Cava de Tirreni. In piazza il popolo degli appiedati

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CAVA DE’ TIRRENI. Giornata di lotta ieri per i tagli alle corse del Cstp. Tensione e intralci al traffico cittadino. In serata incontro a Palazzo di Città con il sindaco Marco Galdi. Oltre trecento, tra giovani, anziani, donne, uomini con striscioni e fischietti, in rappresentanza delle frazioni, sono scesi ed hanno occupato simbolicamente piazza Abbro. Ad essi si sono aggiunti i giovani comunisti con le loro bandiere rosse, i consiglieri comunali Gravagnuolo, Servalli, Scarlino, Senatore e Mazzeo. E, ancora, i sindacalisti Sergio Galdi della Fit Cisl e Vito Luciano della Cgil, dipendenti del Cstp, ex consiglieri comunali come Pasquale Senatore, Pasquale Lupi Milite, Rossana Lamberti. Il clima si è fatto subito teso, sui volti dei partecipanti si leggeva rabbia e delusione. «Abbiamo scelto piazza Abbro – così la signora Annamaria – è la piazza su cui affaccia il Palazzo di Città e soprattutto perché è dedicata a quel sindaco che seppe con tutte le sue forze difendere Cava in tutte le sedi e comprese l’importanza e il ruolo delle frazioni. Oggi registriamo solo un forte disinteresse». Presente solo una rappresentanza delle popolose frazioni metelliane. «Se non saranno trovate soluzioni adeguate ed idonee al disagio provocato non esiteremo ad occupare l’intero centro», proclamano i trecento. «Galdi ha portato nel palazzo molti consiglieri delle frazioni, nel suo programma puntava sulla valorizzazione dei borghi collinari, ma ha fallito, l’abbandono è evidente, la filiera, Comune, Provincia, Regione è un fiore all’occhiello appassito dopo poco», polemizza Enzo Servalli. Critici i sindacalisti Vito Luciano e Sergio Galdi. Il primo sottolinea che i veri tagli saranno dal 1 maggio e colpiranno le fasce deboli; il secondo che i tagli sono stati applicati solo nel territorio salernitano. Nelle altre province campane, in primis quella di Napoli, non è stato ridotto alcun servizio: «Se la classe politica locale tutela in questo modo i cittadini di Salerno e provincia, allora stiamo messi proprio bene». Sulla stessa lunghezza d’onda alcuni giovani del Cstp, Luca Massa e Luciano Ragone: «Con i tagli scompaiono anche le assunzioni a tempo determinato». Gravagnuolo, Mazzeo e i giovani comunisti si sono sdraiati a terra ed hanno impedito il traffico. «Siamo al fianco dei manifestanti, convinti che è un provvedimento ingiusto», dicono. E ancora: «Abbiamo fatto gli abbonamenti, comprato biglietti e poi tolgono le corse, è una truffa». «Andiamo al lavoro e torniamo alle nostre case tardi; organizzino, invece, un piano intelligente di corse», osserva Daniele Senatore. «Ben due milioni di chilometri sono stati eliminati dalle percorrenze dei pullman del Cstp. Questo è l’ennesimo attacco di un governo che, attraverso la sua filiera istituzionale, sferra nei confronti di studenti, operai, pensionati e liberi cittadini», sono le accuse che echeggiano nell’aria. Intanto l’assessore Alfonso Carleo e il presidente del consiglio comunale Antonio Barbuti scendono tra la gente. «Stiamo lavorando per trovare una soluzione al problema senza nasconderci le difficoltà – spiegano – Il sindaco Galdi è in prima fila in difesa dei diritti della gente». Poi l’annuncio dell’incontro, in serata, con il primo cittadino. «Positivo, nonostante il clima di tensione», fa notare il vice sindaco Luigi Napoli. Tifo da stadio, applausi, invettive, urla inizialmente, nonostante gli appelli dei vari sindacalisti alternatisi ai microfoni, che a più riprese hanno sostenuto che fino a quando non ci saranno provvedimenti chiari, bisogna che si lascino le cose come sono. Poi dal cilindro, spinti da Luigi Avella, ex sindacalista e ex dipendente Cstp, e dallo stesso ex sindaco Luigi Gravagnuolo, la proposta che ha trovato l’amministrazione, sindacalisti d’accordo: il Comune metta a punto un piano da concordare con il sindacato e una delegazione di cittadini, poi la prova del fuoco nel prossimo consiglio comunale con l’approvazione di un ordine del giorno da inviare a Regione e Provincia sulla posizione assunta. «Il consiglio comunale avrà un ruolo determinante», conclude Antonio Barbuti, pronto a mettere su una unità di crisi per il problema Cstp. Galdi non si è sottratto, ha ascoltato e dato spiegazioni. «Mi premeva – afferma – chiarire con forza che l’interlocutore non è il Comune, ma la Regione; noi rappresentiamo solo la città e i suoi interessi. Quando è scoppiato il caso abbiamo avviato le nostre interlocuzioni immediatamente con i vertici del Cstp, con l’assessore provinciale ai Trasporti e con quello regionale. Abbiamo rappresentato il disagio, soprattutto con il Cstp, che certe scelte vanno concordate con gli enti locali». Il sindaco sottolinea che, nei giorni scorsi, l’amministrazione ha messo in campo un piano contro l’emergenza. «Ieri sera serata la proposta avanzata dal sindacato e condivisa dal mondo politico di lavorare per un piano condiviso e nell’interesse della gente, completa tutta l’azione da noi compiuta in questi giorni – stigmatizza Galdi – Coinvolgere il consiglio comunale, come chiesto dal presidente Barbuti, e far partire dal nostro parlamentino un ordine del giorno con una proposta, indirizzata alla Regione e alla Provincia, è un atto di democrazia e di partecipazione condivisa».

Il Mattino di Napoli

proposto da Michele Pappacoda