Iervolino, l´addio: «Potevamo fare di più Berlusconi? Mi odia da tempo»

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Il sindaco lascerà a breve il Comune: «Mai un aiuto dal Pd Cosa mi ha fatto male in questi anni? Praticamente tutto»

NAPOLI – «A Napoli, tante volte la politica ha bloccato ciò che si sarebbe potuto fare»: lo ha detto il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino Russo. «Ricordo con grande rispetto il consiglio comunale, non ho perso una sola seduta, anzi una sola quando nel primo mandato sono andata a maggio due giorni a Lourdes – sottolinea – Ed ora mi viene anche da pensare che se fossimo riusciti a non sbranarci a vicenda e a lavorare insieme, forse avremmo potuto fare molto di piu». «Questa esperienza dello stillicidio personale non mi è piaciuta», aggiunge. Anni «belli», «amari, difficili» ma belli. Rosa Iervolino Russo, definisce così i suoi due mandati da sindaco di Napoli. Tra pochi giorni lascerà la guida del Comune. Ma, intanto, l’amarezza c’è: soprattutto per «uno stile di politica e di informazione mentitore, selvaggio, cattivo». La Iervolino traccia il bilancio del suo lavoro. «Cosa mi ha fatto male in questi anni? Mi ha fatto male praticamente tutto, anche se sono orgogliosa, posso essere con il cuore a pezzi ma non lo lascio vedere», dice. «Mi ha fatto male che la mia città della quale avevo un’immagine forse un pochino troppo dolce – spiega – avesse uno stile di politica e di informazione mentitore, selvaggio e cattivo. Io sono stata parlamentare di Roma, d’Abruzzo, ho fatto campagna elettorale in Sardegna, non ho mai trovato uno stile che arrivasse alla cattiveria personale, uno stile non rispettoso». Messaggio ai napoletani. «Loro mi sono sempre stati vicino e gli dico di avere coraggio, di cercare di dimostrare quello che sono. Di ribellarsi tutte le volte che a loro e alla città viene attribuita la maschera di nullafacenti, imbroglioni, camorristi, e di gente che non sa neanche tenere a bada il proprio posto di lavoro». Napoli, dice, «Napoli ha una potenzialità enorme, deve solo credere in se stessa, solo credere in se stessa». Consiglio al successore. C’è un consiglio che il sindaco uscente è pronto a dare al suo successore: quello «di non raccontare balle». «Seguo con molta discrezione la campagna elettorale, perché finché faccio il sindaco non farò mai politica in senso aspro e cattivo perché rispetto i partiti e ancor di più le istituzioni – spiega – però leggendo i giornali sento promesse mirabolanti. Tutti aggiustano tutte le strade, tutti trovano posti di lavoro, tutte cose sacrosante, ma che a volte escono dalle competenze del comune». «Consiglio di non promettere né cose che fuoriescono dal nostro mandato né cose che non sarebbero fattibili. Certo che sarebbe fattibile aggiustare tutte le strade, ma i soldi?», sottolinea. Trattata male dalla stampa. «Non ho avuto un buon trattamento dalla stampa, ma ho avuto un buon trattamento dalla gente – continua – e sa perché? Perché la gente si fida e sa che se una cosa non è possibile dico no subito. Quindi al mio successore chiedo di essere sincero, di rispettare la gente di Napoli che è gente meravigliosa». Odiata dal premier. Silvio Berlusconi? «Mi odia da lungo tempo», dice il sindaco uscente. «Quando ha vinto la prima volta, era dopo la nostra sconfitta nel 1994, – racconta – Martinazzoli non si fece trovare e fui nominata reggente del Partito popolare. Il governo del partito straordinario era composto da me e dai due capigruppo che erano Mancino per il Senato e Andreatta per la Camera. A Berlusconi mancava qualche parlamentare al Senato per avere la maggioranza, tanto è vero che ne comprò due o tre». «Convocò la delegazione del Partito popolare – aggiunge – Appena entrammo nella stanza Berlusconi ci disse: “Ecco tre magnifici ministri del Governo Berlusconi”. E noi gli dicemmo: “Presidente, tre leali oppositori del Governo Berlusconi”. Così portammo il Ppi, piccolo ma in grado di fare appunto l’ago della bilancia, all’opposizione. È logico, dunque, che Berlusconi non mi ha mai amata». «Ho pestato i piedi ai poteri forti». La Iervolino ritiene di aver fatto uno sbaglio: «L’aver pestato ai piedi ai poteri forti è un grosso sbaglio, ma l’ho fatto molto volentieri e lo rifarei 50mila volte». «Non ho mai ceduto a pressioni di interesse e non ho mai fatto qualcosa perché poteva far comodo a qualcuno che aveva la proprietà dei giornali o grossi altri poteri», ha aggiunto. Lasciata sola dal Pd. Rosa Iervolino Russo, traccia un bilancio dei suoi due mandati. Parla anche del Pd: partito che «non mi è stato accanto» e che non sempre «ha avuto l’umiltà di capire, prima di giudicare». «Ho sempre molto creduto e continuo a credere nel partito democratico, in un partito nel quale tutti i i riformisti, coloro che pongono la giustizia, la solidarietà e la pace al primo posto si mettessero insieme per fare un grande sforzo di crescita civile ed anche economica del paese», dice. «Devo dire che a Napoli non l’ho mai sentito vicino e neanche quello di Roma – aggiunge – Napoli è la città con il più alto tasso di disoccupazione, povertà, carenza di strutture. Se uno non conosce la realtà di Napoli non riesce neanche a immaginarle, non dico a capirle». «È una città dove c’è la camorra, dove ci sono mille problemi – conclude – E allora bisogna avere l’umiltà di capire prima di giudicare. E non sempre anche a livello centrale, il partito ha avuto questa umiltà. Non ha capito e ha giudicato male. O semplicemente se ne è disinteressato. A livello locale è ancora troppo diviso in gruppi e gruppetti personali, non riesce a volare alto». Il rapporto con Bassolino. Il rapporto con Antonio Bassolino, «è stato sempre di grande lealtà e rispetto, mai di dipendenza», ha sottolineato. «Modestamente ricordo che quando nel 2001 sono arrivata a Napoli non ero una ragazzina sprovveduta – racconta – ero già stata candidata alla presidenza della Repubblica, primo ministro degli interni, prima segretario di un partito, dieci anni di ministero, 23 anni di Parlamento, non avevo bisogno di Bassolino per essere qualcuno. Ne avevo bisogno, come del presidente della Provincia, per lavorare insieme, per un rapporto di grande collaborazione». Mai ordini da lui. «Né Bassolino si è mai sognato o permesso di lanciare ordini, troppo di cultura democratica per farlo – aggiunge – Anche su questo è stata fatta volgarissima speculazione, come se io fossi stata la candidata di San Giorgio a Cremano che per diventare qualcuno avesse avuto bisogno di attaccarsi alla giacchetta di Bassolino». «Con un po’ di orgoglio dico che io non volevo venire a fare il sindaco di Napoli, stavo benissimo dove stavo. Che bisogno avevo di venire a cacciarmi nei guai – conclude – Me l’hanno chiesto, è la mia città, l’ho fatto volentieri, ma non sono venuta qui per prendere ordini». Senatrice a vita. Qualcuno, come il candidato del centrodestra a sindaco di Napoli, Gianni Lettieri, ha proposto il suo nome come prossima senatrice a vita. La Iervolino sorride e risponde: «Chi lo propone non ha mai letto la Costituzione». «Penso sia una favola, non voglio neanche dire una bella favola perchè la bella favola è l’essere stata eletta tante volte dai cittadini – conclude – Chi lo propone non ha mai letto la Costituzione perché per il senatore a vita si parla di personalità che hanno onorato il paese nella arti e nelle scienze. Io come cantante sono un disastro, basta ascoltare la mia voce. Quanto alle scienze non so neanche usare il computer». «Chi lo ha proposto, spero in buona fede e non con intento maligno, non sa come vanno le cose della politica», conclude.

IL MATTINO DI NAPOLI

SCELTO DA MICHELE PAPPACODA