Romeo e Giulietta chiude l´omaggio a Nino Rota

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Questa sera, alle ore 21,30 nella chiesa di Sant’Apollonia, si conclude il ricordo del grande compositore con la proiezione del capolavoro di Franco Zeffirelli

 

 

 

Questa sera, alle ore 21,30 nella chiesa di Sant’Apollonia, Alfonso Amendola e Mario Tirino concluderanno il loro omaggio a Nino Rota, nell’anno del centenario della sua nascita, una interessante finestra del cartellone di Arti di Maggio – Zapping ‘900, realizzato dall’Associazione Seventh Degree dell’ Università di Salerno, presieduta da Liberato Marzullo, unitamente al direttore artistico Antonello Mercurio e dall’ Assessorato ai Beni Culturali e Portualità Turistica dell’amministrazione comunale, con la proiezione del “Romeo e Giulietta” di Franco Zeffirelli datato 1968. Correva l’anno 1959 quando il direttore dell’Old Vic di Londra, all’epoca uno dei più importanti palcoscenici mondiali e tempio della drammaturgia shakespeariana, volle proprio il giovane Franco Zeffirelli per allestire “Romeo e Giulietta”. Il regista fiorentino sconvolse inizialmente critica e pubblico portando in scena una compagnia tutta giovanee realizzando un Romeo e Giulietta anticipatore dei tempi della swinging London. Il maestro Luchino Visconti gli aveva dato questo consiglio: “ Non farlo, se fallisci non ti rialzi più”. Ma il successo fu limpido. Nel 1964 Zeffirelli curò la versione italiana dell’allestimento , con Anna Maria Guarnirei e Giancarlo Giannini come protagonisti ; e qualche anno dopo, forte della precedente esperienza teatrale, il regista decise di trasporre il suo Romeo e Giulietta sullo schermo. Il Romeo e Giulietta zeffirelliano fu dunque una ripresa di quella precedente e rivoluzionaria regia teatrale e si rivelò più che mai al passo coi tempi. Vincente si rivelò anche la decisione, inizialmente contestata da molti, di scegliere due giovani sconosciuti nel ruolo dei protagonisti: Leonard Whiting e l’incantevole Olivia Hussey, che offrirono la giusta e naturale dose di freschezza e spontaneità ai personaggi shakespearianiche, in questa versione, vennero trasformati in due giovani ribelli medioevali, simili ai tanti ragazzi che alla fine degli anni Sessanta del Novecento scendevano nelle piazze del mondo. Il loro amore, la ribellione contro le logiche della famiglia e della società, una regia attenta a sottolineare la modernità tematica del testo originale, una recitazione naturalistica, l’indugiare della macchina da presa sulla carica erotica emanata dai corpi dei due amanti, trasformarono il film in un successo planetario, vincitore di due Oscar su quattro nominations. Di grana finissima la colonna sonora firmata da Nino Rota in cui sceglie di  ripercorrere, con una preziosità delicatissima, la stroficità modale delle canzoni a ballo rinascimentali, ritrovando quel senso della festa teatrale che aveva già espresso nel teatro lirico con sottigliezza lieve e ironia.

Antonio Florio

 



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