SALERNO: SEQUESTRATE DAI CARABINIERI DEL NOE LE FONDERIE PISANO

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I Carabinieri del NOE di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone, unitamente a quelli della Stazione di Salerno Fratte, hanno apposto i sigilli di sequestro alla zona dei “forni fusori” compresi nell’ambito di un noto complesso aziendale adibito a fonderia ed ubicato nella zona nord del capoluogo cittadino. L’attività di polizia giudiziaria eseguita dai Carabinieri e che ha portato al sequestro preventivo odierno in esecuzione del decreto del Presidente della sezione GIP del Tribunale di Salerno, dott. Bruno de Filippis, è stata direttamente coordinata dal Procuratore capo della Repubblica, dott. Franco Roberti, e dal sostituto Procuratore dott. Carmine Olivieri, della sezione reati ambientali della magistratura inquirente cittadina, che ha emesso informazione di garanzia a carico del legale rappresentante della società industriale per le violazioni in ordine ai reati previsti: – dall’art.279 del D.L.vo n.152/2006 (codice dell’Ambiente) perché, quale amministratore delegato della società con sede in Salerno operante nel settore della produzione di ghisa (fonderia) di seconda fusione, svolgeva detta attività in assenza della prescritta autorizzazione all’emissione in atmosfera; – dall’art.674 del codice penale, perché, nella qualità ed attraverso l’esercizio continuativo dell’attività di fonderia innanzi specificata, in maniera arbitraria in quanto in assenza della prescritta autorizzazione ambientale ed a mezzo di impianto dichiarato “assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito” dall’allegato RAi (rapporto ambientale — VAS) del P.U.C. di Salerno approvato con Delibera C.C. del 16-11-2006, e per di più ubicato in area inibita all’esercizio di attività industriale in quanto definita urbanisticamente Zona AT_Ri (area di trasformazione a destinazione prevalentemente residenziale) dal predetto P.U.C., provocava, anche per via di un vetusto ed inadeguato sistema di captazione dei fumi di produzione, le seguenti emissioni di polveri atte a molestare gli abitanti della zona allarmandoli di un danno alla salute e ad imbrattare le loro abitazioni, fino pregiudicare la loro qualità di vita, polveri contenenti: a) materiale particellare a base di piombo e cadmio quali metalli pesanti da ritenersi pericolosi e nocivi per la salute umana in quanto di natura cancerogena ed atti a provocare effetti patologici per via di ingestione e di inalazione; b) composti organici volatili (COV) contenenti, tra l’altro, monossido di carbonio, anidride carbonica, solventi aromatici (questi ultimi di natura cancerogena), da ritenersi a loro volta di impatto negativo sulla salute umana per via di esposizione; c) anidride solforosa con effetto diffusamente odorigeno (maleodorazione). – dagli artt.63, 64 e 68 del D.Lgs 81/2008 (in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), perché, nella qualità ed attraverso l’esercizio continuativo dell’attività di fonderia innanzi specificata, ometteva di provvedere affinché i luoghi di lavoro della propria industria fossero conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV a tutela della salute e dell’igiene dei lavoratori, e segnatamente: a) inottemperava al punto 1.9.2.5 (microclima) dell’allegato IV, non adottando nella zona del caricamento del cubilotto (forno fusorio) alcuna idonea soluzione per ridurre e/o contenere lo stress microclimatico dell’operatore; b) inottemperava ai punti 2.1.5 (presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi: aspirazione di gas, vapori e fumi) e 2.2.3.1 (presenza nei luoghi di lavoro di agenti nocivi: polveri e sistemi di aspirazione): non razionalizzando, per la formatura anime a freddo, la postazione relativa alla macchina mescolatrice in modo tale che sia la mescola (resina + catalizzatore) sia il sucessivo processo avvenissero interamente sotto cappa aspirante con relativa compartimentazione del processo; non operando, per il forno fusorio C 28 (forno elettrico), una compartimentazione dello stesso e non installando idoneo sistema aspirante per i fumi; ed infine non installando, per il reparto cubilotto, idoneo sistema di aspirazione dei fumi emessi dal cubilotto stesso. Tra l’altro lo stesso GIP ha evidenziato che: – “l’industria ha operato in tutti questi anni senza avere mai conseguito alcuna autorizzazione ambientale”; – “gli impianti dello stabilimento sono in stato di grave obsolescenza. In particolare si è potuto notare che la mancata tenuta delle tubazioni e la costante apertura dei cubilotti, per cui i fumi, nella fase di emissione e di avvio degli impianti, fuoriescono, normalmente, da molte parti dell’impianto senza passare per i filtri a manica. I piazzali sono ricoperti da una coltre di polvere nera..”: – “i documenti relativi al sistema di gestione ambientale ISO 14000 sono risultati incompleti e sostituiti da un certificato e schede non aggiornate..”; – “i sopralluoghi e le verifiche facenti capo all’ARPAC e svolti in maniera periodica tra il 2008 ed il 2010 si sono rivelati assolutamente univoci e monocordi circa la notevole capacità di inquinare, imbrattare e molestare riconducibile all’industria”; – “la fonderia è definita come un vetusto impianto industriale assolutamente incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito”. Lo stesso GIP ha valutato altresì i rischi per la salute pubblica riassunti nella relazione peritale agli atti della magistratura laddove si cita che “lo stabilimento industriale in oggetto rappresenta un serio pericolo per la popolazione e l’ambiente circostante. Allo stato attuale l’impianto in oggetto è pericoloso per la salute dei cittadini e per l’ambiente”. La attività investigativa dei Carabinieri del N.O.E. ha consentito dunque l’emissione del provvedimento della Autorità Giudiziaria che ha interessato la zona industriale dei forni fusori. Il Giudice per le Indagini Preliminari, pertanto, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero che ha condiviso le risultanze investigative dei Carabinieri, al fine di non consentire ulteriormente la reiterazione del reato, ha ritenuto di disporre il sequestro preventivo della linea aziendale al fine del rispetto della normativa ambientale.

TRATTO DA TV OGGI SALERNO

SCELTO DA MICHELE PAPPACODA