BATTIPAGLIA: IN MANETTE BIDELLO USURAIO

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Continua l’azione dei Carabinieri di Battipaglia (Sa) per contrastare il dilagante fenomeno dell’usura, fenomeno che per diffusione e penetrazione rischia di mettere a dura prova anche il regolare sviluppo dell’economia dell’intera piana del Sele. Dopo gli arresti compiuti negli ultimi mesi in flagranza dai militari dell’Arma di appartenenti ad organizzazioni camorristiche e di insospettabili che avevano estorto anche con minacce di morte e qualche volta anche con la violenza fisica, il pagamento delle rate degli interessi usurari alle povere vittime, ad essere arrestato, questo volta, è un bidello pregiudicato di Battipaglia, già condannato per usura nel 2010. L’usuraio praticava prestiti con interessi usurari da capogiro calcolati dai militari dell’Arma intorno al 120% annuo. I Carabinieri all’esito delle molteplici operazioni di perquisizione e sequestro compiute in occasione dei precedenti arresti avevano rilevato la presenza, in una rubrica di uno degli arrestati del nome della vittima che convocato in caserma ha ammesso di essere vittima di attività usuraie, oltre che dell’usuraio di Bellizzi già arrestato all’inizio di questo mese, anche da un usuraio di Battipaglia già noto ai Carabinieri perché condannato per una analoga vicenda non più di un anno addietro. La vittima ha raccontato che in questo periodo era costretto anche a saldare un debito contratto circa due anni addietro mediante la consegna di una rata mensile maggiorata degli interessi usurai, rata ammontante a circa 2.000 euro, maggiorata dagli interessi usurari calcolati intono al 120% Ma anche questa volta, come già per gli altri diciotto arresti compiuti in flagranza dai Carabinieri di Battipaglia all’esito di articolato servizio di osservazione e controllo, predisposto dai militari a seguito della dettagliata denuncia sporta dalla vittima, come già detto titolare di un negozio nel centro della cittadina di Bellizzi, l’arrestato veniva sorpreso e bloccato subito dopo aver intascato la somma di 2.000 euro in contanti, consegnatagli dalla vittima quale pagamento della rata mensile del prestito, maggiorato degli interessi usurai. L’arrestato, C. S. cl 1960, minacciando la vittima di porre all’incasso i titoli di credito ricevuti in garanzia e qualche volta anche di far intervenire i “suoi amici” pretendeva ed otteneva il saldo delle rate e degli interessi usurai. Anche in questo caso il commerciante, seppur convocato dai Carabinieri, è riuscito a trovare la forza di dire basta, riuscendo cosi a porre termine, nel giro di pochi giorni, grazie all’azione dei Carabinieri, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Salerno diretta dal Dr Franco ROBERTI, ad una invivibile situazione di assoggettamento psicologico che durava ormai da anni. Per fortuna si registrano segnali incoraggianti che lasciano ben sperare sulla presa di coscienza delle vittime di usura della circostanza che l’unico modo di uscire dalla morsa degli strozzini è quello di denunciare. In meno di un anno undici sono stati gli imprenditori che si sono presentati di fronte ai Carabinieri per denunciare i loro aguzzini. Storie di usura che si trascinavano da anni sono state risolte nel giro di tre/quattro giorni con azioni mirate, efficaci e soprattutto tempestive da parte di Carabinieri e Magistratura. Già dopo sei mesi dai fatti, dopo le severe condanne ai componenti del clan DE FEO arrestati dai Carabinieri per l’estorsione ai danni di un imprenditore, è intervenuta una condanna a nove anni di carcere ad una altro usuraio ed estorsore che non aveva esitato di colpire con un bisturi ad una gamba la povera vittima che ritardava i pagamenti. Proprio di questi giorni la notizia che, grazie al lavoro della Procura Salernitana che ha dimostrato l’evidenza della prova acquisita, otto dei diciotto usurai arrestati dai Carabinieri saranno processati con giudizio immediato.

TRATTO DA TV OGGI SALERNOS

CELTO DA MICHELE PAPPACODA