FUOCO DEL SUD

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E’ ormai passato oltre un mese dalla data del 17 marzo 2011, giorno in cui la retorica risorgimentale ha toccato il culmine ( per non dire il colmo). Abbiamo tutti assistito le cerimonie svoltisi un po’ in tutto il territorio italico. Un’occasione per raccontare veramente come sono andate le cose durante il periodo che va dal 1860 – 1872, narrare soprattutto le ragioni dei vinti, di quella che fu una vera e propria colonizzazione piemontese, aiutati e sponsorizzati sia dalla massoneria inglese che dalla Francia, all’epoca esse rappresentavano le massime potenze mondiali, ed insieme agli infidi savoia, avevano progettato la più grande rapina di tutti i tempi, abilmente dirette dal banchiere Cavour. Ovviamente non parlerò dei dettagli, dove negli articoli precedenti ho ampiamente citato.

Decisamente un’occasione sprecata quella di non affrontare durante il 150° la realtà storica dei fatti avvenuti in quel lasso di tempo sopra citato, invece  abbiamo dovuto subire i discorsi dei teatranti della nostra politica, di tutti i colori ed orientamenti, che hanno onorato e glorificato alcuni personaggi  di quell’800 che indebitamenti si ostinano a chiamarli “padri della patria”. Ma di quale patria parlano? Quella patria che ci ha spolpato tutto ciò che c’era di buono e positivo nella parte duo siciliana del paese? Privandoci della nostra identità che durava da oltre 700 anni di regno, nonché della nostra storia che dai greci in poi ha oltre 3000 anni.

Cosa sono 150 anni in confronto a 3000 anni? A mio parere niente. I nostri “fratelli d’Italia” in questi 150 anni sono stati abilissimi a farci credere inferiori, trattandoci appunto come dei coloni, o peggio come una razza inferiore, un’operazione certosina, con la complicità di loschi individui, e la complicità di politici provenienti del meridione, che dal 1861 in poi hanno contribuito allo sfascio di quello che era considerato un “regno pacifico”. Una questione meridionale mai risolta, denunciata nei decenni successivi da Nitti, Croce, Fortunato, don Sturzo ( solo per citarne alcuni) fino ad arrivare ai nostri contemporanei come N. Zitara (Siderno, 16 luglio 1927Siderno, 1º ottobre 2010) e A. Manna (Acerra, 8 giugno 193511 giugno 2001). Con effetto catastrofico Dal 1872 in poi abbiamo pagato con le grandi migrazioni verso “terre assai lontane” e che ancora oggi permane questa situazione. Basti pensare che ogni anno siano almeno 80.000 i giovani che si spostano verso il nord, come se gli abitanti di una città media di provincia sparisse ogni anno con i suoi abitanti!!!

Penso che in questi anni la nostra classe dirigente abbia avuto poca sensibilità all’ “Eterna Questione”, nuocendo danni ad una parte del paese, soprattutto negli ultimi 30 anni che reputo i peggiori, alternandosi forze politiche di centro-destra e centro-sinistra, prima e seconda repubblica, al quale vanno tutte le responsabilità di queste problematiche, irrobustendo negli anni la mafia, camorra, ndrangheta, sin dall’unità ( o malaunità?) d’Italia, che sono sotto gli occhi di tutti del proprio consolidamento, non solo al sud ma anche al nord. L’esempio del ciclo dei rifiuti, le connessioni tra politica e organizzazioni criminali sono all’ordine del giorno, e noi cittadini rimaniamo inermi, nonostante siamo testimoni di tutto ciò.

Non passa un solo giorno che il nostro popolo e le nostre terre non vengono mortificate o peggio denigrate dai fratelli d’Italia, quelli che si riconoscono intorno a un tricolore ottenuto con la violenza, gli stupri, fucilazioni di massa, falsi plebisciti, tradimenti, ( come dicevo prima, anche per merito di personaggi nati, vissuti e cresciuti al sud). Le affermazioni di alcuni dei nostri governanti infondono odio nella gente comune, con beceri slogan, pericolose falsità storiche, fino a convincerle che noi Napolitani e Siciliani siamo la zavorra del “loro” paese, e quindi questo non aiuterebbe l’economia interna. I numeri sono numeri, ma possono anche essere interpretati secondo chi ne parla, il nord sa bene che se è ricco come sostiene, lo deve soprattutto ai consumatori del sud, che ancora ci ostiniamo a comprare i loro prodotti. Provate a controllare la vostra spesa, leggetene la provenienza, questa vi farà capire dove vanno a finire i nostri soldi, dovremmo invece acquisire una consapevolezza per optare su una spesa prodotta al sud (tra l’altro sono prodotti sicuramente meglio confezionati dal punto di vista alimentare), dall’Abruzzo alla Sicilia, avremmo una situazione ed un benessere maggiore. Ma questo i media nazionali non possono affermarlo, anche perché distratti di occuparsi d’altro, come quello degli interessi dei loro padroni, o per infangare la magistratura, la parte politica avversa, o addirittura chi vuole difendere dei diritti che sono di tutti, tralasciando i problemi reali che il paese vive. Da quando è nata la seconda repubblica il paese è declassato sotto tutti gli aspetti, con una classe dirigente si occupa a far evitare dei processi ad alcuni politici, un’altra parte di essi che invece di parlare di come risolvere i problemi dei lavoratori preferisce il gossip sulla vita privata del premier e dei suoi amici, insomma una quotidianità politica insopportabile, invece di fare quello per cui sono stati affidati, lavorano sugli insulti reciproci, declinando il tempo cose sicuramente inutili e dannose. Approfittando del potere che il cittadino gli ha reso per fini prettamente personali a svantaggio di coloro che li hanno votati. La cosa peggiore è che questo andazzo si riverbera anche nelle altre realtà periferiche, come le regioni, le provincie ed i comuni, che forti di quello che succede a livello nazionale, lo applicano anche a livello locale. Anche se ci fosse un cambio ai vertici della politica, la cosa cambierebbe di poco, il problema non è tanto negli uomini o il colore politico, quanto nel sistema che loro definiscono democratico, credo che non può più reggere.  Se sono passati 150 anni ed il paese non si sente unito (sia a nord che a sud) è perché è stato fondato su delle menzogne, e che la favoletta del “risorgimento” non sta in piedi. Dobbiamo assolutamente riscattarci, provare a chiedere all’Europa di autogovernarci, prima di tutto cambiando regole e sistema di governance, eliminare la centralità dello stato, visto che non ha saputo unire i suoi figli in maniera eguale, con gli stessi diritti/doveri e togliendo a taluni   (al sud ) per darlo ad altri (al nord), instaurando e fomentando gratuitamente odio reciproco, oggi guerra dei poveri.

Il federalismo che stanno provando a propinarci e tutto a danno del “nostro popolo”, d’altronde non potrebbe essere diversamente, visto che la paternità di questo supposto federalismo e figlio della lega nord. Il peggio è che nel parlamento italiano ci sono oltre 100 parlamentari che provengono dalle nostre terre e fanno parte della maggioranza, e nulla fanno per migliorare o quanto meno equilibrare il divario nord-sud, pensando solo ad un proprio mero egoismo, quello di migliorare solo la propria posizione, d’altronde questi personaggi più che essere stati votati, sono stati nominati, costituendo delle liste bloccate tramite una legge vergogna, da loro stessi voluta. Non credo che poi che sia un errore chiamarli ascari coloro che hanno questi atteggiamenti, visto che fanno il lavoro sempre pro nord, dimenticandosi delle loro radici. E nel’altro versante politico cosa fanno? Fanno operazioni di sopravvivenza, ammiccando eventuali accordi con la lega od altre forze politiche, solo per sconfiggere l’altra parte e non per risolvere i problemi che attanagliano i cittadini.

Per questo dico che bisogna rifondare tutto l’apparato istituzionale, ormai vecchio e non all’altezza di risolvere le sofferenze quotidiane che vessano gli abitanti di questo stato. Il sud deve esigere questo cambiamento e dovrà essere pronto, mettendo in campo persone sane e responsabili per la “giusta causa” di riequilibrio e di opportunità. Non si può più sostenere uno status dove le differenze sociali sono sempre più marcate, aumentando sempre maggiormente i divari tra i ricchi e poveri, ma a pagare il conto sono sempre gli stessi.

“il fuoco del sud” (citazione di Lino Patruno, giornalista e saggista della gazzetta del mezzogiorno di bari, autore dell’omonimo libro “Fuoco del Sud”, Rubettino, collana ss19) sta ormai ardendo nelle menti di molti nostri conterranei, o meglio, si sta risvegliando dopo 150 di oblio, come un vulcano che sta lì per lì per esplodere. Dobbiamo coordinare i tantissimi movimenti che inneggiano ad una vera autonomia, ristabilendo dignità e verità storiografiche di un popolo di tradizione e cultura millenaria che a nord di Civitella del Tronto e Gaeta hanno provato ad insabbiare, inculcandoci falsità che ormai sappiamo essere tali. Iniziamo a festeggiare i nostri martiri, i nostri padri della patria, quelli veri e non quelli falsi. Perché dovremmo festeggiare il 25 aprile (liberazione dell’Italia dai nazisti) e non il 30 settembre ( liberazione di Napoli dai nazisti e senza gli aiuti anglo-americani, Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere con successo contro l’occupazione nazista)?

Sono solo degli esempi, ma ne potrei fare tanti, la storia della nostra civiltà che fu Magna Grecia è tra le più interessanti e longeve di tutta Europa. Il mio è un appello a riprenderci la nostra memoria.

C’è però anche una buona notizia; recentemente ho letto un articolo in cui il consiglio regionale della Campania ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per far rimuovere quello che, a tutti gli effetti, resta un ‘Segreto di Stato’ su 150.000 documenti relativi al Mezzogiorno d’ Italia, nel periodo fra il 1860 e il 1870. Ottimo. Anche se arriva con molto ritardo questa istanza, rende comunque felice chi come me non vede l’ora di scoperchiare finalmente questo baule misterioso, sicuramente colmo di verità scomode e con le quali dovremmo confrontarci tutti. Forse sarà il momento opportuno per liberare i nostri popoli dalla tirannia tosco-padana ed instaurare un rapporto dignitosamente alla pari con le altre culture del resto d’Italia e forse creare quella pax che tutti noi auspichiamo. Chi vivrà vedrà.

gianni@cervero.it

 

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