Wikileaks, le debolezze della stampa italiana

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Mentre l’ informazione in tutto il mondo, la sera di domenica 24 aprile, lavorava sui files diffusi da Assange su Guantanamo e molti quotidiani, anche europei, erano riusciti ad uscire con la notizia in grande evidenza in prima pagina, in Italia ifino alla metà mattinata del giorno dopo (eccezion fatta per Il Post), regnava il silenzio assoluto dopo più di 10 ore dalla diffusione della notizia – La conferma ulteriore di una condizione di debolezza che emerge con nettezza da una tesi che una studentessa padovana ha dedicato a una analisi approfondita del sito di Assange e a un confronto fra New York Times e la Repubblica sul modo con cui era stata seguita la vicenda del Cablegate – Secondo l’ autrice, in sostanza, sulla stampa italiana ‘’i fatti sono stati spesso banalizzati nella loro portata, quando non contaminati dalle diverse posizioni e opinioni politiche. Il disarmante risultato è stata l’assenza nel panorama italiano di una fonte autorevole che si elevasse al di sopra di schieramenti o ideologie e che premiasse un’informazione di qualità’’ – Il lavoro, che Lsdi pubblica, documenta la nascita di Wikileaks, il suo funzionamento e la storia degli uomini e delle strutture che lo sostengono.

condensato da lsdi da Giovanni Farzati