Nuovo scontro Lettieri-De Magistris L´ex pm: imputato non puoi essere sindaco L´industriale: orribili i tuoi assessori

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NAPOLI – Niente da fare: è più forte delle loro capacità di autocontrollo, quando si vedono cadono tutte le barriere, così anche il terzo faccia faccia in tivvù finisce in rissa verbale. Con parole affilate come un machete e accuse pesanti come il piombo. La scena è quella di Canale 34, emittente storica della città. Il motivo del contendere scatenante la lite è la futura composizione della squadra di governo per Palazzo San Giacomo. In seconda battuta un argomento nuovo, il futuro dello stadio San Paolo, sentitissimo dai napoletani in vista della Champions. Divisi su tutto Gianni Lettieri e Luigi de Magistris: «Facciamone uno nuovo e più grande in una zona dislocata» dice de Magistris. «No, parliamone prima con De Laurentiis», frena Lettieri. Dunque la giunta perno principale dello scontro. Lancia la sfida de Magistris. «Con me ci saranno donne, giovani con profilo di onestà e competenza, credibilità e coraggio. Ne farà parte il mondo cattolico ma anche laico. Coinvolgerò tutta la Napoli la Napoli che vuole ripartire. Almeno il 40-50 % saranno donne. I nomi? Alberto Lucarelli che si occupa dei beni comuni è un ordinario all’università, Tommaso Sodano, Riccardo Realfonzo e Raffaele Del Giudice presidente di Legambiente Campania. E i tuoi?». «I nomi non li dirò, i tuoi mi fanno inorridire però vorrei sottolineare che Realfonzo ha aumentato dalla sera alla mattina del 60% la Tarsu. Con me ci sarà un procuratore generale ancora in carica come garante» la replica di Lettieri. Ora è de Magistris a rilanciare: «Parli tu che chiedi a Bertolaso indagato per corruzione come risolvere il problema?». Al di là delle dure schermaglie dialettiche giova ricordare che Lettieri ha annunciato la presenza in squadra di Fabio Cannavaro, campione del mondo: «Napoli ha bisogno di eroi positivi e lui lo è» spiega l’industriale. Il tema della legalità fa scatenare entrambi e volano parole grosse: «Non affiderei Palazzo San Giacomo a uno che è sotto processo per truffa a Salerno per un suolo che è diventato edificabile grazie a una variante» è l’affondo dell’ex pm. «Parli di un processo – la replica di Lettieri – il mio, che non va avanti perché non sanno più come uscirne. E poi non di truffa si tratta, ma di una vicenda amministrativa. A Salerno ho portato 1000 posti di lavoro e con me non è mai rimasto nessuno per strada. Ho creato posti di lavoro per migliaia di persone, mentre tu nella tua vita hai solo distrutte delle vite con inchieste che non hanno portato a niente». De Magistris: «Voglio sapere dove hai preso i soldi della campagna elettorale». Lettieri: «E tu dove li hai presi? Io ho usato i miei». Un duetto al veleno. De Magistris: «Ma a chi darai le tue imprese se diventerai sindaco?». Lettieri: «Ai miei figli». L’ex pm vede rosso: «Bene, allora fai come Berlusconi. Non possiamo affidare Palazzo San Giacomo a uno indagato per truffa. Sei un buffone con le inchieste ho fatto recuperare 70 milioni all’erario». Divisi anche sulle origini. Lettieri ricorda le sue di ragazzo di bottega: «De Magistris è figlio di magistrato e nipote di magistrato, mio padre faceva il commerciante e mio nonno cuciva i pantaloni. Io a 19 anni lavoravo alla Duchesca e dormivo sugli scaffali». Tocca a de Magistris: «Ho apprezzato che Lettieri non abbia nascosto di avere alle spalle Nicola Cosentino». «Sono sempre stato autonomo – la replica – sin da piccolo, ed è incivile dire che non rappresento nessuno o che sono il prestanome di Cosentino. Sarò autonomo nelle mie scelte. Quanto a Cosentino è una persona che in assenza di una condanna è da considerare innocente. E anche questo è incivile». di Luigi Roano

IL MATTINO DI NAPOLI

SCELTO DA MICHELE PAPPACODA