Piano di Sorrento: L´ombra della criminalità sul Vallone Lavinola per il riciclaggio di rifiuti speciali.

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Piano di Sorrento: Riciclano rifiuti calandosi nel vallone.

di Vincenzo Maresca.

Piano di Sorrento. Senza curarsi delle conseguenze per l’ambiente e per le persone pescano rifiuti di ogni genere, anche pericolosi, per immetterli probabilmente su commissione sul mercato nero del riciclaggio dove qualunque cosa viene mescolata con altri materiali e destinata alla vendita di prodotti finali garantiti come sicuri. Il tutto sotto lo sguardo attento di alcuni volontari del wwf penisola sorrentina che dopo ad averli fotografati e filmati hanno ripetutamente avvertito la polizia municipale senza che nessun agente si presentasse sul posto. Anzi, dagli uffici della polizia municipale qualcuno ha addirittura risposto che in fondo facevano una cosa buona nel recuperare i materiali calandosi nel dirupo. E’ accaduto nel “Vallone Lavinola”, uno degli ambiti di maggiore interesse ambientale dell’intera costiera sorrentina che ricade in zona a tutela paesistica e sottoposta a vincolo idrogeologico ricadente all’interno del “Parco Regionale dei Monti Lattari”, oggi tristemente noto per essere stato trasformato in una enorme e vergognosa discarica dove risulta completamente assente qualunque forma di vigilanza e controllo da parte degli organi preposti e soprattutto dell’amministrazione comunale consapevole da decenni di quanto accade. Due uomini di nazionalità ucraina, vestiti di jeans e maglione, senza guanti, si sono letteralmente calati in un mare di rifiuti tra amianto, resti di animali macellati, carcasse di bovini, reti, televisori, materiali edili, batterie di auto, fusti di vernici, per selezionare materiale utile da caricare su un camion parcheggiato sul ciglio della strada commettendo il reato di traffico illecito di rifiuti, crimine per il quale è previsto l’arresto. Invece, nonostante le segnalazioni in diretta, il comando di polizia municipale non ha voluto intervenire deridendo gli ambientalisti e diventando complici di concorso di reato. Secondo il racconto dei vigili urbani i due ucraini sarebbero già stati identificati ma anziché essere sanzionati per recupero e trasporto di materiali speciali e pericolosi sono stati lasciati liberi di agire consentendogli di caricare il camion e ripartire verso ignota destinazione. E’ toccato ancora al wwf informare successivamente la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, carabinieri, assessorato all’ambiente della Regione Campania, azienda sanitaria locale, sindaco di Piano di Sorrento affinchè vengano svolte le azioni di conseguenza per accertare ed individuare responsabilità penali ed amministrative, anche di carattere omissivo. Appare evidente che attorno alla discarica abusiva del “Vallone Lavinola” sta nascendo un crescente giro di affari assai lucrativo che potrebbe condurre alla pista del riciclaggio di materiali pericolosi, come rifiuti, fango di risulta, miscele bituminose, eternit-cemento, che anzichè essere distrutti vengono mescolati con materiale inerte per evitarne l’individuazione e successivamente riutilizzati per asfalto stradale, pietrame e calcinacci per opere edili, contenenti cromo, cromato di zinco, cloruri, solfati, nichel per una futura aggressione all’ambiente in dispregio di qualsiasi legge. Le operazioni vengono eseguite sfruttando, come nel caso del “Vallone Lavinola”, manodopera extracomunitaria che per pochi euro espone il proprio organismo a veleni e tossicità.