È morto Biagio Agnes storico dg della Rai

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Biagio Agnes, classe 1928, ex direttore generale della Rai, è morto la notte scorsa. Era nato a Serino, in provincia di Avellino ed attualmente era direttore della Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno. Sotto la sua direzione fu istituito il centro televisivo di Saxa Rubra e la Rai avviò nuovi servizi come il Televideo e sperimentò le nuove tecnologie via satellite e dell’alta definizione. La Presidenza della Repubblica gli conferì il titolo di Cavaliere del Lavoro nel 1987 e di Cavaliere di Gran Croce nel 2005.
 

UN DG STORICO Ha cominciato ventenne l’attività giornalistica collaborando prima in pubblicazioni locali dell’Irpinia e successivamente in giornali a livello regionale e nazionale. Nel 1958 è passato alla Rai, dove ha percorso tutta la carriera: redattore alla sede di Cagliari, capo servizio al Giornale Radio, condirettore del Telegiornale, fondatore e direttore del Tg3, vice Direttore Generale per la radiofonia. Dal 1982 al 1990 è stato storico Direttore Generale della Rai, tra i più longevi della tv pubblica. Sotto la sua direzione la Rai ha affrontato i profondi cambiamenti intervenuti nel settore radiotelevisivo con l’avvento della tv commerciale. Con Agnes direttore generale sono stati avviati nuovi servizi, come Televideo, e sperimentato nuove tecnologie quali le trasmissioni via satellite e l’alta definizione. Tra le sue intuizioni tv l’ideazione, insieme a Luciano Lombardi D’Aquino, del celebre magazine medico televisivo Check-up, trasmesso su Rai1. Andato via dalla Rai, nel ’90 è diventato presidente della Stet, la holding delle telecomunicazioni e nel ’97 presidente di Telemontecarlo. Nel 1987 Agnes è stato nominato Cavaliere del Lavoro, nel 1992 ha ricevuto la laurea honoris causa in Comunicazione e Telecomunicazioni dell’Università di Buenos Aires.
 

SE NE VA IL MIGLIORE  “Biagio Agnes è stato il miglior direttore generale della Rai, quando i direttori rifuggivano dall’apparire e non si intrufolavano nei programmi. Ho sempre ritenuto che buona parte della bellezza della Rai d’autore è dovuta alla sua impostazione. Amava l’azienda di un amore sviscerato. L’amava ancora ed era affettuosamente vicino alla Rai», un Renzo Arbore molto commosso ricorda al telefono con l’ANSA lo storico direttore generale della Rai, morto a 82 anni. “Sono veramente affranto e costernato – dice Arbore non trattenendo le lacrime – ero un suo grande amico e lui era un missionario del giornalismo e della cultura italiana”.  “Il merito di molte cose che ho fatto era merito suo”, aggiunge Arbore che negli anni in cui Agnes è stato direttore generale della Rai ha lanciato trasmissioni come Quelli della notte e Indietro tutta. “Era un direttore molto amato dall’azienda e lui l’ha amata svisceratamente. Era sempre presente, tenendo bene a mente che la Rai era la tv degli italiani, era “mamma Rai”, una tv che deve aiutare la crescita intellettuale del nostro paese”. “In grandi periodi di difficoltà quando tutti andarono nella tv commerciale”, racconta Arbore, “lui si armò e scritturò in tanti, da me a Celentano. È stata sua
l’intuizione di far diventare Celentano un personaggio televisivo. Sono veramente affranto”, conclude Renzo Arbore.
 

UN VERO MAESTRO “Se ne va un grande giornalista, un vero maestro, che ha fatto la storia della televisione pubblica italiana”. Lo sottolinea il deputato del Pd, Enrico Gasbarra, commentando la notizia della morte dell’ex direttore generale. “Un personaggio con una grande passione per la sua professione, ma anche un grande manager e uomo di cultura che per la Rai”, conclude Gasbarra, “e per gli italiani ha segnato un’epoca. Alla sua famiglia vanno le mie più sentite condoglianze».

fonte:iltempo        scelto da michele de lucia

 

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