Positano. Margherita Fusco a Roma per il Papa beato la testimonianza di un grande evento

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LA BEATIFICAZIONE DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II: la testimonianza di un grande evento.

di Margherita Fusco

 

Spiegare le emozioni che si provano al mondo esterno è sempre un po’ complicato. In questo caso il compito è ancora più gravoso data la portata dell’evento: la Beatificazione dell’amato e indimenticabile Giovanni Paolo II.

Tutti hanno seguito l’evento in tv, sui giornali, via internet, ma io ho ricevuto la grazia di poter vivere da vicino le celebrazioni di questi giorni. Come tutti ormai saprete, faccio parte del Coro della Diocesi di Roma, diretto da Mons. Marco Frisina, che ha animato non solo la Beatificazione del Pontefice a Piazza S. Pietro celebrata da Papa Benedetto XVI, ma anche la suggestiva veglia a Circo Massimo presieduta dal Card. Vicario Agostino Vallini e la messa di ringraziamento del 2 maggio, presieduta dal Segretario di Stato, Sua Em. Rev. Il Card. Tarcisio Bertone.

Il nostro è un servizio che facciamo alla Chiesa di Roma e fin dal giorno dell’annuncio della Beatificazione è cominciato il nostro “lavoro”. Le cose da fare sono state veramente tante e sotto la guida di Don Marco ci siamo incamminati verso questo arduo percorso, fatto di prove estenuanti, da incastrare tra tutti gli altri impegni come quelli lavorativi ed universitari.

Ma la voglia di cantare per Lui ha vinto su tutte le difficoltà e la sera del 30 aprile ci siamo ritrovati tutti insieme a Circo Massimo per la veglia mariana, pieni di gioia, commozione e  voglia di trasmettere agli altri, attraverso il canto, l’insegnamento di Giovanni Paolo II.

È stata una serata bellissima, con milioni di candele accese, e ogni canto riportava alla memoria un pensiero legato al Papa, uno fra tutti il grande Giubileo del 2000, dove sulle note di Jesus Christ you are my life, batteva le mani sulla sedia e cantava con noi.

E poi ecco finalmente il 1° maggio.

Nonostante la sveglia all’alba, la stanchezza e le condizioni atmosferiche incerte, arrivata a Piazza S. Pietro nella mente è scattata la consapevolezza del grande dono che mi veniva offerto: mi sembrava di vivere su una nuvola, immersa quasi in un sogno. Ma lo spettacolo che si presentava davanti ai miei occhi era vero: la piazza stracolma di gente, con bandiere di tutte le nazionalità e quegli immancabili striscioni con la scritta SANTO SUBITO. Era impossibile scorgere dove terminasse la fila di persone su Via della Conciliazione e mi sono chiesta: “possibile che un solo uomo riesca a condurre a sé pellegrini da tutto il mondo?”.

Il resto della giornata è nota a tutti: trasmesso in tv per tutto il mondo, allo scoprimento dell’arazzo le nostre voci si sono elevate al cielo, ormai pieno di sole, con l’Inno scritto da Don Marco “APRITE LE PORTE A CRISTO, NON ABBIATE PAURA, SPALANCATE IL VOSTRO CUORE, ALL’AMORE DI DIO”.

L’emozione si è ripetuta il 2 maggio, alla messa di ringraziamento animata in gemellaggio con i nostri fratelli polacchi, venuti da Cracovia per il loro Papa. A questo punto uno potrebbe pensare: “cosa può esserci ancora?”.

Ebbene ci è stato fatto un ulteriore regalo: io e i miei colleghi siamo entrati in Basilica per pregare davanti alla bara del Papa Beato e inaspettatamente siamo stati autorizzati ad eseguire un canto: la scelta è ricaduta su TOTUS TUUS, che racchiude un po’ tutto il pontificato di Giovanni Paolo II, che ha sempre rivolto un occhio particolare alla Vergine Maria.

Mentre cantavo sentivo nell’aria la Sua presenza e tutto l’ impegno delle prove, le ore interminabili in piedi sotto al sole, la fatica, di colpo sono sparite, sostituite da una pace assoluta e una gioia verso colui che dall’alto ci sorride, ci ama e ci protegge.

Un semplice grazie al Coro della Diocesi di Roma nella figura del suo fondatore Mons. Marco Frisina, per avermi accolto in questa grande famiglia e per avermi dato la possibilità di vivere questi tre giorni stupendi al servizio della Chiesa, offrendo la mia voce a Dio, attraverso il Beato Giovanni II.

 

Margherita Fusco ragazza di Positano in costiera amalfitana ha scritto questo resoconto di testimonianza diretta