«Tsunami sulla Campania per il vulcano sottomarino o terremoto a Roma? Psicosi contro i problemi di ogni giorno»

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ROMA – Il terremoto dell’11 maggio che raderà al suolo Roma o il violento tsunami generato dalvulcano sottomarino Marsili che travolgerà le coste della Campania, della Calabria e della Sicilia – voci e timori che si rincorrono in questi giorni sul web e non solo – «rappresentano un surrogato delle nostre paure e dei problemi reali di fronte ai quali ci sentiamo impotenti».
L’analisi è di Paolo De Nardis, ordinario di sociologia all’Università Sapienza di Roma. «Psicosi del genere – spiega – si ripropongono ogni volta che non siamo in grado di risolvere i nostri problemi della vita quotidiana o della società. Da qui nascono psicosi collettive che sono nient’altro che la risposta irrazionale a problemi reali: dalla crisi economica, al precariato e la disoccupazione, alla casa, il futuro dei giovani, le guerre, l’integrazione sociale o i problemi dell’immigrazione con i quali gli italiani devono fare i conti. Così, davanti alla nostra impotenza – aggiunge – si scatena una sorta di ‘benaltrismo autoconsolatorio’»

Ovvero, spiega il professore «si proietta fantasticamente qualcosa di catastrofico così da potersi rassegnare, e consolare, di fronte ai problemi perché tanto – diremo a noi stessi – “c’è ben altro pericolo che incombe sulla nostra vita”».

«Non è un caso – precisa ancora De Nardis – che le psicosi di questi giorni non siano legate a una fine del mondo apocalittica, teologicamente rappresentata e lontana, ma alla fine di alcuni mondi, dei nostri mondi, proprio perché – conclude – rappresentano un surrogato delle nostre vere paure, sulle quali preferiamo non indagare per non dover registrare la nostra impotenza».

IL MATTINO DI NAPOLI

PROPOSTO DA MICHELE PAPPACODA