Fincantieri, bloccati strade e treni. Il sindaco: rivolta, serve l´esercito Spunta l´ipotesi "commesse agevolate"

0

Stop ai treni della Circumvesuviana. Paura tra i cittadini Allarme di Bobbio: «Sono in atto azioni sovversive in città»

NAPOLI – Proteste e forti tensioni a Castellammare di Stabia: in via Nocera nei pressi della stazione della Circumvesuviana, i lavoratori della Fincantieri hanno costretto i titolari degli esercizi commerciali ad abbassare le serrande; rotta anche una vetrina. Paura tra i cittadini. Bloccata per diverse ore la circolazione dei treni della Circumvesuviana. Blocchi sono stati messi in atto anche a viale Europa, l’arteria stradale principale della città: il traffico, al momento è bloccato. Presidi restano anche presso la sede del Comune. Nel primo pomeriggio gli operai di Fincantieri hanno rimosso il blocco stradale all’incrocio tra Viale Europea e Via Nocera, snodo strategico di Castellammare di Stabia, che dà accesso all’autostrada. Sospesa anche la protesta sui binari della Circumvesuviana, che si appresta a riprendere le corse. Resta alta la tensione in città, dove per gran parte della mattinata i negozi hanno dovuto abbassare le saracinesche. Un incontro sarebbe stato chiesto dai responsabili di Ascom-Confcommercio, che fanno presente i danni subiti dall’economia. Secondo quanto si apprende da fonti dei manifestanti, l’intenzione sarebbe quella di mantenere alta la pressione della piazza almeno fino al 3 giugno, quando è prevista la riunione del tavolo nazionale sulla vertenza Fincantieri, convocato dal ministro dello Sviluppo, Paolo Romani. «La mobilitazione non si fermerà finchè non avremo certezze sul prosieguo dell’attività del cantiere e sulla continuazione della realizzazione delle navi per garantire i lavoratori di Fincantieri e del suo indotto – spiega Giovanni Sgambati, segretario della Uilm Campania – È evidente che nonostante l’incontro di ieri con Caldoro e la convocazione al ministero il prossimo 3 giugno, i lavoratori non si sentono rassicurati per scongiurare la chiusura del cantiere». Circa duecento operai del cantiere di Castellamare di Stabia e delle aziende dell’indotto hanno bloccato l’incrocio strategico tra viale Europa e via Cosenza dalle 9.30 di questa mattina. Altre decine hanno bloccato la stazione della circumvesuviana di via Nocera. I manifestanti sono partiti in corteo questa mattina dal cantiere e strada hanno imposto ai commercianti del centro di abbassare le saracinesche. Non ci sono stati danneggiamenti, salvo la vetrina di un negozio che è stata sfondata. La sala consiliare del comune continua ad essere occupata da una decina di operai. Domattina alle 7.30 è stato indetto un nuovo concentramento al cantiere. L’arcivescovo di Sorrento e Castellamare di Stabia, Mons Felice Cece, ha diffuso il testo di una lettera sulla crisi di Fincantieri. Dando appuntamento alla città per il 31 maggio alle 21 nella concattredale dove sarà portata l’effige della madonna di Pozzano. Il sindaco: qui è rivolta. «La situazione a Castellammare di Stabia sta diventando insostenibile – dice il sindaco Luigi Bobbio – da questa mattina sono in atto azioni sovversive in città. La protesta degli operai deve assolutamente rientrare e restare nei limiti della legalità. Chiedo, in maniera accorata, al prefetto di concentrare ora, subito, a Castellammare di Stabia tutte le forze necessarie a recuperare il controllo della piazza e a ripristinare la legalità. Un solo attimo di ritardo potrebbe far arrivare le cose troppo oltre. Se necessario coinvolgere l’Esercito. Chiedo allo Stato, in tutte le sue articolazioni, di non lasciare sola la città di Castellammare in questo difficile momento». Secondo Bobbio «nessuna protesta, in democrazia, è legittima e tollerabile se si traduce in violazione delle leggi e attacco ai diritti altrui». Il sindaco aggiunge: «Si susseguono segnalazioni di commercianti e semplici cittadini aggrediti, minacciati e percossi, con chiusura forzata di esercizi commerciali». «Chiedo al prefetto, con forza, di ripristinare subito e garantire l’ordine pubblico e il rispetto delle leggi – è l’appello di Bobbio – Vanno tutelate le libertà di tutti i cittadini per evitare che la protesta illegittima si trasformi rapidamente in rivolta. Il dialogo è aperto e sta dando ai massimi livelli frutti importanti che offrono ai lavoratori prospettive ben più rosee di quelle ventilate inizialmente. Manca, quindi, ogni giustificazione, per quanto formalistica, per forme di protesta criminali di questo tipo». «I delinquenti vanno arrestati e le strade liberate. Sono in atto un attacco alle istituzioni e un tentativo di affermazione di poteri occulti che, sfruttando e infiltrandosi in una protesta scellerata, cercano di acquisire il controllo della situazione», ha concluso Bobbio. Ma intanto nuovo ‘ossigeno’ per Fincantieri potrebbe arrivere dall’ordine di due navi da parte di Carnival per il quale c’è il via libera ad un finanziamento, da parte della Cassa Depositi e Prestiti, da 830 milioni. Una forma quasi di “commesse agevolate”. Un possibile escamotage che però viene bocciato da Giovanni Maresca, della Fim-Cisl, componente della Rsu. «Il finanziamento di 830 milioni deciso dalla Casssa depositi e prestiti a Fincantieri per due navi da crociera commissionate dalla Carnival – dice – non va bene -. Senza investimenti – spiega – siamo fuori mercato. Qui a Castellammare di Stabia non possiamo fare nessuna nave da crociera». Ma al di là di questo ci sarebbe sempre da fare i conti con l’Unione europea e le norme sulla concorrenza. In ogni caso l’impegno del Governo per la vicenda Fincantieri è stato ribadito anche dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi che ha sottolineato la necessità di «lavorare a un piano industriale che salvaguardi i siti produttivi e l’occupazione». E a giorni scenderà in campo anche l’Unione europea: è stato infatti fissato per venerdì a Roma il tavolo sindacati-Ue su Fincantieri. All’incontro, organizzato in seguito alla richiesta dei segretari di Cgil, Cisl e Uil, parteciperanno il vicepresidente della commissione europea Antonio Tajani e i segretari confederali (compresa l’Ugl) per fare il punto sui possibili interventi dell’Ue per accompagnare la ristrutturazione del gruppo e contenere l’impatto sull’occupazione. La posizione dei sindacati resta fermamente contraria al Piano di Fincantieri. È «inaccettabile» ha sottolineato oggi Susanna Camusso, che fa notare come il tavolo convocato da Romani per il 3 giugno sia «troppo in là nel tempo». Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni l’annuncio dell’azienda è «una provocazione che noi respingiamo». La Uilm, che oggi ha riunito la direzione nazionale, «rigetta» il piano e indica come soluzione per rilanciare il gruppo investimenti per innovazione di prodotto, tecnologie e modello organizzativo.

IL MATTINO DI NAPOLI

SCELTO DA MICHELE PAPPACODA

Lascia una risposta