La nuova povertà. Si moltiplicano e crescono i mercati degli indumenti usati

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Saranno solo dati empirici, sarà solo l’osservazione della realtà, ma passeggiando per i mercati settimanali si può assistere ad uno spettacolo incredibile: crescono e si moltiplicano le bancarelle degli indumenti usati e migliaia di cittadini si recano a frugare per cercare l’occasione.

Si trova di tutto, proprio di tutto, ma ciò che colpisce che oltre ai classici capi d’abbigliamento quali pantaloni, t-shirt, camicie, gonne ed accessori, come borse e borselli, si trova qua e là anche la biancheria intima. Il tutto a 1, 2 massimo 5 euro. E pensare che, dove c’era un mese prima una bancarella con abiti nuovi, oggi se ne trova una che espone merce usata.

Sono – secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” – i segni tangibili della crisi che avanza e che travolge anche cittadini e famiglie che solo un paio d’anni fa non avrebbero mai pensato di essere costretti a rivolgersi a questo tipo d’acquisti.

 È giunta finalmente l’ora che il Paese cambi marcia.