potevano dare il loro apporto al paese; poi, la legge prevede che tre non vengano eletti e noi abbiamo detto che non avremmo fatto la guerra alle preferenze, saremmo stati tutti uguali di fronte ai cittadini perché ci presentavamo come gruppo e così è stato. Siamo stati corretti fra di noi, ci sono state tre persone che sono rimaste fuori, l’ultimo fra queste era una donna capace che rappresenta una parte della popolazione importante, una parte politica importante perché rappresenta il centrodestra, per cui per tanti motivi ho ritenuto opportuno nominarla vicesindaco.

 

Nella vostra campagna elettorale avete privilegiato la persona e non il colore politico: è facile tenere le fila di persone politicamente diverse…?
Sì, perché se al centro si pongono le esigenze del territorio io penso che lo scontro politico e istituzionale dobbiamo un po’ superarlo. Siamo intorno a un tavolo e dobbiamo ragionare per quello che sono le esigenze del paese e quindi ritengo di riuscire ad interpretare questo nuovo modo di fare politica.

 

Oggi è stato presentato il Ravello Festival: qual è il suo rapporto personale con la musica?
Sono un grande appassionato di musica: da piccolo entravo a Villa Rufolo di soppiatto per ascoltare i concerti wagneriani; io e mio fratello ci inserivamo sotto il palco che all’epoca era del tutto diverso rispetto ad oggi, quindi è un rapporto bellissimo. Sono operatore turistico, la mia famiglia è proprietaria di un albergo, ho avuto sempre un contatto con gli orchestrali della Germania dell’epoca che venivano a Ravello per esibirsi e che poi chiedevano asilo politico per non rientrare più in Germania.

 

Il tema di quest’anno è il viaggio: ne ricorda uno in particolare?
Il viaggio del matrimonio perché mi sono concesso trenta giorni di vacanza con la macchina, sono andato in Inghilterra e in Scozia on the road a dicembre e mi prendevano per folle ma sono stato fortunatissimo avendo trovato bellissime giornate, la neve era solo al lago di Loch Ness…

 

Il mostro non lo ha incontrato?
No, il mostro assolutamente no (ride, ndr). Anzi, degli amici che mi aspettavano mi hanno accolto in maniera simpatica e gioviale.

 

Quale viaggio invece fa spesso con la mente?
Il viaggio mentale che faccio è quello di realizzare sempre qualcosa, amo realizzare le cose e ogni volta mi prefiggo un obiettivo. Io sono un appassionato di sport che avevo lasciato durante la mia carica di vicesindaco, preso dalle mille incombenze: quando sono stato battuto e avevo più tempo, ho cominciato di nuovo a praticarlo, ho fatto le mezze maratone di 21 chilometri. Mi sono sempre prefisso di raggiungere il traguardo, per me quindi è questo il viaggio mentale: avere traguardi da raggiungere. Giovanni Zambito.