BASTA SPECULARE SULLA SALUTE DEI CITTADINI!

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SALUTE E POLITICA

 

BASTA SPECULARE SULLA SALUTE DEI CITTADINI!

 

OVVERO

 

NON CI SI IMPROVVISA MEDICI, COSì COME NON CI SI IMPROVVISA POLITICI

 

  La professione medica è fra le più nobili delle attività umane e la maggior parte dei medici opera con scrupolo e moralità.

 

  E’ del tutto ovvio, quindi, che i medici, al pari di tutti i cittadini, hanno pieno diritto a concorrere alla vita amministrativa e politica.

 

  Ciò che sembra meno accettabile, specialmente al Sud, è il goffo tentativo, da certa “politica”, di strumentalizzare la medicina ed il rapporto fiduciario medico-paziente ai fini elettorali.

 

  Puntualmente, ad ogni elezione, all’ultimo momento, spuntano medici che, senza alcuna esperienza politica si fanno portatori d’acqua per i raggruppamenti che li adoperano.

 

  Inutile aggiungere che, spesso, i meno capaci, il giorno dopo le elezioni, vengono accantonati a causa delle loro scarse attitudini politiche.

 

  La soluzione? Semplice, è in mano a Voi cittadini.

 

 

 

Scegliete un buon medico quando siete ammalati,

 

Scegliete un buon amministratore quando siete elettori.

 

 

 

  Ambedue le attività richiedono professionalità diverse, ma ciascuna, se svolta con coscienza, esige molto tempo ed impegno anche se esercitata da sola. Infatti, un medico di famiglia, per contratto deve essere a disposizione dei suoi assistiti per 12 ore diurne, per la qual cosa, nel momento in cui un medico di famiglia svolge la funzione di amministratore pubblico, come garantirà il servizio di assistenza ai propri pazienti? Evidentemente con l’impiego di un sostituto, così come previsto dalla legge, facendo in tal modo venir meno il rapporto personale di fiducia tra medico e assistito.

 

  Nell’interesse della vostra salute, se siete d’accordo, quando il vostro  medico di famiglia vi chiede il voto, nel raro caso sia anche un bravo amministratore, scegliete voi quale professione sacrificare.

 

  Gli episodi di malasanità originati da diagnosi errate sono già troppi e noti.