Su "Teresa" di Claudio Fava, edizioni Feltrinelli.

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Teresa

 

di Claudio Fava

 

– Feltrinelli –

 

 

 

Fu allora che mi misi in testa di ammazzarlo. Non avevo mai ucciso nessuno. Non sapevo nemmeno se ne sarei stata davvero capace: solo che a volte le cose vanno fatte e basta. Senza girarci troppo attorno, altrimenti ti dimentichi tutto, anche la rabbia. E senza rabbia si ammazza solo nei film o nei libri. Per finta.

 

Claudio Fava inventa un personaggio femminile indimenticabile e potente, al centro di una storia dove la vera protagonista è la rabbia che non si fa mai rassegnazione.

 

Teresa è in fuga. Dalla sua terra – la Sicilia. Da un padre ostinato che non c’è più. Da una madre lamentosa e implacabile. Eppure Teresa è una ragazza che sa sorridere e ridere della vita. Trova riparo a Roma. L’amica Gisella le ha offerto un lavoro: tenere compagnia ai malati terminali. Teresa accetta, titubante. Scopre un’umanità vigorosa, uomini e donne feriti a morte ma capaci di sorprendenti impennate di vitalità, quella vitalità che anche lei sembrava aver smarrito e che ora, lentamente, tenacemente, sta riacquistando. Le cose cominciano a girare per il verso giusto – trova addirittura un ragazzo che sembra troppo perfetto per essere vero – ma un passato archiviato in fretta torna ad affacciarsi e non le dà tregua. Teresa mastica pensieri di rabbia. All’inizio sono soltanto pensieri, ma quando conosce il suo nuovo assistito – Libero Ferrari, un ruvido e scorbutico ex brigatista, condannato per omicidio – allora quei pensieri vogliono l’azione.
È giunto il momento di saldare i conti?

 

Claudio Fava (Catania 1957) è sceneggiatore, scrittore e politico. Ha scritto i romanzi (tutti pubblicati da Baldini Castoldi Dalai Editore) Nel nome del padre, Il mio nome è Caino e La notte in cui Victor non cantò. Ha anche firmato le sceneggiature, per il cinema e per la televisione, de I cento passi, Il capo dei capi ed Enrico Mattei.

 

 

 

[Dal lancio-stampa ricevuto; segnalazione di Maurizio Vitiello.]