HONG KONG, ASSO DEL CALCIO SI SUICIDA: SEGNÒ GOL PIÙ VELOCE ( ALLA ROMA BASTA PERROTTA PER TORNARE A VINCERE

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HONG KONG – Uno dei più famosi calciatori di Hong Kong, che è stato detentore del record del gol più rapido, si è suicidato lanciandosi dalla sua abitazione al 36mo piano di un condominio dell’ex colonia inglese, dopo aver discusso con la moglie. Lo riferisce il South China Morning Post. Cheung Sai-ho, 35 anni, viveva a Tin Shui Wai e all’età di 18 anni, mentre giocava con la nazionale giovanile di Hong Kong alla Portsmouth Cup in Inghilterra nel 1993, segnò il gol più veloce al mondo dopo 2,8 secondi dall’inizio della partita. Record poi battuto dal saudita Nawaf Al Abed nel 2009. La notizia della morte di Cheung è stata data dall’Happy Valley Athletic Association Football Club, il club di Hong Kong nel quale Cheung ha giocato e allenato dal 1996 al 2008, prima di ritirarsi. Dopo il 2008, il calciatore aprì un pub a Tsim Sha Tsui, popolare zona di Hong Kong. Secondo la ricostruzione della polizia, ieri Cheung è tornato a casa intorno alle quattro del mattino e ha avuto una veemente discussione con sua moglie nel loro appartamento, pare per questioni di soldi e legati alla loro relazione. Intorno alle 6, il calciatore si è lanciato dal 36mo piano dal soggiorno del suo appartamento. Un forte schianto ha allarmato le guardie a custodia del palazzo che, notato il corpo, hanno chiamato polizia e ambulanza, ma non c’è stato nulla da fare. Nella sua carriera, Cheung ha giocato sia in prima che in seconda divisione di Hong Kong, venendo nominato anche miglior calciatore nel 2003. È stato giocatore di riferimento della nazionale, contribuendo in maniera determinante, nella sua ultima apparizione nella nazionale, alla vittoria di Hong Kong per 8-1 contro Timor Est nel 2007-2008 per le qualificazioni ai campionati mondiali del 2010 in Sud Africa.

All’Olimpico la Roma batte 1-0 il Chievo nell’anticipo delle 12:30, decide la sfida un gol di Perrotta dopo soli 4’. I giallorossi si portano temporaneamente a -4 dal quarto posto difeso dalla Lazio. FOTO AP/LA PRESSE

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Non è ancora Pasqua e il gioco di parole è fin troppo ovvio. Ma l’anticipo di mezzogiorno della 34esima giornata di Serie A dice che la Roma è risorta, almeno fino a un certo punto. All’Olimpico i giallorossi battono 1-0 il Chievo e tornano a vincere dopo due sconfitte di fila tra campionato e Coppa Italia. Ma soprattutto tornano a fare bottino pieno in casa dopo tre ko consecutivi. Ci pensa Perrotta, che dopo 4’ va in gol e sentenzia una partita che gli uomini di Montella hanno comandato sempre (fatta eccezione per i primi dieci minuti della ripresa) senza mai riuscire a chiuderla. Quanto meno, stavolta non è arrivata la beffa.

ROMA SENZA CAMBI, PIOLI CON IL ROMBO – Vincenzo Montella conferma Menez e Vucinic nel classico 4-2-3-1 con Totti di punta e Perrotta trequartista. In difesa spazio a Juan e Burdisso senior in mezzo con Cassetti e Riise ai lati. Borriello recupera in extremis ma va soltanto in panchina. Gli unici indisponibili nelle fila giallorosse sono i lungodegenti Julio Sergio e Mexes. Stefano Pioli conferma il 4-3-1-2 con Bogliacino a supporto di Moscardelli e Pellissier. Non mancano comunque un paio di novità. L’ex di turno Andreolli va in panchina per fare spazio a Cesar al fianco di Mandelli. E in mezzo al campo, Guana rimpiazza lo squalificato Rigoni. Gli altri indisponibili nelle fila gialloblù sono gli infortunati Luciano e Jokic.

TUTTO TROPPO FACILE – La Roma parte forte e al primo affondo (dopo un gol annullato a Totti per fuorigioco) passa in vantaggio. Guana rinvia sul piede del capitano giallorosso un pallone da spazzare via, Totti la gioca per De Rossi che scarica per l’accorrente Perrotta. E arriva il gol dell’ex, quello che dopo 4’ lancia i giallorossi. Il Chievo non reagisce, troppo molle e con un baricentro eccessivamente basso. Condizioni ideali per la Lupa, che addormenta la partita e si accontenta di andare a fiammate. Sorrentino salva il risultato su Vucinic (14’), mentre il montenegrino poco dopo calcia alto un buon pallone. Il primo tiro ospite arriva al 20’, con una preghiera di Constant dai 30 metri. Di grosse emozioni, in sostanza, non ve ne sono per tutto il primo tempo. Fatta eccezione per un problema al polpaccio accusato dall’arbitro Pierpaoli intorno alla mezz’ora, che blocca il gioco ma non porta comunque al cambio del direttore di gara. I gialloblù non impensieriscono una Roma che cerca soprattutto di portare al gol Totti e di rivitalizzare un Menez molto vivace.

REAZIONE CHIEVO, ASSEDIO ROMA – Pioli mette subito Uribe al posto di Moscardelli dopo l’intervallo. E il Chievo si sveglia, mettendo alle corde la Roma per la prima volta dall’inizio del match. Al 53’ proprio Uribe va a un passo dal pareggio, ciccando clamorosamente una chance a un passo da Doni. È l’azione migliore dei gialloblù, ma anche l’ultima. Perché la Roma capisce che tira una brutta aria e si riporta in avanti. Ne nasce un assedio tremendo. Menez colpisce un palo, Vucinic impegna Sorrentino in due occasioni, mentre Sardo colpisce il montante salvandone un’altra. Pioli al 68’ toglie Bogliacino per dare un po’ più di sostanza con Marcolini, la stessa scelta che cinque minuti dopo fa Montella con Brighi per Perrotta. Ma è ancora la Roma a provarci con Juan, che al 75’ manda a lato di un soffio un gran colpo di testa sugli sviluppi di un corner. A dieci minuti dal termine se ne va anche Menez, rimpiazzato da Taddei e per una volta uscito dal campo senza fischi. La nota stonata giunge invece all’85’, quando Juan si blocca e viene sostituito per infortunio da Loria. Non cambia nulla. La Roma non raddoppia, ma nemmeno si fa beffare (anche perché all’87’ Pellissier viene bloccato per un fuorigioco inesistente quando era lanciato in porta).

NIENTE RECORD E I VECCHI PROBLEMI? – Totti, il migliore dei suoi, non riesce ad agganciare Roberto Baggio nella classifica dei cannonieri di sempre in Serie A, ma è solo questione di tempo se continuerà a giocare su questi livelli. Diverso il discorso per la Roma, che si porta a 56 punti e torna temporaneamente a -4 dal quarto posto difeso dalla Lazio e a -3 dall’Udinese quinta. Con 12 punti ancora a disposizione non è facile sognare, anche perché non tutti i mali sono risolti. Compreso il fatto di non aver mai chiuso una partita da vincere in scioltezza. Il Chievo resta fermo a 39 punti, una quota che garantisce una salvezza soltanto virtuale.

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