Fincantieri, presentato piano industriale chiusura Castellammare e 2551 esuberi

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NAPOLI.- 2.551 esuberi, chiusura dei cantieri di Castellammare di Stabia, Sestri Ponente, con il ridimensionamento di Riva Trigoso. È quanto prevederebbe, secondo le prime indiscrezioni di fonti presenti all’incontro, il piano industriale di Fincantieri, predisposto dall’azienda per fronteggiare la crisi, che l’amministratore delegato Giuseppe Bono sta mostrando ai sindacati. Chiusura tre siti: 1400 lavoratori a casa. Il piano di efficientemento e ridimensionamento che Fincantieri sta illustrando ai sindacati prevede la chiusura di tre stabilimenti: Sestri Ponente, Castellamare di Stabia e Riva Trigoso, dove però è previsto lo spostamento delle attività a Muggiano (la Spezia). La chiusura dei tre stabilimenti riguarda circa 1.400 lavoratori (non viene considerato esubero lo spostamento di lavoratori da Riva Trigoso a Muggiano), cui va aggiunta una riduzione occupazionale nei rimanenti siti per circa 1.150 persone. Lo riferisce il segretario nazionale della Uilm, Mario Ghini, che sta partecipando all’incontro con l’azienda. «Il piano – riferisce Ghini – prevede che da un’analisi della situazione di mercato per i prossimi 3/4 anni ci sarà una insaturazione produttiva per circa 4-4,5 milioni di ore annue lavorate e quindi l’azienda ritiene, per salvaguardare la stabilità del Gruppo, la necessità di avviare una fase di ridimensionamento sia produttivo (riducendo la capacità produttiva di 3 cantieri) e di conseguenza con forti impatti sugli assetti occupazionali». Il commento del sindaco di Castellammare. «Prendo atto, con sgomento e rabbia, del cosiddetto piano industriale che Fincantieri ha illustrato oggi a Roma. Prevedere la chiusura pura e semplice di un cantiere, come quello di Castellammare di Stabia, senza peraltro introdurre alcun ragionamento ulteriore, può significare solo due cose: o che non si capisce nulla di piani industriali o che si sta giocando una carta politica al di fuori e senza la politica e le Istituzioni. «Delirante prospettiva da rispedire al mittente». L’Amministrazione di Castellammare rifiuta in toto e rispedisce al mittente questa delirante prospettiva». Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio. «A differenza di quello che può pensare il viceministro Castelli, la questione Fincantieri – con particolare riguardo al cantiere di Castellammare – è oggi più che mai una questione politica, in quanto sono oggi assolutamente evidenti e non più eludibili due dati fondamentali. Il primo riguarda l’evidente intenzione di Fincantieri di difendere l’industria centro-settentrionale a tutto danno di quel pochissimo che rimane al Sud, senza che qualcuno possa seriamente pensare di farci credere che gli aggiustamenti liguri possano, a loro volta, significare un ridimensionamento anche della cantieristica settentrionale. Il secondo punto riguarda la purtroppo evidente constatazione che il Sud, e la Campania in particolare, non possono subire senza reagire la chiusura dell’ultimo cantiere esistente e, quindi, di fatto, l’azzeramento dell’industria pesante in Campania, Fiat esclusa», aggiunge il sindaco. «Quando vengono così maldestramente e sprezzantemente messi in discussione i già precari equilibri industriali della Nazione a danno del Mezzogiorno, allora la questione è politica e va risolta sul piano politico. Su questa linea si sono già pronunciati non solo il centrodestra campano e tutte le forze politiche della regione, ma anche l’intera filiera istituzionale, a partire dal Governo passando per la Giunta regionale e finendo all’Amministrazione comunale di Castellammare di Stabia che, tutti insieme, hanno espressa (e chiedono che oggi venga ribadita con forza) la volontà di rilanciare il cantiere e la sua missione produttiva», dice ancora Bobbio.

IL MATTINO DI NAPOLI

SCELTO DA MICHELE PAPPACODA