Dall´Africa di Nour Eddine all´India del Kathakali

0

 


 

 Questa sera  dalle ore 19 alle 24 il centro storico ospita tutti i Suoni e i linguaggi  del Mondo, nella lunga notte della musica di Arti di Maggio

 

 

 

Si chiuderà con la colorata notte bianca di “Musica al Centro” questa sera, la prima settimana della IV edizione di Arti di Maggio-Zapping ‘900, promossa dall’Associazione Seventh Degree dell’ Università di Salerno, presieduta da Liberato Marzullo, unitamente al direttore artistico Antonello Mercurio e dall’ Assessorato ai Beni Culturali e Portualità Turistica dell’amministrazione comunale. La serata nata dalla collaborazione con il conservatorio statale di musica di Salerno, inizierà alle ore 18 in Corso Vittorio Emanuele con il Francesco Lombardi & Miriam Tesauro Quintet, che passerà il testimone al festoso “Martucci Brass Ensemble”, un progetto che raccoglie ben cinquantatrè allievi del nostro conservatorio, tra trombe, tromboni, corni, tube e percussioni, preparati dai docenti Nicola Ferro, Roberto Grieco e Paolo Cimmino. Sul sacrato della Chiesa del Crocifisso, in via Mercanti, intorno alle 19, ascolteremo il sound del Ciro Bove & Carmen Bevilacqua Quartet, mentre un’ora dopo nella galleria Capitol si esibiranno gli Ottosax del M° Luigi Cavallo. In piazza Portanova alle ore 20, il percussionista Paolo Cimmino, presenterà i migliori studenti della sua classe, protagonisti della performance “Suoni dal Mondo”, con la partecipazione di delle vocalist Gaia Bassi e Carmen Vitiello, del basso di Antonio De Luise, del violino di Danilo Gloriante e delle percussioni di Ugo Rodolico, finale di questo primo set di musica al centro con il Nico D’Alessio & Maria Grazia Balzano Quintet, che in contemporanea animeranno la parte centrale di Corso Vittorio Emanuele. Alle ore 19,30 la Martucci High Marchin’Jazz band, monterà sul fiammante CitySight-Seeing in piazza Amendola per un allegro girovagare della città, per, poi, sbarcare sul palco montato dinanzi al Tempio di Pomona e introdurre l’evento della serata., il concerto di Nour Eddine Fatty, previsto per le 22,30. Musicista, cantante e coreografo dalle antiche origini berbere nonchè multistrumentista (sentir, guimbri, tbal,  dumbak,  bouzouki) e vocalist, che si presenterà con il suo quintetto d’appoggio, formato da Mino Freda al pianoforte, tastiere e percussioni, Marco Valabrega al violino, Bruno Zoia al basso, Thomas Vahle ai flauti africani e sax soprano e Luca Cioffi alla tabla daff, darbuka e cajon. Nour Eddine presenta il suo ultimo lavoro discografico “Desert Contemporain” prodotto da Helikonia. Etno-jazz, world, sperimentazione, un crocevia di suoni e sapori che disegnano un immaginario quadrante medioccidentale. Il risultato è un’estetica dal fascino ipnotico, che veicola il senso pieno di una musica senza confini, autenticamente visionaria, al tempo stesso antica e contemporanea. Le tensioni avant del gruppo vengono accolte e “contaminate” dal caldo abbraccio dell’energia ritual gnawa, nella componente estremamente lirica della musica nord africana: un segno importante  di interplay e di fertile dialettica multietnica, il cui controcanto sarà affidato al docente di percussioni del Conservatorio statale di Musica di Salerno Paolo Cimmino, il quale concorrerà ad ampliare la radice mediterranea della serata. Notte salernitana che sarà speziata dai profumi orientali con due spettacoli nati dalla collaborazione con l’Associazione Culturale Centro Studi Yoga Salerno, con cui ci ritroveremo in India. Alle ore 21 in Piazza Portanova sarà di scena  il Kalaripayattu , una delle più antiche arti marziali orientali, originaria del Kerala, uno stato dell’India meridionale. Il termine che designa questo sistema marziale significa “pratica dell’arte del combattimento”, derivante dalle parole in lingua malayalam kalari ossia combattimento e da ppayattu ossia pratica. Diverse serie di movimenti, il primo dei quali è sempre di difesa, coprono poi le quattro direzioni dei punti cardinali e coinvolgono tutto il corpo. I combattimenti avvengono sia a mani nude, sia con l’uso di diversi tipi di armi: bastoni, coltelli a una e più lame, spade.Talvolta viene utilizzato anche il fuoco come forma eclatante e spettacolare di grande abilità e coraggio. La mezzanotte, nella Chiesa dell’Addolorata, regalerà un’esibizione di Kathakali, letteralmente  “rappresentazione di storie”,  una forma di teatro rituale, tipico della tradizione religiosa indiana, diffusa a partire dal XVII secolo nella regione meridionale del Kerala Al pari delle altre tradizioni teatrali indiane, il Kathakali rappresenta la fusione di diverse arti: canto, recitazione, musica, danza e mimo. Il repertorio teatrale è tratto essenzialmente dai racconti e dalle leggende tramandati nei due grandi cicli epici indiani, il Mahabharata e il Ramayana, e a Salerno avrà eccezionalmente quale interprete l’antropologa canadese Maryse Noiseux, unica donna ad aver avuto accesso alla prestigiosa scuola di Kudamaloor Karunakaran Nait.

 

Giulia Iannone