DROGA ARRESTATO LIGUORI CAPITANO NOCERINA. 33 persone in manette

0

Spaccio di droga, dall’ingrosso a Castel Volturno al dettaglio in tutta Italia, finiscono in manette 33 persone tra cui il capitano della Nocerina neo-promossa in serie B, Vincenzo De Liguori. Con il centrocampista 32enne, ex di Juve Stabia, Taranto e Benevento, i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno arrestato anche un altro calciatore, Claudio Risi, 31enne difensore che milita nelle fila della Casertana (serie D). Sono entrambi accusati dalla procura sammaritana di aver rifornito con un ingente quantitativo di droghe sintetiche Guido Bruno, dirigente del settore giovanile dell’Isola Liri, squadra iscritta al campionato di Lega Pro Seconda divisione. LA PIAZZA DI SPACCIO FRUSINATE – I militari stanno eseguendo dalle prime ore dell’alba i decreti di fermo chiesti dai magistrati a carico dei 33 uomini (dieci di origine africana, 23 italiani) cui vengono contestati i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Risiedono nel Frusinate 14 degli arrestati nell’ambito dell’operazione ribattezzata dai carabinieri «Ultima dose», lì dove, secondo le indagini, veniva smerciata buona parte della droga comprata nel Casertano. Operazione «Ultima dose»: fotogallery «SUPERMARKET» CASTEL VOLTURNO – Le persone colpite dai provvedimenti cautelari prelevavano, secondo quanto emerso dall’attività investigativa, grosse quantità di sostanze stupefacenti in un vero e proprio supermarket delle droghe gestito da trafficanti africani sul litorale Domizio. La droga, lavorata e tagliata, veniva acquistata nella zona di Castel Volturno per poi essere rivenduta in diverse località: a Frosinone, ma anche Roma, Latina e Teramo. NELLE INTERCETTAZIONI LA DROGA E’ IL «BAMBINO» – Il procuratore aggiunto Raffaella Capasso e il sostituto Donato Ceglie contestano lo spaccio di 2000 dosi di stupefacente di tipo sintetico, per un valore di 5.300 euro, avvenuto nel Comune di Isola del Liri (Frosinone) il 31 marzo scorso. In quella circostanza la droga fu consegnata, come si evince dalle intercettazioni, a Guido Bruno. In una telefonata, De Liguori propone a Bruno di mostrargli un campione di stupefacente: lo chiama «il bambino». De Liguori: «Dove devo uscire per farti vedere il bambino? Mi sono portato pure mio figlio, capito, lo facciamo vedere». Bruno: «Va buono, a Ceprano». De Liguori: «Vieni tu all’uscita». I due si incontrano e il capitano della Nocerina gli consegna il campione di droga. Nei giorni successivi è Risi a chiamare Bruno e a chiedergli se «quelle magliette» gli sono piaciute: il dirigente sportivo risponde di sì. «Due magliette nere» vengono ordinate a Risi da Bruno via sms, e in una conversazione successiva il calciatore della Casertana chiede: «A te che magliette ti servono?». Bruno risponde: «Quelle nere, quelle che mi hai detto, l’Xd o l’Mds, come si chiamavano?». Xd e Mds, annotano i carabinieri nell’informativa, sono le sigle apposte sulle pasticche di droga sintetica. Bruno continua: «Hai capito? Dicci che mi fa il prezzo per due chili, vabbuò?». «SOLO 250 EURO PER NOI? CHE SIAMO SCEMI?» – In alcune telefonate, oltre a parlare di allenamenti, partite e risultati, i due calciatori si lamentano per i loro compensi, ritenuti troppo esigui. De Liguori a Risi: «Però ti dico, se è così… così facendo lui ha capito male. Cioè io e te facciamo gli scemi per senza niente? Ti avviso prima». Per De Liguori, il compenso minimo per la mediazione tra lo spacciatore e il dirigente sportivo dev’essere almeno di 250 euro a testa: «Almeno facciamo due e cinquanta ciascuno, se no che facciamo, gli scemi?». Risi è pi— esigente: «No, no, Vincenzo, ma che: due e cinquanta sono pochi, ti devo dire la verità; almeno cinque». Alla fine, però, i due accettano 150 euro a testa. De Liguori: «Oh, Claudio: facciamo una cosa, evitiamo tutto: pigliamoceli. Adesso è andata così, ascoltami bene». Risi: «No, Vincenzo, ma che cosa è? Ma che dobbiamo fare, per i pidocchi?». Dal Corriere del Mezzogiorno