LA GERMANIA DICE ADDIO ALLE CENTRALI NUCLEARI. "SPENTE ENTRO IL 2022"

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BERLINO – Una decisione irrevocabile che rischia di avere ripercussioni in tutta Europa. La Germania ha deciso di fermare tutte le sue centrali nucleari “al più tardi” nel 2022. Lo ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto dei 17 reattori tedeschi già spenti, dopo la catastrofe di Fukushima, non saranno più riattivati. La Germania diventerà così la prima potenza industriale a rinunciare all’energia atomica. NEI GIORNI SCORSI PROTESTE IN PIAZZA Migliaia di persone sono scese in piazza sabato nelle principali città della Germania per chiedere la rinnuncia immediata al nucleare da parte del paese. Le proteste in oltre venti città sono state convocate da organizzazioni ecologiste, sindacati ed alcune formazioni politiche. A Berlino avevano manifestato 30mila persone. L’80% DEGLI SVIZZERI FAVOREVOLI Raccoglie ampi consensi tra gli svizzeri la decisione del Consiglio federale elvetico di uscire progressivamente dal nucleare: la proporzione di favorevoli, secondo un sondaggio dell’istituto Isopublic pubblicato dal domenicale ‘SonntagsZeitung’, si attesta infatti all’80%, 6 punti in più rispetto ad un’analoga indagine condotta due mesi fa subito dopo la catastrofe di Fukushima. Tutte categorie del campione interrogato, in totale 503 persone aventi diritto di voto, hanno detto di approvare la chiusura delle centrali atomiche con percentuali superiori al 75%, indipendentemente quindi da sesso, età e professione. Percentuali vicine al 100% sono state riscontrate tra i simpatizzanti dei Verdi e del Partito socialista, ma anche gli elettori del centrodestra sono favorevoli all’abbandono del nucleare, compresi i sostenitori dell’Unione democratica di centro. Il 63% del campione si è detto inoltre disposto ad accettare un aumento delle tariffe dell’energia elettrica.

MICHELE PAPPACODA