Obama come Bush: Washington impone a Bucarest la dislocazione di intercettori Usa

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La Romania ospiterà lo scudo antimissile Usa. Ha esordito così il presidente romeno Traian Basescu (nella foto) confermando l’accordo fra Bucarest e Washington per il dispiegamento di una parte dei componenti del sistema antimissili. “Abbiamo optato e approvato come luogo per il dispiegamento del sistema antimissile l’ex base aerea di Deveselu, nel dipartimento di Olt”, nel sud della Romania, ha proseguito Basescu. In precedenza il presidente aveva incontrato il sottosegretario di Stato americano, Ellen Tauscher, la quale aveva poi raggiunto il sito, a circa 125 miglia (200 chilometri) a sud-ovest di Bucarest.
Fonti presidenziali hanno rivelato che presso il sito verranno dislocati una media di 200 soldati, fino a un massimo di 500 uomini, secondo quanto riferito dallo stesso Basescu. La base, che resterà sotto il comando rumeno, è situata a pochi chilometri da Deveselu, cittadina di circa 3.000 abitanti. Gli intercettori verranno installati nella base, vicinissima al confine con la Bulgaria, e saranno operativi a partire dal 2015. Il presidente romeno, fedele alleato degli Stati Uniti, ha precisato che la scelta darà al Paese “il livello di sicurezza più elevato della sua storia”.
Durante il suo discorso Basescu non ha rinunciato a sottolineare, in maniera poco credibile, che “questo scudo antimissile non è diretto contro la Russia”. E quale potrebbe essere se non Mosca il vero obiettivo? È infatti evidente che Washington, coadiuvata dai suoi più fedeli servitori, ha dislocato ai confini della Federazione russa missili, militari e basi provocando le reazioni stizzite della Russia, timorosa dell’accerchiamento. Per tutta risposta Mosca dall’inizio dell’anno ha messo in funzione un radar antimissile a Kaliningrad e minacciato in passato di installare i suoi Iskander, a qualche decina di chilometri dalla Polonia, dove sono stati già impiantati i Patriot statunitensi. Un altro radar russo è in costruzione a Irkutsk, in Siberia, nei pressi del lago Bajkal.
Il piano dell’amministrazione Usa prevede la dislocazione di intercettori e di radar a terra e in mare in varie località europee nei prossimi dieci anni e un aggiornamento periodico nel corso del tempo. La prima fase del progetto ha portato gli Stati Uniti nel marzo scorso a inviare nel Mediterraneo la USS Monterey, una nave attrezzata per individuare e abbattere missili. Il piano, che prevede quattro fasi e richiede l’utilizzo di intercettori sempre più sofisticati, si concluderà alla fine del decennio, con il dispiegamento in Polonia di missili più avanzati ancora in fase di studio.

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