Lettere da Piano di Sorrento-Di che clan sei?

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO

 

DI CHE CLAN SEI ?

 

Un avvocato della Penisola Sorrentina, anni fa, era solito dire, riferendosi all’Italia: -Il nostro è un paese “ameno”-. In questa parola era sintetizzato tutto quanto di poco ortodosso avviene da noi: le contraddizioni, i “misteri”, le assuefazioni, etc. Oggi il peggiore è diventato migliore, niente più ci scandalizza e ci fa arrabbiare e nessun sdegno si torce in noi alla constatazione del continuo cambiamento delle regole, della morale, dell’illecito divenuto lecito e via discorrendo; non mi meraviglierei se avvenisse la legalizzazione delle mafie. Ce ne sono tante. È diventato difficile, per non dire impossibile, operare un distinguo fra galantuomini e malfattori. Verrà un giorno, secondo me, che, nel declinare le generalità, dovremo anche indicare a quale “clan” apparteniamo e finiremo per essere orgogliosi del nostro “casato”. Scherzo, naturalmente, ma con amarezza perché comunque siamo sulla buona strada per un disarmo completo di ogni forma di legalità e di diritto. Ho appreso e visto in televisione che il Vescovo di Castellammare di Stabia è intervenuto perché il Sindaco locale, ben a ragione, voleva interrompere una “amena” consuetudine: quella di arrestare la processione del Santo Patrono sotto la casa di un noto boss; pare che il Vescovo giustificasse il fatto perché nei pressi vi era una chiesetta e perciò la sosta, ma il Sindaco di Castellammare gli ha fatto notare che la chiesa distava parecchi metri dalla casa del boss. Non ci sono parole per commentare quest’episodio. Di questo passo, con tutto il rispetto per le istituzioni e la fede religiosa, dove arriveremo? A quello che ho detto all’inizio.

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In occasione delle elezioni amministrative a Piano di Sorrento, in questi giorni, si aggirano personaggi che, a leggere i giornali, risulterebbero inquisiti eppure li vediamo passare per le nostre strade tranquilli e sereni, intenti alle loro faccende come se niente fosse sotto gli occhi di tutti comprese le Autorità. Anche per questo non ci sono commenti da fare.

D’altra parte per un Paese garantista come il nostro nessuno può essere ritenuto colpevole sino a quando non vi sia una sentenza definitiva di condanna, come suol dirsi tecnicamente, passata in giudicato. Tornando alle elezioni siamo invasi in questo momento da manifesti, bigliettini, volantini; le cassette postali sono intasate da depliants e curriculum di aspiranti al voto che si raccomandano alla nostra attenzione. Mi ha colpito un breve messaggio di un giovane candidato che lamentava lo spreco di tutta questa campagna elettorale ed il ripetersi di appariscenti procedimenti che rappresentano la fatuità e l’esibizionismo. A questo giovane mi viene di dire: “Mio ingenuo amico hai proprio ragione ma il peggio è un altro, oramai i giochi sono fatti: una lista con medici portatori di voti, il porta a porta, gli accordi segreti, le promesse e le solite cose che si fanno in questi momenti sono l’anticipato risultato della vittoria”. Per i candidati della lista Ruggiero non c’è stato bisogno di fare comizi, uno soltanto quello di chiusura elettorale…una mera formalità.

 Piano di Sorrento 13 maggio 2011

 

(Avv. Augusto Maresca)